Su google è recensita con 4,3 di punteggio ma è bene sappiate che:
la strada per arrivarci è sconnessa e piene di buche (inoltre nel caso c'è anche pochissimo spazio per fare retromarcia)
la baia è frequentatissima da gente con la barca
potreste ritrovarvi a fare nudismo… circondati da persone (che nudismo non fanno)
Se la cercate su google vi esce ben in chiaro come questa spiaggia sia naturista (ovvero nudista) e nelle vicinanze, oltre che lungo il sentiero, c'è anche la sigla che lo indica, FKK, scritta in più punti in rosso. Peccato che quando ci sono stata io fossimo in sole quattro persone a fare naturismo mentre ce ne saranno state almeno sessanta nelle nostre vicinanze che il costume ce l'avevano. Come mai una persona che vuol fare nudismo non può farlo in una spiaggia pubblica mentre se quella persona va in una spiaggia nudista deve sopportare di essere circondata da persone che non sono naturiste?
Cam si gode l'ombra ed il panorama a Mala Sabusa Beach Ugljan
Come sempre i furbi ci sono ovunque, anche nei posti difficili da raggiungere come questa spiaggia! Che poi una spiaggia non è perché è tutta rocce…
Insomma: sono stata a Mala Sabusa solo per una mattinata perché
oggi condivido una tabella motlo interessante trovata sulla pagina Facebook di Silvia Colantoni Educatrice Cinofila(Educatrice Cinofila Thinkdog) inerente i 10 comandamenti delle uscite con il cane: voi quanti riuscite a rispettarne?
Avete presenti quei libri sottilissimi, quelli che guardandoli mentre sono tra le mani si pensa: "lo leggerò in mezza giornata" e poi invece si rivelano ostici richiedendo molto più ore di lettura?
Ecco questo è il caso di "Non ora, non qui" il primo libro di Erri De Luca, pubblicato a fine anni '80.
Ho letto questo libro dopo averlo trovato grazie al bookcrossing attirata dal commento di Raffaele La Capria nella quarta di copertina: "leggendo questo libro che rievoca i momenti di un'infanzia trascorsa a Napoli e per sempre scomparsa, ho ripensato a quell'immagine struggente che dice con assoluta e trasparente immediatezza il dolore per la vita che tutto cancella e ci rende estranei a noi stessi e al nostro passato". Non era poetico?
Il testo di De Luca si è rivelato però per me abbastanza difficile da seguire, oltre che da apprezzare, perché la composizione delle sue frasi, seppur piacevole se presa parola per parola, non mi è risultata scorrevole.
"Non ora, non qui" è il racconto autobiografico dell'autore che viaggia con la mente dopo aver preso in mano una foto che
Una detective viene mandata ad indagare sulla morte di una persona all'interno di un… sommergibile! I tre giorni preventivati diventano tre settimane durante le quali Amy Silva si scontra con l'omertà dell'equipaggio impegnato ad insabbiare le azioni losche del gruppo e a non farsi prendere dalle navi russe che li stanno tallonando.
Ritmo serrato ed atmosfera claustrofobica per una serie tv poco pubblicizzata ma davvero sorprendente girata prevalentemente nella particolarissima Scozia.
Vigil è una miniserie di sole sei puntate, di un'ora l'una che vi catturerà fin dall'inizio. La protagonista è interpretata da Suranne Jones già vista nella serie Gentleman Jack e la partner è la rossa Rose Leslie ovvero la "selvaggia" di cui si innamora Jon Snow ne Il trono di spade (lo sapete che è la moglie nella vita vera dell'attore Kit Harington?). Sempre da Il trono di Spade arriva anche l'attore Daniel Portman (che era Podrick, lo scudiero di Brianne!). Infine, questa volta dalla serie tv netflix Sex education, Connor Swindells.
