martedì 28 settembre 2021

1984 a fumetti - adattato ed illustrato da Fido Nesti

 © 2020

Sfogliando il catalogo on-line della mia biblioteca ho trovato l'adattamento in fumetto del capolavoro di George Orwell "1984" che ho già letto almeno tre volte. Qui il link con tutti i fumetti da me recensiti

Questo graphic novel di Fido Nesti, artista brasiliano, penso possa attrarre i lettori più pigri, quelli che "i libri vecchi e pesanti non li voglio leggere" ma in verità penso sia più adatto a chi ha già letto l'originale di Orwell.

Avete presente la diatriba se sia meglio un libro o la sua trasposizione cinematografica? Anche in questo caso possiamo farci la domanda (cambiando cinema con fumetto) ma per me, ancora una volta, vince l'originale ovvero il libro.

L'opera di Nesti però è bella, a partire dalla sua copertina giocata sui colori rosso, grigio e panna

immagine presa dal sito George Orwell, Fido Nesti, Rok 1984 (komiks) • Twoja Księgarnia (twojaksiegarnia.pl)

La forza di questa versione di "1984" a fumetti è che alle parole sono affiancate immagini in grado di rafforzare enormemente i concetti di questa storia sempre più tragicamente attuale. 

I colori scelti da Nesti per le sue scene sono volutamente cupi e saturi, a volte si fa perfino fatica a rilevare le parole dagli sfondi. 

I personaggi sono disegnati in modo grottesco, con pochi lineamenti e rughe accentuate, quasi sempre in smorfie di tristezza e dolore. 

Questo adattamento di Nesti è lungo circa 220 pagine e pesa quasi mezzo chilogrammo, un tomo imponente che sarà sicuramente un regalo apprezzato per tutti gli amanti dei graphic novel.

Il romanzo originale di Orwell secondo me è più

La canzone del giorno: 60 W i rossi! SHIVERS di Ed Sheeran

Shivers che letteralmente significa brividi e questa nuovissima canzone di Ed Sheeran parla proprio dei brividi che si provano quando ci innamoriamo di qualcuno, brividi come il fuoco e soprattutto quella sensazione che potrebbe accadere di tutto ma non riusciremmo a staccarci da chi ha preso una freccia dal nostro cuore. "I wanna drink that smile" ovvero vorrei bere quel sorriso, rende bene l'idea di quanto descriva la sensazione di quando si è presi da qualcuno, no? Ed ora il video della canzone!



Ooh, mi piace quando lo fai così
E quando sei vicino, fammi venire i brividi
Oh, piccola, vuoi ballare finché la luce del sole non si spezza
E quando dicono che la festa è finita, la riportiamo subito indietro
E noi diciamo, ooh, mi piace quando lo fai così
E quando sei vicino, fammi venire i brividi
Oh, piccola, vuoi ballare finché la luce del sole non si spezza


Ooh, I love it when you do it like that
And when you're close up, gives me the shivers
Oh, baby, you wanna dance 'til the sunlight cracks?

La canzone del giorno - 61 - HAPPIER THAN EVER by Billie Eilish

Una canzone con doppia personalità. La prima parte fa pensare che la traccia impostata sia stato un errore, sembra una nenia che da BE non ti aspetti però se avete pazienza di ascoltarla fino al minuto 2'28" be allora tutto cambia. 

"Happier than ever" sono davvero due canzoni in una e vi posso assicurare che dopo un po' di ascolti vi piacerà anche la prima parte. La seconda però è un vero spettacolo, mi piace tantissimo e la ascolterei decine di volte in loop!



 #daysong #song #songbillieeilish #happierthanever

lunedì 27 settembre 2021

Cosa vedere sull'isola di Pasman: Gospe ad Loreta

Tra le isole croate che mi sono piaciute di più una menzione speciale la merita sicuramente quella di Pasman!

Situata nell'arcipelago di Zadar, collegata alla vicina Ugljan da un ponte, Pasman è consigliata a quelle persone che cercano ancora la Croazia autentica fatta di mare pulito e poco turismo. 

Sono arrivata a Pasman sbarcando dal piccolo porto di Tkon (partenza da Biograd na Muru) e mentre guidavo lungo la sua via principale ho visto su una collina un profilo che mi ha incuriosita e che ho raggiunto qualche giorno dopo. 


