E troppo spesso chi vuole adottare un cane non sa quale libro scegliere per provare a capire come entrare nel mondo di questi fantastici animali.
Cane pensato è un libro ottimo per tutti: sia per chi ha già intrapreso un cammino nel mondo della cinofilia sia per chi invece vuole capire se un cane fa per lui o no. Per questi ultimi: si, questo libro fa per voi, soprattutto la prima parte.
Quindi: il grande pregio dell'ultimo libro di Spennacchio è che
traspare passione e non solo per i cani in quanto tali ma anche per la vita in generale. C'è tanto lavoro in questo testo, c'è tanto studio e ricerca ma soprattutto si sente la curiosità di una persona che non ha smesso di imparare e che è rimasta capace di farsi stupire (dagli animali, dalle persone, dalla vita). E lo trovo davvero speciale.Un "difetto" c'è ma difetto detto appunto con le virgolette: ed è il fatto di aver toccato veramente tanti (troppi?) argomenti, tematiche grandi e delicate che potrebbero finire per trascinare il lettore in un uragano di considerazioni stordenti. Io l'ho trovato super interessante ma per alcuni meno appassionati o "esperti" potrebbe risultare troppo tutto insieme.
Rimane il fatto che, tra tutti i libri sui cani che ho letto, questo è uno dei pochi che consiglierei di cuore a chi mi chiedesse un testo per farsi un'idea sulla possibilità di adottare e vivere con un cane.
Anche perché penso spero che chi invece ha già un po' di cultura cinofila questo libro l'abbia già nella sua libreria.
Edito nel 2025, Cane pensato è suddiviso in 21 capitoli lungo circa 330 pagine. Spennacchio parte da tutta una serie di stereotipi e luoghi comuni legati al rapporto con i cani (vivere con un cane è facilissimo! cosa mai potrebbe andar storto? il cane come facilitatore sociale…) per poi affrontare il tema delle razze, il concetto di normalità, l'inquietante deriva della clonazione e i futuri scenari possibili della convivenza uomo-cane.
Ma soprattutto c'è una delle descrizioni più belle io abbia mai letto sui cani, quasi un'ode che merita di essere letta, stampata e condivisa ovunque:
anche se più la leggo e più penso che no, il cane non sia per tutti e che esseri così speciali meriterebbero un trattamento migliore di quello che troppi proprietari o umani di riferimento che dir si voglia gli riservano tutt'oggi.

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