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Dopo aver letto Le sacre pantofole, mi sono messa alla ricerca di altri testi di Bruckner perché ci ho trovato dentro una cosa che sentivo mancare tra le mie attuali conoscenze: il coraggio di parlare (ed in questo caso scrivere) fuori dal coro.
Dopotutto Bruckner è un polemista e per molti basterebbe quell'etichetta a farlo mettere da parte ma, come diceva ieri la Furlan con Fracassi, non bisognerebbe leggere solo testi che affrontano un argomento allo stesso modo ma cercare di dar spazio a tutti i punti di vista, anche opposti tra loro, per riuscire a farsi un'idea completa dell'argomento trattato. LIBRI.
Ed è questo il punto forte di Pascal Bruckner: dire cose scomode e farlo in modo accattivante. Anche se Il fanatismo dell'Apocalisse non l'ho trovato così scorrevole.
E' diviso in tre parti:
1 - Il fascino del disatro
2 - I progressisti antiprogresso
3 - La grande regressione ascetica
E per certi si potrebbe definire profetico, visto come sono andate le cose quattordici anni dopo...
Cita il Leviatano di Hobbes: "far nascere un nuovo ordine politico dall'impotenza imana, offrire agli individui la protezione dello Stato in cambio della rinunia clla libertà personale".
Ricorda che cosa è successo dopo l'11 settembre: non solo due (o tre?!) torri cadute e una lotta universale al terrorismo ma l'approvazione del Patriot Act e delle "procedure di sicurezza che dovrebbero tutelarci da un eventuale attentato traformano ciascuno di noi in un potenziale sospetto".
poi informa che le prime cinque estinzioni sono il risultato di calamità naturali e non per opera dell'uomo - cosa che i moderni attivisti si dimenticano sempre di ricordare per non doverci discutere su.
Spiega anche perché ci piacciono i film horror o quelli