Ogni volta che calava la sera vedevo in lontanza, dal balcone della mia bellissima casa a Zdrelac, quella sagoma di una Chiesa e mi chiedevo come ci si facesse ad arrivare. Basta fare attenzione ai cartelli marroni e seguire le indicazioni per Gospe ad Loreta (se avete il navigatore potete inserire queste coordinate: 43.99556108830214, 15.284770206003305 o inserire Crkva Gospa od Loreta su Google).  

Titti, Cam ed io alla Gospa ad Loreta (Pasman)

Qui il video che ho girato lungo la strada che portava a questa chiesetta posta in uno dei punti più alti ed emozionanti dell'isola di Pasman:


Da sapere:

  • si può arrivare con l'auto fino al

NON E' OBBLIGATORIO SOFFRIRE - libro di Cheri Huber

"Le tre chiavi che aprono la porta della libertà e della gioia"

Porte di cui oggi abbiamo bisogno più che mai, mi verrebbe da dire!

Il libro della Huber, insegnante di buddhismo e scrittrice, è stato pubblicato nel 2000 col titolo originale: Suffering Is Optional.

Del libro "Non è obbligatorio soffrire", edito da OscarMondadori, colpiscono subito due cose: la copertina verde fluo ed il carattere utilizzato per il testo, quasi uno stampatello calligrafico che assomiglia al carattere Bradley Hand ITC che potete trovare in word.

Link recensioni libri in ordine alfabetico

Dopo una breve prefazione ed una sintetica introduzione, ci sono solo tre capitoli:

  1. La prima chiave: prestare attenzione a ogni cosa
  2. la seconda chiave: non credere a niente
  3. La terza chiave: non prendere niente sul piano personale
Nella prefazione Huber spiega subito che questo testo è il "risultato di un gruppo di lavoro on-line durato dodici settimane nella primavera del 2000 con più di 550 partecipanti. Ogni settimana, venivano assegnate via e-mail due consegne. Gli iscritti, dopo aver fatto gli esercizi, mi scrivevano cosa avevano notato". 


Nell'introduzione invece spiega il titolo del libro: "Il Buddha ha insegnato che la sofferenza esiste perché

venerdì 24 settembre 2021

La canzone del giorno 59: a tutto gay con Lil Nas e la sua THATS WHAT I WANT

La canzone è carina ma è il video che colpirà l'immaginario: LN interpreta un giocatore di football americano che ammicca ad un compagno con cui poco dopo fa sesso  in spogliatoio (lasciando una scia di vestiti rosa per terra). Un video abbastanza esplicito ai limiti del porno in cui i due protagonisti si ritrovano di notte in un bosco in stile I segreti di Brokeback Mountain e "dormono" in una tenda; quando tornano a casa e LN va a prendere il suo bello scopre che… è sposato con una donna e ha un figlio!

Gay-dramma in tutto e per tutto ma la scena clou arriva nel finale quando si vede una sposa avanzare nella navata di una chiesa col suo bel vestito candido e si scopre che è Lil Nas e che si sposa con una chitarra ovvero con la musica. 



Se pensavate quindi che Industry baby fosse un video provocatorio, di questo cosa pensate? Scrivetemelo nei commenti!

La canzone del giorno 58: OPUS - Jimmy Sax

Il sax è o non è lo strumento musicale più sexy di tutti?

Ma soprattutto: uno strumento musicale può essere sexy?

Be datevi la risposta da sole ascoltando questo pezzo di Jimmy Sax!!!


Parte dal 39° secondo una saetta che trafigge il cuore e che crea subito dipendenza. Opus da mettere in loop senza staccare gli occhi da quel Fenomeno che è Jimmy Say che all'alba dei due minuti penso sia già riuscito a conquistare tutti. O no?

Fatemi sapere se conoscevate già questo pezzo ed il suo interprete

ps

l'8 ottobre esce il suo album

per chi non riuscisse più fare a meno di ascoltare questo brano vi riporto la versione di Eric Prydz



e altre due live di JimmySax: da sballo!





