(45) Kaldheim ci tiene a precisare, stampandolo sulla copertina, che si tratta di una storia vera.
Ed eccoci qui in una sorta di Sulla strada 2.0 più per necessità che per virtù. Peter infatti è un cocainomane newyorkese di 38 anni che commette il peggior errore per uno spacciatore: consumare la roba che dovrebbe spacciare per il suo capo. Nei pochi momenti di lucidità si accorge che non può proprio più tornare da Bobby la mazza senza nulla ma sopprattutto... deve cercare di allontanarsi da lui il più possibile se vuole evitare di essere gambizzato o peggio. Inizia così un viaggio a piedi (bus, autostop e treni merci) di oltre ottomila chilometri da una costa all'altra degli Stati Uniti, dormendo sotto i ponti, lavandosi agli autogrill, mangiando nelle associazioni per senza tetto. Questo viaggio alla fine inevitabile, per sopravvire e iniziare una nuova vita davvero, gli farà percepire quanto davvero abbia toccato il fondo e deluso le persone. Sarà un viaggio gelido, doloroso e pieno di incognite ma che lo farà finalmente allontanare da alcool e droghe.
Le prime cinquanta pagine mi hanno fatto maledire la
scelta di aver chiuso il mio 2025 di lettura questo memoir di un ubriacone. Gente fregata, feste infinite, dosi mai sazianti: la prima parte de Il vento idiota è la descrizione di uno sbandato senza più presa sulla propria vita che costringe il lettore ad una discesa penosa nelle bassezze e disperazioni umane. Poi finalmente inizia il vagabondaggio ed il racconto si fa (leggermente) più interessante anche se purtroppo a me questo libro non ha lasciato molto. Tante descrizioni di passaggi in auto, di conversazioni striminzite, di rapporti molto maschili basici, quasi primordiali. Di emozioni ne ho percepite poche forse anche perché di emozioni alternative al disagio ed alla paura ne ha vissute poche Kaldheim, non ne dubito.Alla fine è la storia di un uomo che è caduto più e più volte, che ha deluso e tradito un sacco di persone ma che è riuscito a riprendere la rotta della sua vita senza farsi trascinare più dal vento idiota del titolo. Anche se mi sembra poco verosimile che una volta scappato dalla city non abbia toccato più droghe ed alcool a causa dell'indigenza. Prima si descrive come un tossico che pippava dieci volte al giorno poi come un senzatetto e senza cibo che non ha alcuna ricaduta fisica dovuta all'astinenza. Boh.
Questo titolo l'avevo trovato tra quelli consigliati su una rivista de La Feltrinelli e la cosa di cui sono più soddisfatta è di essere riuscita a battere la sfida che mi ero auto-proposta: leggerlo in tre giorni, negli ultimi tre giorni dell'anno. Ed essendo lugno 340 pagine, sicuramente non tra le mie preferite, è stata una soddisfazione.
cit. Se sei gentile con tutte le persone che incontri, scoprirai che il paradiso è proprio qui sulla Terra. Jack Kerouac
cit. E la fine di tutta la nostra ricerca
sarà giungere dove noi partimmo
e conoscere il luogo per la prima volta - T. S. Eliot
Continua ad andare, e alla fine supererai il tuo limite - Neal Cassidy
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