lunedì 8 dicembre 2025

IL FANATISMO DELL'APOCALISSE - Pascal Bruckner

 Salvare la Terra, punire l'uomo

© 2011

 Dopo aver letto Le sacre pantofole, mi sono messa alla ricerca di altri testi di Bruckner perché ci ho trovato dentro una cosa che sentivo mancare tra le mie attuali conoscenze: il coraggio di parlare (ed in questo caso scrivere) fuori dal coro.

Dopotutto Bruckner è un polemista e per molti basterebbe quell'etichetta a farlo mettere da parte ma, come diceva ieri la Furlan con Fracassi, non bisognerebbe leggere solo testi che affrontano un argomento allo stesso modo ma cercare di dar spazio a tutti i punti di vista, anche opposti tra loro, per riuscire a farsi un'idea completa dell'argomento trattato.  LIBRI.

Ed è questo il punto forte di Pascal Bruckner: dire cose scomode e farlo in modo accattivante. Anche se Il fanatismo dell'Apocalisse non l'ho trovato così scorrevole.

E' diviso in tre parti:

1 - Il fascino del disatro

2 -  I progressisti antiprogresso

3 - La grande regressione ascetica

E per certi si potrebbe definire profetico, visto come sono andate le cose quattordici anni dopo...

Cita il Leviatano di Hobbes: "far nascere un nuovo ordine politico dall'impotenza imana, offrire agli individui la protezione dello Stato in cambio della rinunia clla libertà personale".

Ricorda che cosa è successo dopo l'11 settembre: non solo due (o tre?!) torri cadute e una lotta universale al terrorismo ma l'approvazione del Patriot Act e delle "procedure di sicurezza che dovrebbero tutelarci da un eventuale attentato traformano ciascuno di noi in un potenziale sospetto". 


 poi informa che le prime cinque estinzioni sono il risultato di calamità naturali e non per opera dell'uomo - cosa che i moderni attivisti si dimenticano sempre di ricordare per non doverci discutere su. 

Spiega anche perché ci piacciono i film horror o quelli

domenica 7 dicembre 2025

Konnie - the movie: foggy day

Perché the movie, perché mentre ieri mattina riprendevo Konnie esplorare un campo vicino a casa, mi sentivo dentro National Geographic e non mi ero accorta di quanto fosse durata la ripresa. 

Ci siamo svegliati con una nebbia che non si vedeva da anni ma come ogni persona col cane sa: non c'è condizione meteo che giustifichi di rimanere a casa (a parte le rare e tragiche eccezioni). 


 

Quindi una volta che noi umani indossiamo un paio di scarpe adatte (che le scarpe con questo tempo non sono mai adatte e servono quei bei scarponi da agricoltore che regalano quel fascino da cagnara) siamo tutti pronti per goderci il tempo e lo spazio insieme. Konnie ci mostra ogni volta che le cose vanno fatte scrupolosamente e con calma, osservarla libera è per me sempre un piacere. Lei è proprio il caso di cane che sembra annusare ogni filo d'erba, vederla muoversi flessuosa, senza fretta o agitazione è ammaliante. Almeno per me che sono stata lì nel gelo a riprenderla per oltre sei minuti con le mani che ormai non le sentivo più. 

La cosa interessante del video poi è che era la parte finale della nostra passegggiata, stavamo tornando a casa dopo aver fatto già oltre quaranta minuti di cammino. Cam (che di anni ne ha 12 e mezzo) raramente ormai esce dal sentierino, guidato dal comandamento (che però è stato un po' così in tutta la sua vita) di mimimo sforzo massima resa. Lui sta in mezzo a noi e non si muove fino a che tutte e tre le sue pecore non sono a vista o sotto controllo. Konnie invece quando capisce la direzione che si sta prendendo (il rientro) sembra intensificare le sue attente esplorazioni, come a dire: no va be mica dovremo tornare già..!

Per me è molto importante trovare il tempo e modo di lasciarli liberi e di lasciarli liberi di muoversi, annusare e scavare coi loro tempi

Konnie si prende gli spazi ma non ci perde mai di vista. Spesso viaggia parallela a noi e non c'è mai un vero grande bisogno di richiamarla poiché lei sembra sapere quando è il momento di tornare e cedere al fatto che, ancora una volta, si continuerà la giornata chiusi dentro una casa. Guardarla dal vivo o in un video come questo mi fa rendere conto di quanto sia grande e particolare il loro mondo, diverse e profonde le cose che sono in grado di percepire rispetto a noi. E sopratutto mi fa ammirare un essere che abbiamo reso così dipendente a noi e che invece nella natura non sembra proprio abvere bisogno di nessuno: fiera, capace, adatta sarà cuore di mamma ma la guardo ogni volta ammirata. 

Ecco in lei, ex randagia, è proprio evidente un bisogno della libertà enorme (da orari, guinzagli, direzioni) ed è frustrante anche per noi sapere che invece lei vorrebbe e necessiterebbe di passare fuori e/o libera molte più ore. 

Facciamo quel che si può, insieme.

E come diceva Pennac: Uno crede di portare fuori il cane a fare pipì mezzogiorno e sera. Grave errore: sono i cani che ci invitano due volte al giorno alla meditazione. 

Grazie Konnie e sempre grazie Cam. 

 

lunedì 1 dicembre 2025

PERCHE' EINSTEIN NON PORTAVA I CALZINI - Christian Ankowitsch

 Come dettagli (apparentemente) insignificanti influenzano il nostro pensiero.

Fatevi attirare dalla bella copertina azzurra (simbolo della comunicazione attraverso la creatività) scelta da Vallardi editore per un libro che vi regalerà numerosissimi spunti di conversazione con amici e conoscenti. Per me lettura super consigliata per fare un regalo a voi stessi o a qualche vostra amica/o. Se no altre recensioni le trovate cliccando qui

5 capitoli ed un foglietto illustrativo (che cosa aspettarvi da questo libro) con una grande rivelazione: "il nostro cervello non lavora in modo indipendente ed autoreferenziale ma... è influenzato in modo determinante dal nostro corpo, dal nostro ambiente esterno e … da situazioni concrete". Vi dico solo che non farete mai più un colloquio come prima (occhio su che sedia vi fanno accomodare e che cartelletta stringeranno in mano!).

Vi sentite depressi?

Provate a