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mercoledì 22 settembre 2021

Di cosa parla la serie tv Netflix "Love death + robots"


  • puntate di breve durata (dai dieci ai venti minuti)
  • fantascienza
  • ricorda Black Mirror
  • mette ansia
In totale sono 26 episodi, divisi in due volumi.
A parte qualche sporadica puntata con attori in carne ed ossa, tutto il resto è girato con inquietanti tecniche computerizzate che ricreano non solo ambienti in modo super realistico ma anche personaggi ultra definiti, difficilmente distinguibili da attori umani!
Death Love Robots tv l'ho vista in compagnia e non è stata accolta da tutti molto favorevolmente poiché le scene di violenza sono veramente tante. Alcune puntate poi sono anche sessualmente esplicite. Un pene in versione cartone animato è meno volgare di un pene reale? 
A me è piaciuta l'originalità di alcune sceneggiature, l'osservare fino a dove possa spingersi la creatività.

qui le recensioni di nove puntate:
  1. tre robots - in un futuro apocalittico in cui l'umanità è scomparsa dalla Terra, tre robot arrivano per una sorta di tour

Vacanza in Croazia: alla ricerca della Fortezza St. Nikola a Sibenik

Siete in vacanza in Croazia e volete passare una giornata al mare ma facendo anche qualcosa di culturale? Bene allora la passeggiata verso il Fort St. Nikole, patrimonio dell'Unesco, fa per voi! 

foto dall'alto del Fort St. Nikola - dal sito: Information about visits to St Nicholas’ Fortress | St Nicholas' Fortress (kanal-svetog-ante.com)


Capiamo bene dov'è:


Le cose da sapere subito, prima di partire, sono:

  • la fortezza si può visitare solo se vi si accede con il battello che parte da Sibenik
  • la zona è talmente bella che se anche ci andate a piedi (arrivandoci in auto) e non potete entrare nel Fort… vi divertirete lo stesso.


Ebbene si, una delle pecche di questa gita è che appunto il Fort St. Nikola è visitabile solo

La canzone del giorno: 57 - IN MY MIND - Alok & John Legend

 La voce suadente ed avvolgente di John Legend e le sonorità house di Alok: spegnete la luce e accendete la discoteca in casa vostra:


martedì 21 settembre 2021

American Horror Story 10: Double Feature

La decima stagione di American Horror Story (AHS) concentra alcuni tra gli elementi di maggior presa delle stagioni precedenti:

  • casa infestata (come nella prima stagione )
  • bambina che "vede" i morti (come nella X stagione Hotel)
con alcuni grandi classici della storia dei racconti dell'orrore: i vampiri.

La particolarità di questa decima stagione di AHS è che è divisa in due parti: Red Tide (sei episodi) e Death Valley ( ? episodi).




Il cast è composto da alcuni degli attori più amati di questa serie tv americana, tra cui gli storici: Evan Peters, Sarah Paulson, Frances Conroy, Lily Rabe ed una new entry che potrebbe spiazzare gli spettatori: Macaulay Culkin (il ragazzino di Mamma ho perso l''aereo!).

Ecco a voi la trama di American Horror Story 10:
Una famiglia newyorkese si trasferisce per tre mesi a Cape Cod, paesino del Massachusetts turistico d'estate e deserto d'inverno, per far si che il Harry ritrovi l'ispirazione per scrivere.
La strada per arrivare alla cittadina è disseminata di animali investiti a cui la famiglia non fa molto caso, a parte la bambina che sembra avere un inquietante sesto senso…
Il primo giorno nella nuova casa, enorme come da "protocollo" americano, è inquietante: mamma e figlia vengono inseguite da uno strano uomo pelato e disarticolato che la sera dopo si presenta in casa loro dove

mercoledì 15 settembre 2021

La canzone del giorno 56: CORAZON - Jamie Lorente

 Il Denver de La Casa de Papel canta meglio di come parla ;-)


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Docenti che sono pronti a dimettersi dall’insegnamento perché rifiutano il green pass come strumento di discriminazione sociale

28 agosto 2021 - Giorgio Agamben 

articolo tratto e riportato integralmente dal sito Giorgio Agamben, Due nomi - Quodlibet

Due nomi

Due nomi da tenere a mente: Alessandro La Fortezza, Andrea Camperio Ciani. Sono due docenti che sono pronti a dimettersi dall’insegnamento perché rifiutano il green pass come strumento di discriminazione sociale. Qui alcune parole che hanno scritto, il primo in una lettera aperta ai suoi studenti, il secondo nella lettera di dimissioni al rettore dell’Università in cui insegna.


