lunedì 11 giugno 2012

La dura vita del controllore

Chi nella propria vita non ha mai incontrato un controllore?
Su un autubus, su un treno, nascosto dietro al mezzanino della metro.
E quasi sempre la reazione è stata un mix di sorpresa e tensione.
Perchè ammettiamol: il controllore agita anche quando si ha tutto in regola, biglietto obliterato e fascia chilometrica azzeccata.
Dopotutto il controllore ci capita davanti anche quando non ce l'aspettiamo. Cioè salendo su un treno sappiamo che molto probabilmente lo incontreremo ma quando arriva è sempre comunque una sorpresa. Che spesso agita. E se il timbro del mio biglietto non si vede bene? E se l'ho comprato ma non ricordo dove l'ho messo?
Ma sopratutto il controllore agita quando non si ha il biglietto.
Credo sia capitato a tutti, almeno una volta, di aver "babbato" il sistema. Di aver preso un mezzo a sgamo, di aver saltato un tornello della metro, di aver curato con occhi di falco l'orizzonte della prossima fermata per sapere se stare ancora su o scendere.
Non pagare o timbrare il biglietto è un must del "percorso di formazione" giovanile. Poi si cresce e si capisce che non si è più furbi o coraggiosi a sfidare l'autorità ed il destino ma solamente

degli approfittatori fastidiosi.
Quest'anno ho fatto molti viaggi in treno e mi è capitato di osservare come certi ragazzi non crescano mai e sopratutto come la mente umana sappia elaborare mille scuse e più per cui non si è riusciti a fare il biglietto.
Ora, quando si prende un treno, si sa che bisogna munirsi di biglietto regolamentare. Oltre alla tratta di percorrenza esatta, il biglietto va obliterato. E ammetto che spesso le macchinette sono fuori uso ma...basta andare alla prima carrozza a cercare il controllore e dirglielo. Il biglietto ce lo timbrerà lui. Tutto a posto? Mica tanto.
La scusa dell'obliteratrice non funzionante è la più gettonata ma, come dicono i solerti controllori, se venite a segnalarcelo prima che noi veniamo da noi si sistema tutto. Invece no! Ancora oggi molti approfittano del malfunzionamento delle apparecchiature e si svaccano comodi su un sedile a caso sperando che per quella volta il controllore non passi o si fermi nella carrozza prima.
Quando però ti cucca...sono dolori.
Evito di riportare le parolacce che questi signori si sentono riversare contro. Le scuse assurde che devono sentire (l'ultima che ho sentito è che una ragazza era appena tornata dal dentista, stava male e non era riuscita a timbrare. Strano caso di dolore riflesso dai denti alle mani...). Le minacce che si ritrovano a sopportare.
La cosa inquietante è che ora il controllore non gira più da solo ma in compagnia di almeno due o tre colleghi e spesso sui treni c'è anche qualcuno del personale di sicurezza. Sei persone pagate per fare il lavoro di una. Spreco?
Salite voi oggi, su un treno o mezzo qualsiasi, da soli e provate a fare una multa a chi è sprovvisto di biglietto. Uno: vediamo se ci riuscite (tra gente che non tira fuori documenti e si rifiuta di parlare), due: vediamo come ci riuscite (se passerete incolumi dopo la richiesta o se vi spingeranno, sputeranno, insulteranno, malmeneranno).
Fare il controllore oggi è un mestiere da paura.
Quando passano a controllare non c'è una persona che li saluti.
Loro si avvicinano e la gente butta fuori il biglietto stropicciato, sporco e li guarda con occhi truci. Il pensiero comune è: "toh, rompip*** adesso sei contento? Vedi che ce l'ho il biglietto? Potevi anche evitare di rompere i ****".
Passano tra le file di sedili e loro si dicono "Buongiorno per favore il biglietto". Poche voci si alzano in risposta. Chi ce l'ha sospira e chi non ce l'ha inizia un fastioso soliloquio cantilenante.
E poi? C'è anche il caso della persona trovata senza biglietto...difesa da chi aveva i biglietti dicendo: "e va be per questa volta lasciagliela passare", "e va be ma al posto che venire qui perchè non andate a controllare gli extracomunitari", "e va be ma ha fatto bene, oggi il treno è in ritardo come sempre, il servizio fa schifo, pensate a migliorarlo al posto di venire qui a fare le scene per un biglietto scaduto".
Assurdo, no?
Forse chi ogni giorno lotta a parole e fatti con questi controllori non capisce che loro fanno solo il loro lavoro e che per di più spesso rischiano sulla loro pelle per lavorare.
Ma la cosa che davvero più mi rattrista è che queste persone non ricevono neanche un sorriso o un saluto durante il loro lavoro. Come se voi in ufficio foste ignorati o guardati male ogni volta che inserite una fattura o ogni volta che avete a che fare con un cliente.
Ci avete mai pensato?

Poi si può dire che i mezzi sono sporchi, vecchi e sempre in ritardo e che quindi non meritano i nostri soldi ma non è non pagando un biglietto o litigando con un controllore che si migliorano i servizi.
Non è il controllore che causa i ritardi o che ci mette a disposizione delle carrozze senza aria condizionata quando fuori ci sono 55° e chi se la prende con lui è solo una persona frustrata che vive di scuse.

Ci sono stati dei momenti quest'anno in cui ne ho dette anche io di ogni contro il servizio fornito dall'azienda dei trasporti ma non ho mai smesso di pagare il biglietto perchè ognuno deve fare il proprio dovere: X deve mettere a disposizione un servizio e Y, se vuole usufruirne, deve pagare un tot. Solo mettendosi in regola poi si può reclamare e io...sono diventata una pen friend del servizio contatti di quella data società :-)

Ho incontrato spessissimo i controllori e tante volte ho tremato perchè la mia tesserina elettronica faceva le bizze e avevo paura sorgessero problemi invece con un pò di pazienza sono sempre riusciti a controllare che funzionasse e fosse in regola e mi hanno ringraziata (loro) e sono stata contenta di sorridergli perchè ognuno merita di essere rispettato quando lavora e sopratutto rispettato in generale.





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