giovedì 23 luglio 2026

LA SCUOLA RACCONTATA AL MIO CANE - Paola Mastrocola

(37) Libro da leggere se siete nati negli anni '80 o se almeno una volta nella vita avete pensato: quanto ignorante sono (uscita/o dai cinque anni delle superiori?!).

Quanti professori degli anni di scuola ricordate con piacere e soprattutto come insegnanti capaci? 

Quante persone avete incontrato in grado di insegnarvi davvero? Io delle superiori ne ricordo tre. E tre su (circa) quindici mi sembra pochino.

Mi è capitato spesso di percepire delle lacune nella mia formazione scolastica. Al di là del mio impegno e risultato (soggettivo e discutibile), ho avuto modo di notare come molte persone della mia generazione fossero generalmente ignoranti. Questa non vuole essere un'accusa ma una sincera constatazione che fa rientrare anche a me quindi in un gruppo di persone non così ottimamente formate. Ma la cosa bella è che

una volta adulti si può continuare ad imparare ed eccomi qui a cercare di capire cosa è successo a scuola negli ultimi anni.

Quando ero giovane pensavo fosse tutta opera/colpa mia e degli studenti in generale ma col tempo ho scoperto che non è sempre così facile e scontato che una persona sia un "becero" solo perché non ha voglia di studiare o non capisce… L'abbassamento del livello scolastico è un tema di cui si parla troppo poco e che secondo me non dipende solo dalle capacità e volontà degli studenti. E che influenza tutti noi come parte della società.

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E quindi arriviamo finalmente al libro La scuola raccontata al mio cane. Primo consiglio: non fatevi fuorviare dal titoloIl cane della prof. Mastrocola c'era ed esisteva ma nel libro non c'è un vero e proprio dialogo con lui, è più una serie di riflessioni in sua presenza diciamo.

Riflessioni che prendono vita, nella mente di Mastrocola, dopo un doppio periodo di aspettativa dall'insegnamento. Al suo rientro, nel 1999, le sembrò che  il suo mestiere di insegnante fosse scomparso. Pensate che io stavo facendo le superiori proprio in quegli anni: 1997/2002! 


Mastrocola identifica nell'introduzione del Recupero e del Debito (nel 1995) l'inizio del cambiamento della scuola. Poi si sofferma sull'importanza delle parole e sulla discutibilità dei Progetti, sull'introduzione delle ore di cinema (bella iniziativa, si, ma diciamocelo dai: chi è mai stato attento ad un film in classe? quante ore toglieva al reale insegnamento?) e sulla banalizzazione ed impoverimento dell'insegnamento.

C'è una sua descrizione bellissima del piacere e della volontà di raccontare, a chi ci sta vicino, di qualcosa di bello che si è letto (ad esempio in un libro o in un giornale): "vogliamo a tutti i costi che senta o legga quel che ci è tanto piaciuto, non ci va di tenerlo per noi, dobbiamo farlo uscire, mandarlo per il mondo, regalarlo a chi ci è caro: in una parola, trasmetterlo". Ecco per me è proprio così, ed è per questo che scrivo questi miei post, per cercare di condividere il meraviglioso della vita

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La scuola raccontata al mio cane è una lettura che vi consiglio col cuore perché traspare la passione di una persona che non si rassegna a banalizzare vita/lavoro/persone e che il primo giorno di scuola faceva Virgilio, leggeva un passo dell'Eneide perché "volevo solo dar loro l'idea di una grandezza... era il balenare di un punto di arrivo molto alto, una specie di zenit a cui lo studio li avrebbe portati". 




Mastrocola se la prende con i prof che non fanno più fare i temi ai loro studenti, studenti che non sono più abituati a scrivere e a fare collegamenti e a cui si chiedono solamente riassunti ed analisi del testo. 

La prof piemontese scrive che "la letteratura ti abitua all'ambiguità" (e spiega la differenza tra una poesia di Montale e un giornale che è pura comunicazione e non si può fraintendere il significato delle notizie). E che è nelle difficoltà che si cresce e trova soddisfazione. Che la scuola è diventata un luogo di conformismo dove si ricerca il benessere più che la conoscenza e che ha perso il suo scopo primario. 

Condivisione, trasmettere, passione. Un testo che è una vera chicca da riscoprire, oggi più che mai.

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