«Cari ragazzi, a giugno ci eravamo salutati con un “arrivederci”, invece oggi devo dirvi che forse a settembre a scuola non ci vedremo… Farò il vaccino quando e se sarò convinto che sia la cosa giusta da fare, non certo per andare al ristorante, ad un concerto o dove che sia. Nemmeno per conservare il posto di lavoro. Ricordiamoci che “non di solo pane vivrà l’uomo” (Mt. 4,4) … se anche un domani dovessi decidere di vaccinarmi, oppure se sentissi la necessità di sottopormi ad un tampone diagnostico, non scaricherei comunque il passaporto verde, affinché le mie scelte individuali, quali che siano, non diventino motivo di discriminazione per chi avesse fatto scelte differenti».

«Collega Rettore, (non uso superlativi per ciò che segue), io sottoscritto Andrea Camperio Ciani, professore ordinario di

Camerieri succubi della maleducazione dei clienti

Ciao a tutti,

nelle ultime settimane sono andata spesso a mangiare al giapponese in diversi ristoranti e purtroppo ho assistito, in ognuno di loro, a delle scene che mi hanno lasciato perplessa.

Parto dalla più recente in cui, nel tavolo di fianco, i clienti si lamentavano del fatto che avessero ordinato 5 pezzi di temaki e ne fossero arrivati solo 4. Come però ben sa chi è cliente abituale degli all you can eat, (ristoranti che si distinguono per grande quantità di cibo e, a volte, non altrettanto grande qualità) ogni cliente può ordinare un piatto tutte le volte che vuole. Le persone di fianco a me però non hanno sottolineato la cosa ai camerieri e hanno deciso di farne a meno. Arrivati a fine pasto una cameriera si è avvicinata con tre piatti, lasciandone uno che però loro hanno detto di non aver ordinato e hanno visto negli altri due, il pezzo che mancava dell’ordine prima. L’hanno fatto presente ma la cameriera, in evidente difficoltà perché parlava poco italiano, ha indicato dei tavoli vicini. Non curante della risposta l’uomo al tavolo ha preso il piatto dalle mani della cameriera, ingaggiando con lei per qualche secondo un tira-e-molla che lo ha visto vincitore tra lo stupore della cameriera e l’imbarazzo dei commensali. Quando una compagna di pranzo gli ha fatto presente che era per un altro tavolo lui ha pure aggiunto: “anche se fosse stato per gli altri l

lunedì 13 settembre 2021

L'appello di un professore ai suoi colleghi: rifiutate di essere complici di un'istituzione che si fa portavoce di una disccriminazione

 Testo preso da Facebook e riportato qui integralmente del PROFESSORE FRANCESCO BENOZZO. ORDINARIO DI FILOLOGIA ROMANZA ALL'UNIVERSITA' DI BOLOGNA.






