giovedì 27 novembre 2025

LE SACRE PANTOFOLE - Pascal Bruckner

 di cosa parla Le sacre pantofole (sulla fuga del mondo) ve lo dirò tra poco ma permettetemi di soffermarmi un attimo sulla descrizione dell'autore trovata nell'aletta: "P.B. è un filosofo, romanziere e polemista". Finalmente ho trovato il lavoro dei miei sogni! 

A parte gli scherzi: bel libro. Pubblicato nel 2022 con il seguente titolo: Le sacre des pantoufles. Du renouncement sau monde contiene dentro di sè tutta la carica di un polemista che sta vivendo uno dei periodi più inquietanti della storia ovvero quello della pandemia

160 pagine molto scorrevoli, sopratutto la prima metà libro, che ruotano attorno al seguente tema: l'uomo vuole davvero essere libero? O forse non è più comodo, recluso, nella sua casetta?

Quegli esseri che prima andavano per mari e per monti e non nello spazio per fare nuovi esperienze, incontrare nuove culture, cercando emozioni in ogni angolo del mondo ora perché dovrebbero farlo ancora quando internet ci ha portato tutto a portata di mano in casa? I corsi della palestra, il lavoro, le videoricette, la musica, il porno, gli acquisti compulsivi... ("se il mondo viene da me, non ho più bisogno di andarlo a cercare").

Bruckner dedica tutto il prologo al

l'ipotesi Oblomov (recensione qui), il pantofolaio per antonomasia "il trionfo della paura e il godimento paradossale della vita reclusa". 

Poi affronta il tema "dell'autoreclusione volontaria di fronte ai pericoli del mondo". Una situazione molto reale nella mia esperienza, conosco infatti decine di persone che sembrano rimaste alle abitudini dell'epoca Covid.

Ma questo perché? Forse perché "il sentimento oggi dominante è dunque quello della fine del mondo?". Ne aveva già parlato in modo approfondito nel suo libro Il fanatismo dell'Apocalisse (per molti versi profetico) nel 2014.

 


 Quando ci voleva un'autocertificazione per spostarsi per strada (!) o portare il cane a pisciare entro i 250 metri da casa... per non parlare delle peripezie per cercare di prendere un aereo e/o treno!

Dato: "non bisognerebbe mai più prendere un aereo per non aggravare l'inquinamento da gas serra. Tuttavia, secondo l'Organizzazione internazionale per l'aviazione civile, l'industria dei voli rappresenta soltanto il 3% delle emissioni mondiali". 

Il fatto è che tutto il libro di Bruckner meriterebbe di essere citato se non letto, difficile scegliere però questa mi piaceva un sacco:

"non ci resta che fare il censimento nostalgico di ciò che ci viene concesso in nome del pianeta, dell'igiene o della protezione delle frontiere, irte di fossati, ponti levatoi, fortificazioni. La libertà è diventata un fardello da cui soltanto i recinti possono liberarci.

Il cittadino-talpa è pregato di rimanere a letto, vale a dire sdraiato e al tempo stesso sottomesso". 

Basti pensare al divieto di accesso delle auto diesel euro 5 a Milano, divieto attivo solamente qui ed in pochissime altre città d'Italia!!!

 



 

 Quello di Bruckner è un vero e proprio urlo che arriva forte e chiaro: siamo ancora in tempo per tornare umani  vivi?

La vita può ridursi solo ad una spola tra l'ufficio e il divano di casa aspettando lo stipendio del mese prossimo e consultando il catalogo delle serie tv in uscita?

recensioni libri 

Bruckner se la prende con il cellulare ("una distrazione perpetua"), con l'era digitale che "segna il trionfo della distrazione e la sconfitta dell'attenzione", con la pigrizia che ci avvolge ed intorpidisce, con l'Onu e le Ong che hanno creato e stanno mandando avanti una "politica della paura, per la paura e per mezzo della paura".


 

Paragona la vita moderna alla vita monastica e la conclusione vale il prezzo dell'acquisto (a parte la discutibile presa di posizione contro la Russia). Bruckner non offre certezze ma pone domande e fa fare riflessioni, intento ammirevole. Spero di aver fatto venire la voglia anche a voi di leggere questo libro poi... fatemi sapere!

 

buona lettura

 

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