mercoledì 4 febbraio 2026

L'ARTE DELLA VITA - Zygmunt Bauman

Lo ammetto: mi sono fatta fregare da Meglio essere felici e quando mi sono trovata alle prese con questo "nuovo" libro di Bauman è stata tutta un'altra storia. Forse perché Meglio essere felici era un testo tratto da un discorso e quindi era inevitabilmente più fluido, discorsivo e facile non solo da seguire ma anche da rileggere.


Invece L'arte della vita è tutta un'altra cosa, mettetevelo bene in testa fin dall'inizio. Bello pregno, ecco. Ma dopotutto Bauman è stato professore emerito di Sociologia, un po' di lezione scolastica dovreste aspettarvela. E chi l'ha detto che non sia bello far girare i neuroni anche una volta finita la scuola? Ecco però non aspettatevi di riuscire a leggere molte pagine di fila mentre viaggiate in metropolitana…

Riassumerlo? ci riesce bene la quarta di copertina dell'edizione Editori Laterza che vi allego qui in basso a destra.

Dopo cinquanta pagine c'è un pugno nello stomaco quando Zygmunt parla dei servi della gleba e di come avremmo tanti motivi per ribellarci al sistema / società in cui viviamo ma che ci sentiamo toccati solo quando veniamo superati da chi credevamo più in basso di noi nella "scala sociale".

Una piccola curiosità?
si conclude con la massima latina Dum spiro, spero ovvero finché c'è vita c'è speranza. Per anni un altro libro me l'aveva fatta guardare con sospetto, etichettando chi credeva in quel motto come un buono a nulla che sperava che la fortuna (e le cose belle) gli piovessero dal cielo. Ecco Bauman me l'ha "riabilitata", grazie, prego, scusi, tornerò.


Concetti chiave:
  • la maggior parte dei beni cruciali per la felicità umana non hanno un prezzo di mercato
  • si è persa la capacità di aspettare
  • si è dissolto l'orgoglio per un lavoro ben fatto
  • la contraddizione della società moderna che definisce uno standard di felicità per tutti i suoi membri che alla maggior parte di loro non è data possibilità, o addirittura è impedito, di raggiungere
  • evita la folla
  • il dissolversi del concetto di appartenenza

Infine chiude con una riflessione sull'amore (che io estenderei ai legami in generale): ovvero che l'amore non  è qualcosa che arriva e che si trova già bell'è pronto ma "è qualcosa che richiede di essere creato e ricreato ogni giorno, ogni ora... e che richiede costantemente attenzione e cure".

In un mondo in cui tutto sembra durare un secondo trovare qualcuno che investe ancora nei rapporti umani (amorosi o amicali) è qualcosa di speciale e raro. E spero voi possiate essere tra quelle persone.




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