venerdì 6 marzo 2026

LA POSSIBILITA' DI UN'ISOLA - Michel Houellebecq

Un uomo e il suo clone che raccontano la propria vita a distanza di millenni.

In verità sicuramente La possibilità di un'isola sarà molto di più ma per me è fondamentalmente questo.

Oltre che il racconto dell'ennesimo delirio sessuale di un uomo che riempie intere pagine di agognate esperienze sessuali. Non lo so, a me sembra proprio così. Mi sono immaginata M.H. tutto preso a scrivere e a concentrarsi sulle posizioni dei corpi dei protagonisti, sulla tonicità dei membri, su queste fantasmagoriche vagine

giovanili sempre pronte ed entusiaste di eccitare e incontrare il membro di un uomo del doppio della loro età, quasi sempre più decadente ed imbarazzante di loro.

Dico: se avesse dedicato tutta questa attenzione e dettagli alla trama forse sarebbe uscito qualcosa di migliore. Per finire di leggere questo libro dello scrittore francese ho dovuto accettare che non potesse essere il mio libro della giornata, quello che mi porto sempre in giro, e l'ho relegato ai momenti di attività in... gabinetto. Letto cosi, una decina di pagine alla volta, l'ho trovato più digeribile e in un certo senso stimolante. Ahahah dai si scherza. Comunque ci ho messo quasi tre mesi a finire di leggere la possibilité d'une ile. Tre mesi. 

Ne è valsa la pena? 

vi dirò: avrei fatto meglio a mettercene cinque e a leggero solo mentre ero in bagno.

Dopotutto sono comunque quasi 400 pagine.

Va be mi sembra giusto comunque che, avendo riempito così tante mie giornate, vi dica un qualcosina in più.

Il protagonista è Daniel, un comico dissacrante la cui vita viene sconvolta/cambiata/resa eterna dall'incontro con gli elohimiti un gruppo religioso (una vera e propria setta) con un discutibile capo spirituale che rivoluzionerà la vita umana riuscendo a regalare ciò che gli esseri umani sognano da sempre: la vita eterna tramite replicazione genica.

Quindi Daniel24 è fisicamente identico a Daniel1, di lui conserva anche qualche ricordo e sensazione ma poca roba, sono comunque ormai due esseri distinti, l'uno ancora preda delle emozioni mentre l'altro biologicamente adattato ma inserito in una vita ed un contesto sterile.

Eh si perché dopo duemila anni la vita sulla Terra è regredita, nell'immaginario apocalittico di Houellebecq: devastazioni naturali e nucleari hanno distrutto pianeta ed umanità, i pochi superstiti sembrano uomini di Neanderthal mentre i simili di Daniel24 sembrano più delle amebe che degli esseri umani.

I passaggi più teneri sono dedicati al rapporto dei vari Daniel con i vari Fox, i cani del protagonista che suscitano nell'umano e neo-umano i sentimenti più sinceri e profondi. Come dargli torto? :-)

Oltretutto anche il finale non è proprio originalissimo. Secondo voi cosa può fare un essere solo ma eterno quando scopre che quelli simili a lui stanno sparendo piano piano perché stanchi di quell'esistenza infinita senza emozioni?

Ho la presunzione di pensare che se avessero dato come traccia a scuola la trama di questo romanzo e tra i banchi ci fosse stata la Nothomb ne sarebbe uscito un capolavoro di 150 pagine. 

Di Houellebecq avevo letto anche: Piattaforma

Per altri libri cliccate qui 

e sappiate che le prossime tre recensioni saranno di testi tutti diversi ma bellissimi

  • TAPUM di Leo Ortolani
  • L'era della suscettibilità di Guia Soncini
  • Ancora un po' di Nicklas Brendborg

Nessun commento:

Posta un commento