martedì 6 marzo 2012

Reporter - Giornalisti di guerra

Il 22 Febbraio 2012 è morta Marie Colvin.
La notizia è apparsa su quasi tutti i quotidiani e telegiornali ed è stata solo una delle innumerevoli morti di questo tremendo Febbraio in Siria.
Molti dei miei amici su facebook e twitter non sapevano chi fosse questa persona e neanche io ne conoscevo il nome prima della tragica notizia. Ma quello che più mi ha colpito è che neanche dopo la sua morte molte delle persone che io conosco sapevano il suo nome perchè o non avevano visto un tg o non avevano letto (neanche) un quotidiano.
Eppure su La Repubblica, il giorno dopo la sua scomparsa, è stato pubblicato un articolo bellissimo e poi uno stralcio di un suo discorso tenuto nel Novembre di due anni fa durante una funzione in memoria di alcuni report inglesi morti in guerra.
Per chi volesse ho scannerizzato l'articolo completo che merita una lettura ed una riflessione (scrivetemi in privato per averlo).
Per chi volesse una cosa più semplice, ricopio qui le ultime parole di quel discorso che mi piacerebbe qualcuno di voi facesse proprie.

"I reportage di guerra sono cambiati negli ultimi anni. Ora andiamo in guerra con un telefonino satellitare, un portatile, una videocamera e un giubbotto anti proiettile. Ma l'essenza del giornalismo di guerra è sempre quella: qualcuno deve andare laggiù e vedere cosa succede. La vera difficoltà è Noi abbiamo questa fiducia perchè siamo convinti di poter afre la differenza".
avere abbastanza fiducia nell'umanità da credere che ci sia gente a cui interessa quello che scrivi.

Mi auguro che queste parole vengano lette da più persone possibili e che non ci si accontenti di vivere la nostra vita senza pensare a cosa accade nel mondo perchè...questo è rotondo e basta poco perchè ci si trovi anche noi in situazioni gravi come una guerra.
Lei ha vissuto per far conoscere le atrocità commesse oggi giorno nel mondo. Era a conoscenza degli innumerevoli rischi, aveva anche già perso un occhio eppure...continuava a fare ciò in cui credeva.
E' morta fiduciosa che nel mondo le sue parole e quelle dei suoi colleghi non fossero lettere inutili stampate a caso su un foglio di giornale.
Fate girare e...leggete i giornali, scandagliate internet, formatevi delle opinioni perchè fare finta di niente non è la soluzione ai mali del mondo.

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