venerdì 24 febbraio 2012

La vita insegna (anche) a scremare

Qualche giorno fa ho scritto il commento all'ultimo libro che ho letto Un segno invisibile e mio e nel frattempo ho pensato molto alla sua protagonista, Mona.
La cosa che le ha procurato il maggior disagio, oltre alla strana malattia del padre, è stata l'indifferenza della gente alla sua sofferenza.
E per gente non intendeva le persone che incontrava per strada, no. Intendeva i suoi vicini, i suoi colleghi, le persone della sua vita.
Questa cosa mi ha toccata particolarmente perchè è accaduto anche a me.
Qualche anno fa mio papà è stato colpito da una malattia invalidante che ha sconvolto la sua vita e quella di tutta la nostra famiglia. Famiglia che per inteso siamo io, mia madre, mio fratello e mio papà.
La mia famiglia finisce qui. Perchè nonostante io abbia qualche parente in più, non li ho mai davvero sentiti tali.
Si dice che un amico è tale sopratutto per starci vicino nel momento del bisogno. E anche qui, come per i familiari, ho scoperto di averne davvero pochi. Giusto un numero che si conta con le dita di una sola mano.
La malattia fa paura, capisco possa spaventare e far sentire inadeguati ma io, come quella ragazza, a volte avrei apprezzato anche solo un piccolo cenno di interessamento.
E qui non voglio colpevolizzare nessuno solo...
ho imparato a scremare.
E per scremare intendo prendere le distanze da persone che vivono con indifferenza.
Persone come alcune di quelle che mi vedevano 5 sere su 7 in palestra e...non si sono mai degnate di chiedermi come andava.
Idem a scuola o all'università Al lavoro lasciamo stare...
E non voglio fare la vittima, ho vissuto e sto vivendo bene uguale solo che...questo mi ha resa davvero intollerante alle persone dai falsi sorrisi e dalle facili ipocrisie.
La gente vuole indifferenza e usarti solo per quello che momentaneamente vivi con lei? "Bella" roba...ma basta rendersene conto.
Due sole persone adulte sono state davvero amiche di mia madre e ad esempio quando non avevamo chi ci accompagnasse a fare la spesa, ci hanno portato loro. Papà era l'unico ad avere la patente e anche solo andare al supermercato a prendere le casse d'acqua era un'impresa visto che lui non poteva guidare.
Ci sono stati momenti duri dolorosi e difficili però qualcuno ha tentato lo stesso di coinvolgerci e di farci vedere che andare avanti era possibile.
Pochi ma speciali.
E andare avanti è stato possibile. Vivere significa affrontare tutto ciò che ci capita nel migliore dei modi possibili e lo stiamo facendo senza cercar meriti o vanti.
I problemi ce li hanno tutti, chi più e chi meno.
La cosa più strana (e che faceva più male) era la difficoltà nel vedere che la gente a fianco a te facesse finta di nulla.
So bene che aiutare non è facile. Non è facile neanche capire come farlo ma a volte sarebbe bastato un semplice: "come ti senti?" per aiutare un pò.
Purtroppo però il problema è che fare una domanda implica un "dover" ascoltare una risposta e qui viene fuori il nocciolo della questione. Chi ha voglia di ascoltare?
Decisamente poche persone.
A chi mi ha ferita o delusa non auguro nulla ma son convinta che prima o poi ci pensa il destino a portare il conto a tutti.

A few days ago I wrote a comment last book I read An Invisible Sign and in the meantime I've thought a lot about his character, Mona.
The thing that has caused the greatest distress, besides the strange illness of his father, was people's indifference to his suffering.
And for the word people did not think about the people she met on the street, no. She meant her neighbors, her colleagues, the people in her life.
This thing has touched me, especially because it happened to me.

A few years ago my dad was hit by a crippling disease that has devastated his life and that of our entire family. Family understands that's me, my mother, my brother and my dad.
My family goes on. Because although I have some relatives in more, I've never really felt these like family.

