Quelli della Lawson sono libri solo all'apparenza leggeri e richiedono una certa dose di attenzione per seguire le descrizioni strampalate o meglio le imprese strampalate dell'autrice. Come per Facciamo finta di niente anche in Follemente felice ci sono situazioni e pensieri assurdi e divertenti ma, a differenza del primo libro, c'è un sottotono di malinconia e tristezza che pervade tutto il testo.
Jenny cerca di farci sorridere ma nel frattempo ci dice che
soffre di diverse patologie mediche, sia fisiche che mentali. Il suo è il racconto sincero di come a volte sia dura anche solo alzarsi dal letto e di come l'ansia arrivi ad essere così forte da temere perfino quando qualcuno suona il campanello di casa.Alla fine rimane sempre la nostra mitica bizzarra JennyLawson ma con meno leggerezza. Protagonista insieme a lei il paziente marito Victor e i genitori un po' più sullo sfondo mentre prende piede quella che potrebbe diventare la protagonista dei prossimi sequel ovvero sua figlia.
Diciamo che secondo me il titolo puntava troppo in alto o quantomeno per me non è stato troppo coerente con quello che ci ho trovato poi all'interno.
Rimane però il fatto che la Lawson è capace di creare un qualcosa con il lettore e che se dovessero pubblicare altro di suo in italiano sarò una delle sue lettrici.


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