Care colleghe, cari colleghi,
da più di un anno e mezzo mi trovo, direi ormai mio malgrado, in prima linea per combattere la versione monocorde della storia “pandemica”. Ho pubblicato circa 30 interventi di carattere militante, ho pubblicato tre libri – due dei quali tradotti ora in più lingue, l’ultimo dei quali scritto a quattro mani con un professore, Luca Marini, ben più autorevole di me – su un’idea evidentemente non allineata di scienza, dissidenza e poesia. Ho fatto concerti, alcuni credo importanti, per raccontare una storia diversa.
All’Università di Bologna, dove ho – o ho avuto – l’onore di insegnare, sono stato censurato per avere espresso la mia libertà di pensiero dalle stesse autorità accademiche che mi chiedevano di organizzare manifestazioni pubbliche, in nome della libertà di pensiero, per il nostro sventurato studente Patrick Zaki (che un qualche dio benedica te, ragazzo, insieme a chi si trova nella tua condizione in modo anche più anonimo).
Insegno con grande consapevolezza la Filologia sulla cattedra che fu prima di Giosue Carducci e poi di Giovanni Pascoli. In nome di questa consapevolezza, vengo ora al punto, con una premessa. La premessa è che io non ho fiducia in accorpamenti di gruppi, in iniziative, in ricorsi vari. Non ho fiducia nei dibattiti interni. Non ho fiducia nelle class action.
Io ho fiducia negli individui e nella poesia di ciascuno, nella dissidenza individuale e nel mettersi alla prova in prima persona. Io ho fiducia nel vento e nel mare.
Care colleghe, cari colleghi, la cosa più concreta che ora mi viene in mente, in questa prospettiva, e dentro questo scenario oscuro e raccapricciante, è un dissenso individuale. Chi come me non ha e non avrà mai alcun green pass ha già dissentito e dissente, e subirà e subisce le conseguenze discriminatorie del caso che le/gli sono state sentenziate. Non penso ci sia bisogno di altro.
Ma io credo che proprio chi invece possiede un green pass ma possiede anche una visione non settaria della realtà potrebbe diventare adesso l’elemento che il dispositivo di soggiogamento non aveva previsto: potrebbe, come docente, come amministrativo, come parte di una comunità – la Scuola, l’Università – che un tempo è stata il faro e il baluardo per lottare contro le derive autoritarie, e su cui si è fondato il libero pensiero e la felicità dell’uomo, NON RECARSI AL LUOGO DI LAVORO, RIFIUTARE DI INSEGNARE, DI LAVORARE, DI ESSERE COMPLICE DI UN’ISTITUZIONE CHE SI FA PORTAVOCE DI UNA DISCRIMINAZIONE. Potrebbe annunciarlo al proprio direttore, al proprio rettore, al proprio responsabile (figure da cui, in un mondo diverso da quello patetico in cui viviamo, ci si sarebbe aspettati una mossa simile contro le istituzioni!).
È venuto il tempo di capire – e qui mi rivolgo ai rettori, ai direttori di dipartimento, ai dirigenti scolastici, ai coordinatori di iniziative interdisciplinari – se tutte le belle parole sull’inclusione e la diversità, sull’Agenda UNESCO 2030, sulla libertà di pensiero, sullo sviluppo sostenibile, sulla lotta contro ogni discriminazione erano alla fine solo parole. È venuto il tempo di capire se si ha la faccia tosta di presentarsi di fronte ai nostri studenti per insegnare loro qualcosa che ha a che fare con lo spirito critico, nel momento stesso in cui si accetta di farlo rinunciando al proprio spirito critico, esibendo un lasciapassare che rende consapevolmente ridicola ogni prospettiva di autonomia di pensiero.
Care colleghe, cari colleghi, io vi esorto a un gesto di dissidenza individuale. Rispettando ogni opinione che sia contraria alla mia – la mia, intendo, che è fin troppo chiara – vi esorto a chiedere a voi stessi, in coscienza, se ha davvero senso pensare a voi stesse e voi stessi come insegnanti, come docenti, come persone libere in un’istituzione libera, a fronte di questo ricatto che costringe voi a obbedire a una regola insensata e le vostre colleghe e colleghi che non obbediscono a stare fuori dalle aule che anche grazie a loro – e adesso è più chiaro che mai – sono diventate luoghi di pensiero critico e libero.
Care colleghe, cari colleghi, io credo che spetti a noi, ma ora soprattutto a voi, farsi portavoce di quell’idea di civiltà non seriale, non pedissequa, non servile, in nome della quale la Scuola e l’Università erano nate.
Sono certo che verranno tempi migliori. Le acque dei laghi appenninici continuano a incresparsi nelle notti di luna. Un bellissimo autunno indora le faggete azzurre. La verità e la bellezza continueranno in qualche luogo a danzare insieme.
Ci saranno cose che non rimpiangeremo. Ci saranno cose che rimpiangeremo. Ognuno di noi saprà scegliere che cosa rimpiangerà o non rimpiangerà di questi tempi di tenebra. Io credo che molto, o tutto, dipenda da gesti individuali e da scelte chiare. Credo che molto, o tutto, dipenda da voi.
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L'AVVOCATO DI STRADA di John Grisham

Titolo originale: The Street Lawyer

© 1998

L'avvocato di strada è Michael Brock, associato della Drake & Sweeney, studio legale tra i più noti di Washington. Una mattina Michael va al lavoro come al solito ma un ospite sconvolge la sua giornata e la sua vita. Michael infatti viene rapito, insieme ad altri colleghi, da un homeless in cerca di giustizia. Dopo ore di tensione e trattative, la polizia trova uno spiraglio e fredda il

domenica 12 settembre 2021

Dopo Leon, Nikita e Kill Bill ecco Kate: il nuovo film Netflix reggerà il confronto?