It is said that a friend is to be near us that especially in times of need. And here as well as for family members, I have just discovered...i have few. Just a number which is counted with the fingers of one hand.
The disease is frightening, I can understand but I do feel inadequate, like that girl, sometimes I would have appreciated even a flicker of interest.

And here I will not blame anyone ... I just learned to skim.
And I intend to skim to distance themselves from people who live with indifference.
People like some of those who saw me in the gym five nights out of seven ... and have never deigned to ask me how it goes.
Ditto at school or university At work ... never mind.

And I will not play the victim, I have lived and am living the same as well ... this just made ​​me very intolerant people by false smiles and easy hypocrisies.
People want to treat you with indifference, and only for what you currently live with you? "Bella" stuff ... but just knowing it.
Only two adults were really friends of my mother and for example when we had those who accompany us to the grocery store, we have brought them. Dad was the only one with a license and even go to the supermarket to take the water tanks was difficult since he could not drive.
There were hard times painful and difficult but someone has tried the same to involve us and let us see that it was possible to go forward.
A few but special.

It was possible to go forward. To live is to face everything that happens to us in the best way possible and we are doing without seeking merit or boast.
The problems we have them all, some more than others.
The weirdest thing (and that hurt the most) was the difficulty in seeing that the people next to you pretending about anything.

I know that help is not easy. It is not easy even to understand how to do it but sometimes it would be a simple enough: "how do you feel?" to help a little.
Unfortunately the problem is that asking a question implies an "ought" to hear a response and here is the crux of the matter out. Who wants to listen?
Quite a few people.
Who has hurt or disappointed me I would not wish anything but I am convinced that sooner or later will think the fate bring the bill at all.




1 commento:

  1. Per come la vedo io la parola scremare (nel contesto dei rapporti umani) sta nel eliminare dalla tua vita quelle persone che, per qualsiasi motivo, nella tua vita non ci sono più, non vuoi che ci siano oppure non ha senso che ci siano.
    Spesso la vita ci fa allontanare da alcune persone, questo non sempre dev'essere visto come un qualcosa di negativo; ci sono mille motivi, ma soprattutto mille scelte che portano due persone che magari si è frequentato per mesi/anni a non vedersi più. A volte si cerca in tutti i modi di portare avanti dei rapporti che non ci sono più. Ci si attacca a dei sms (nei quali spesso si legge "e ma che fine hai fatto? e ma non ti fai più sentire?"), poi ci si rivede qualche volta ma non c'è più quella magia che c'era a scuola piuttosto che in palestra etc ...allora mi chiedo: perchè non avere il coraggio di lasciarsi andare, di tenere il ricordo che erano quei pomeriggi, quelle lezioni, quegi allenamenti? perchè dover per forza volersi portare avanti un'amicizia che evidentemente non era amicizia con la A maiuscola che dura tutta la vita ma era un'amicizia (forte senza ombra di dubbio) di un momento??

    Nel mondo di oggi le mie scremature più frequenti riguardano il mondo di fb o i miei contatti nel cellulare: mi succede di trovarmi in treno che devo passare quella mezz'ora e se non dormo e se non leggo qualcosa prendo il cell in mano: leggo i nomi passarmi sullo schermo..dalla a alla z. Li guardo e spesso mi trovo davanti a dei nomi e non so neppure più chi sono quelle persone. Oppure leggo dei nomi e mi chiedo "ma che cosa lo tengo a fare sto numero"..oppure mi sono trovata davanti a dei nome come "str**o" o addirittura uno è "figlio di ....". Ed è proprio da qui che ho iniziato a scremare.
    Ma posso portarmi dietro nella vita uno che salvo così nel mio cell?????
    Crescendo ho capito quali sono le persone che voglio portarmi avanti nella vita e solo crescendo mi sono accorta che non me ne faccio proprio nulla di contatti inutili che danno solo la parvenza di avere intorno tanti amici. Ero partita che su fb avevo oltre 300 amici. Oggi ne ho 97 e di questi 97 un bel po' sono da scremare ma...adesso sto leggendo ed in treno ho cose più importanti da fare che occuparmi di loro :-)

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