martedì 13 marzo 2012

Carta e penna o dito e schermo?

Da quando mi sono inserita (anche ) nel mondo di twitter ho scoperto che c'è un acceso dibattito sulla questione del titolo ovvero: quanta vita avranno ancora i libri cartacei? E con essi tutte le fonti di informazioni stampate con inchiostro su carta?
La questione è delicata perchè passare all'età del digitale fa si che si tocchi anche il tema dell'ambiente, dell'inquinamento e dell'accessibilità.
Ma, prima di perdermi in mille pensieri, torno ad un tema che mi sta a cuore: il piacere di leggere le cose su di un supporto materiale. Che detta così ammetto che sa di una freddezza..!
Il nocciolo della questione però è questo: il progresso ha fatto si che grazie ad internet le informazioni ed il sapere (?) fossero maggiormente accessibili a tutti. Grazie ad una connessione si è tutti collegati a quello che più ci interessa.
Vuoi andare al cinema? guarda sull'applicazione.
Vuoi andare a fare una gita? Cerca su meteo app. che tempo farà.
Vuoi andare a cena in un ristorante x? Leggi le recensioni di chi c'è già stato.
Vuoi ascoltare musica? Clicca su youtube!
Vuoi leggere la Gazza? Cerca il link rosa.
E quante altre cose?
Vuoi un libro? Scaricatelo a solo un euro e 99 cent. e leggitelo sul tuo smartphone. Che poi è
scomodissimo.
E' un continuare scivolare su uno schermo che si fa ogni minuto più sudaticcio. La schermata poi ci mette minuti ad aprirsi e per leggere una paginetta devi continuamente zoommare e andare a destra e sinistra.
Va bene per vedere chi ti scrive sui social network ma non ha niente a che vedere col piacere della lettura.
Prendere in mano un libro è un qualcosa che, a chi piace leggere, regala emozione ancora prima di iniziare a scorrere le parole.
Si stringe il volume tra le mani e ne si sente la consistenza. Quando i libri hanno tante pagine...ci si diverte a piegarli e plasmarli con le nostre dita.
Si sfoglia e furtivamente si annusano le pagine che hanno un profumo che non è buono è...rassicurante.
Si scorre l'indice sulla pagina ed è liscia e per girarla bisogna prenderla e spostarla, partecipare alla lettura.
C'è qui tratta il libro come un oggetto sacro e anche dopo anni lo potrebbe vendere come nuovo. Girare e sfogliare è una pratica a cui riserva attenzione e delicatezza.
C'è chi invece fa le "orecchie" e sottolinea anche quando finisce di andare a scuola, Ci scrive dei pensieri a margine e cerca di lasciarci sopra più segni possibili per renderlo un libro sempre più suo.

Capisco che si tratta di evoluzione.
Mille anni fa i libri erano frutto dell'opera di persone che oggi i più di noi considererebbero dei pazzi ovvero gli amanuensi. Se oggi possiamo leggere libri dei filosofi greci e latini è solo grazie all'opera fisica di persone che passavano le loro giornate a ricopiare a mano libri che oggi ci sembrano interminabili solamente da leggere.
Il processo della stampa ha poi velocizzato tutto ma è rimasto qualcosa di "artigianale".
Oggi tutto passa tramite uno schermo.
E la cosa triste è che non ci passano solo i libri, le notizie di cronaca o sportive ma...la maggior parte delle nostre vite.
Gente che preferisce conoscere altre persone tramite un pc e che diventa sempre meno "mobile". Ed è un paradosso, no? Nell'era dell'iper connettività...ci muoviamo sempre meno. A viaggiare è la nostra mente che detta il ritmo ai nostri polpastrelli.
Polpastrelli. Non dita ne mani. Persone sempre più abili a far muovere applicazioni virtuali su uno schermo piccolissimo ed incapaci di scrivere una pagina con una penna in perfetta calligrafia.

Triste.

E ai nostalgici della carta un giorno verrà ricordato (ancora una volta) che per assecondare il loro piacere milioni di alberi venivano distrutti ogni anni. Li faranno sentire in colpa per aver contribuito alla distruzione del nostro mondo e gireremo tutti con delle tavolette di plastica e dei pollici su cui saranno spuntate delle piccole protesi in grado di farci navigare in modo sempre più istantaneo.

Eppure il piacere che regala entrare in una biblioteca o tenere in mano un libro credo rimarrà ancora per molto un qualcosa di davvero speciale.

english!
Since I entered (even) in the world of twitter I discovered that there is a heated debate on the question of the title is: how much life will still have paper books? And with them all sources of information printed in ink on paper?
The issue is delicate because of the digital age move makes it even touches the subject of the environment, pollution and accessibility.
But, before getting lost in a thousand thoughts, I return to a theme that is close to my heart: the pleasure of reading things on a support material.

The bottom line though is this: the progress made ​​thanks to the Internet is that information and knowledge (?) are more accessible to all. Thanks to a connection is all linked to what interests us most.
Want to go to the movies? looks on.
Want to go for a ride? Search on the weather app. what the weather will do.
Want to go to dinner at a restaurant x? Read the reviews of visitors.

Want a book? Download it at only a dollar and 99 cents. and read it on your smartphone. Which is very uncomfortable. It 'a continuing slide on a screen that is made every minute more sweaty. The screen then it takes minutes to open and read one page you have to constantly zoom in and go to the right and left.
Is it okay to see who writes on social networks but it has nothing to do with the pleasure of reading.
Picking up a book is something that, for those who like to read, offers excitement even before the words begin to flow.

It tightens the volume in my hands and feel the texture. When books have many pages ... you fancy bend and mold them with our fingers.
Browsing and surreptitiously sniffing the pages that have a scent that is not good ... it is reassuring.
It runs on the index page and is smooth and we must turn to take it and move it, participate in the reading.
Here there is the book as a sacred object, and even years later could sell it as new. Turn and browse it a practice to which reserves carefully and gently.
There are those who make the "ears" and emphasizes, writes on the sidelines the thoughts and tries to leave on more signs possible to make a book more and more his own.

I understand that it is evolution.
A thousand years ago the books were the result of the work of people that today most of us would consider a fool: scribes. If today we can read books of Greek and Roman philosophers is only thanks to physical persons who spent their days copying by hand books that today we seem interminable to read.
The printing process has speeded up everything but then it was something "homemade".
Today, everything passes through a screen.
And the sad thing is that we don't pass only the books, news events or sports ... but most of our lives.
People who prefer to know other people on PC and that becomes less and less "mobile". It is a paradox, isn't it? In the era of hyper connectivity ... we move less and less. To travel is our mind that sets the pace with our fingertips.
Fingertips. Your fingers will not hands. People increasingly able to move to virtual applications on a tiny screen and unable to write a page with a pen in perfect calligraphy.
Sad.

To nostalgic of paper a day will be remembered (once again) that to satisfy their pleasure million trees were destroyed every year. They make you feel guilty for having contributed to the destruction of our world and we'll shoot all of the tablets with plastic and thumbs on which will be checked for small implants that enable us to navigate in an increasingly instantaneous.
But the pleasure gives go into a library or hold a book I think will remain for much something really special.

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