Kate” è uno dei film più recenti aggiunto al catalogo Netflix e ha come co-protagonista Woody Harrelson, attore classe 1961, divenuto famoso con i famosissimi film “Proposta indecente” e soprattutto “Natural Born Killers”. La protagonista di “Kate” è Mary Elizabeth Winstead che personalmente ho trovato poco credibile nel ruolo di assassina (col taglio di capelli è migliorata).

Di cosa parla questo film?

“Kate” è una mix tra “Nikita” e “Leon”: la protagonista è una killer che, poco dopo aver detto al suo capo di voler abbandonare il suo lavoro, viene avvelenata col polonio-204 e nelle sue ultime ventiquattro ore di vita va in giro per una città giapponese a spargere vendetta (con ai piedi le Onitsuka Tiger (bianche) come Uma Thurman in Kill Bill).



Il fatto è che una volta visto “Kill Bill”, “Nikita”, “Leon” e qualsiasi altro film o serie tv sui killer che uccidono su commissione, si è già un po’ visto tutto. Per dire: la scena che mi è piaciuta più di “Kate” è quando la protagonista ruba un’auto che si rivela un videogioco ambulante: luci neon la avvolgono e la fanno risplendere nelle scure e trafficate strade nipponiche. Quindi la trama di “Kate” è scontata: c’è questa killer dal cuore di ghiaccio e la mano ferma che si scioglie davanti alla ragazzina a cui aveva ucciso il padre pochi mesi prima. Pesantemente debilitata dalla sostanza radioattiva, Kate riesce comunque a trascinarsi per la città facendo fuori una cosa come trenta uomini da sola (scene violente e molto realistiche, fin troppo forse). Il fatto è che dopo dieci minuti dall’inizio del film viene detto allo spettatore che la neo-conosciuta Kate morirà entro 24 ore e quindi ci si chiede già perché si stia guardando un film la cui protagonista morirà di lì a poco. Ammetto che per alcune decine di minuti ho pensato (e sperato) che autori e sceneggiatori avessero pensato ad un antidoto ma – spoiler-

… l’antidoto non ci sarà e Kate morirà davvero a fine pellicola scoprendo proprio sul finale di essere stata tradita dal suo amico e capo che l’aveva raccolta bambina dalla strada per farla diventare una killer. Alla fine di questo film i sopravvissuti, come gli spettatori, saranno pochi.

Insomma "Kate" è un qualcosa di già visto che non aggiunge nulla di interessante al filone di film delle donne assassine. Peccato, avrebbero sicuramente potuto fare di più.


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giovedì 9 settembre 2021

PAGINE SCELTE - Simone Weil

Libro a cura di Giancarlo Gaeta.

Le pagine scelte di Simone Weil che Gaeta ha riunito in questo libro sono:

  • Sulle cause della libertà e dell'oppressione sociale - qui una sintesi
  • Lettere a Albertine Thevenon - qui un link in francese
  • Non ricominciamo la guerra di Troia
  • Lettere dall'Italia
  • Lettera a Georges Bernanos
  • Progetto di una formazione di infermiere di prima linea
  • L'ispirazione occitana
  • La persona e il sacro
  • Nota sulla soppressione generale dei partiti politici
  • Studio per una dichiarazione degli obblighi verso l'essere umano
  • Obbligo e diritto
  • Israele, Chiesa, Islam: la forza dalla parte di Dio
  • Pensieri sull'amore, la forza, la giustizia
Il primo testo scelto, quello sulle cause della libertà e dell'oppressione sociale, è spettacolare se non fosse tremendamente inquietante per l'attualità dei suoi contenuti. Da solo questo testo vale il prezzo del libro (che costa 20€ nuovo).
Le altre pagine scelte le ho trovate meno interessanti ma è stata una lettura diverse dalle mie solite che mi ha arricchita di spunti da approfondire. 

