martedì 20 marzo 2012

Tua nonna

Sale in mezzo a talmente tanta gente che nemmeno te ne accorgi.
Si fa spazio tra zaini e borsoni in modo barcollante.
Fa uno strano slalom verso i paletti e gli altri appositi sostegni.
Quando apre bocca non capisci chi stia parlando. Non l'accompagna il suono di un violino zigano, un bicchiere di coca cola consumato e tra i piedi non le razzola un bambino macilento.
E' tua nonna.
Be non proprio la tua ma...una nonna.
La vedi lì, settantanni circa, che chiede un aiuto con gli occhi bassi.
Le mani nodose stringono deboli il palo della metro e i piedi strisciano incerti un metro dopo l'altro. Il treno inchioda e la vedi inarcarsi, vorresti alzarti e cederle il posto invece lei ti guarda la mano, sospira e va avanti.
Tua nonna passa oltre, capelli corti e vestiti scialbi.
Senti che non ha preparato uno "slogan", ogni richiesta è un messaggio di aiuto...originale. Ogni tanto si impappina, la voce le si abbassa e ti si stringe il cuore. Tu che sei abituato ad andarla a trovare a pranzo alla domenica e ad aspettarti la mancetta da lei...ti senti spiazzato.
L'elemosina è una cosa da povera, da stranieri, da persone storpie e sporche. Almeno così ci siamo abituati a pensare.
Poi un giorno l'elemosina ti si presenta in una forma nuova: viene a farla una nonna, disperata come tutte le altre persone che hai visto decine di altre volte.
Mentre tiri fuori una moneta ti accorgi di come quel tuo gesto di generosità (?!) sia strano e...parzialmente inutile. Si elargisce del denaro per provare ad aiutare una persona che in quell'istante manifesta un urgente bisogno primario (di cibo, riparo...). In generale si regalano pochi centesimi, quelli che pesano nel portafoglio e che sono di minor valore. Si pensa che "se tutti facessero come me...a fine giornata X tirerebbe su un bel gruzzoletto più utile della mia moneta singola da 50 cent".
Si scende alla propria fermata e si ritorna sulla strada della propria vita. Nel frattempo
quella donna continua il suo percorso della miseria, dell'umiliazione e della pena.
Dove voglio arrivare?
Difficile concludere senza cadere nel retorico. Quindi...volevo solo riflettere su questa nuova "figura" che vediamo in metropolitana a chiedere aiuto, riflesso di un'emergenza economica che sta dilagando in maniera evidente non solo tra gli strati della povera gente ma anche tra quelli confortanti che vediamo uscire dalle chiese nei fine settimana e che un giorno...potremmo essere noi.
Per chi ha la fortuna di avere ancora una nonna/o simpatico e che ci vuole bene, guardatelo con altri occhi, gioite dell'ovetto kinder che vi regala anche se avete trent'anni e non dimenticate mai di andarli a trovare e...dargli un basin!

1 commento:

  1. Fa sempre bene pensare che certe "figure" in realtà sono persone. Non si dovrebbe mai dimenticarlo.

    RispondiElimina