Prima di prendere questo libro vi consiglio però di approfondire la conoscenza della persona Simone Weil. Qui vi incollo qualche link per farvene un'idea:

Che cos'è il bookcrossing e come farlo

Tutte le informazioni contenute in questo post sono state prese dal sito ufficiale del bookcrossing ovvero www.bookcrossing.com.

"Un libro non solo è un amico, ma vi trova nuovi amici. Possedendo un libro con la mente e con lo spirito ci si arricchisce, ma quando lo si passa a qualcun altro si triplica la propria ricchezza".

— Henry Miller
I libri della mia vita (1969)

Cos' è il BookCrossing?

E' la biblioteca del mondo. E' un social network brillante. E' la celebrazione della letteratura e un posto dove i libri acquistano una nuova vita. Il BookCrossing è l'atto di donare un'identità univoca ad un libro, poiché il libro viene passato da lettore a lettore e può essere controllato quindi può connettere i lettori. Ci sono attualmente1.925.267 BookCrosser e 13.635.082 libri che viaggiano in 132 paesi. La nostra comunità sta cambiando il mondo e toccando vite un libro alla volta.

Qual è la nostra missione?

Molto semplicemente, vorremmo unire le persone attraverso i libri.

Come lo facciamo?

Etichetta. Condividi. Segui. Dai nuova vita ai tuo libri invece di lasciare che i tuo preferiti prendano polvere - passali ad un altro lettore. Il nostro archivio online e il sistema tracciante permettono agli utenti di entrare in contatto con altri lettori, commenti e recensioni, e di scambiare e seguire i propri libri ogni volta che si spostano tramite il “Leggi e rilascia”. Gli utenti sono in grado di

Perché leggere un libro per bambini, da grandi - SESTO VIAGGIO NEL REGNO DELLA FANTASIA

Si sa che, dopo una certa età, la società ci "impone" di abbandonare tutto ciò che è da bambini:

  • vestiti colorati
  • libri illustrati
  • pennarelli e matite
  • peluches
  • giochi in generale
eppure come disse George Bernard Shaw: "L'uomo non smette di giocare perché invecchia, ma invecchia perché smette di giocare".


E così ho accolto il suggerimento di Grant Snider, autore del (bellissimo) fumetto: "Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei" e dopo anni ho letto un libro per bambini. Grazie ad una cabina del bookcrossing della mia zona ho così preso in mano "Sesto viaggio nel regno della fantasia" di Geronimo Stilton edizioni Piemme. 

Qui invece il link con le recensioni di parte dei libri che ho letto

Cosa dirvi subito? Se avete un figlio piccolo che sa già leggere secondo me è un regalo che dovete assolutamente farvi, entrambi!
Coloratissimo, allegro, fantasioso, sorprendente, il sesto libro della saga di Geronimo Stilton è un piacere per gli occhi, un'occasione per realizzare che la lettura non è sempre e solo un'azione passiva ma un'attività che richiede la partecipazione attiva del giovane (o vecchio lettore). Pensate che, oltre a disegni attraenti e particolari, in questo libro ci sono:
  • pagine profumate
  • una ricetta per dei biscotti
  • le istruzioni per fare un'originale cornice
  • un attestato che potete esporre se riuscirete nell'impresa (sorridere tutti i giorni per un anno di fila)
Insomma a me è piaciuto questo libro per bambini, l'ho letto in tre giorni e sarei curiosa di leggere anche gli altri adesso!

Quando si cresce ci si trova immersi da responsabilità e pesantezze che ingrigiscono la vita e che a volte potremmo evitare. In un momento storico in cui le belle notizie sono poche ed in cui le letture piacevoli e spensierate ancora meno, un viaggio nella fantasia secondo me è un'occasione che non possiamo lasciar scappare al bambino che eravamo e che è sempre un po' dentro di noi: non lasciamo che i nostri figli, nipoti, amici ingrigiscano prima del tempo!