Vigil acchiappa lo spettatore fin da subito quando si vede una barca di pescatori che viene stranamente agganciata da qualcosa in mezzo al mare. Possibile che una balena abbia la forza per trascinare in quel modo un'imbarcazione da pesca? Vi ricordate la tensione del film Titanic quando la nave iniziava a riempirsi d'acqua? Ecco "Vigil" riesce a ricreare quell'atmosfera nei dieci minuti iniziali in cui i pescatori cercano in tutti i modi di sganciare il cavo che li sta attirando sott'acqua e finiscono invece per essere trasportati mortalmente negli abissi. Dopo della tensione all'interno del sommergibile, colui che si era ribellato alla gestione dell'accaduto, ovvero Craig Burke, viene ritrovato morto e l'agente Amy Silva viene scelta per far luce sull'accaduto. Con una serie di abili flash back si scopre che Amy ha vissuto da poco un evento altamente traumatico: mentre era in auto col compagno e la figlia di lui, l'auto esce fuori di strada e finisce in un lago costringendo Amy ad una dolorosissima scelta: scegliere chi salvare. Opterà per la figlioccia che però, dopo il funerale del compagno, le verrà tolta dai nonni! Senza una preparazione specifica per affrontare la clausura in un ambiente claustrofobico come quella di un sottomarino, Amy soffrirà di frequenti attacchi d'ansia che riuscirà a superare solo con la sua forza d'animo.
La bellezza di questa serie tv sta nel mostrare un ambiente ed un mondo di cui si conosce poco ovvero quello di un sottomarino e della marina (qui la royal navy). Fortunatamente poche volte nella vita ci viene chiesto se siamo claustrofobici e spesso la gente risponde automaticamente di no ma vi assicuro che guardando alcune scene della serie tv Vigil potreste cambiare idea. Uno dei lati più interessanti per me è stato proprio l'ambiente interno del sottomarino: stretto, di acciaio, pieno di scale e attrezzature tecniche, illuminato solo da luci al neon, senza finestre, senza la possibilità di uscire per giorni intere settimane! Anche le cuccette del sottomarino mettono ansia, grandi giusto per infilarsi dentro e avere l'inquietante sensazione di essere costantemente sepolti vivi. Spazi condivisi, nessuna intimità, tanto silenzio, pochissimi svaghi. Verranno pagati anche bene ma che vita di 💩che fanno le persone che devono fare quei lavori li! guardate il video girato da una giornalista su un sottomarino diesel.
Un altro tema di "Vigil" sono le armi nucleari ed il concetto che seppur si pensi di non essere in un periodo di guerra questa sia solo un'illusione poiché tutto il mondo, in fin dei conti, è sempre in guerra. Pensate che nel 1990 ci fu davvero un incidente analogo tra pescherecci e sottomarino, guardate qui.
Omicidi insabbiati, ricatti, manipolazioni, tradimenti, inseguimenti, conflitti di interessi e dichiarazioni alla stampa per la maggior parte delle volte farlocche. In Vigil c'è tutto questo ed anche di più.
Da qui in poi occhio allo spoiler!
Nonostante l'ostilità del gruppo a bordo, che sembra avere
Questo itinerario si trova ad una estremità dell'isola di Ugljan ed inizia presso il paesino di Muline. Si può parcheggiare sul lungomare, precisamente nel posto qui sotto:
io che fotografo il cartello di Muline - isola Ugljan
Questa passeggiata è ideale da fare d'estate nelle giornate meno calde oppure di mattina presto o sera tardi. Consigliata anche per chi viaggia con i cani perché ci sono numerosi accessi al mare senza divieto. Ah: sono tutti scogli quindi ricordatevi scarpette e materassini (e possibilmente anche un ombrellone).
All'inizio della passeggiata, alle estremità della fotografia qui sopra, ci sono dei bar ristoranti dove poter mangiare o fare una pausa per bere qualcosa. L'atmosfera è davvero rilassante e non mi sembra un posto che sarà mai preso d'assedio dai turisti.
Ecco il video girato da me medesima in persona: attivate il volume e preparatevi a ballare
Ma dove si trova Muline? Facciamo aiutare da google maps!
L'<attrazione> del posto è una panchina "mosaicata" vista mare, agevolo reperto fotografico:
i non-giovani Cam e Titti si godono il panorama a Muline - isola Ugljan
Guardando il mare si va a sinistra e ci si trova su
L'epopea del dover rifare i documenti inizia con i commenti di parenti e amici che alla notizia del furto o dello smarrimento degli stessi pronunciano parole come "tragedia", "sbattimento", "disastro". Che una persona è già infastidita o triste di suo e nessuno che alleggerisca il carico di pesantezza dell'evento, no? Avete notato?
Dopo due giorni di smarrimento vi dirò che alcuni di loro ci avevano azzeccato, non tanto in termini di tragedia quanto in quelli di sbattimento. Sappiatelo: dovrete passare intere ore al telefono, spesso con dei robot!
Ma vediamo un po', in tempo reale, come sta andando con il processo di richiesta dei miei documenti.
1 - LA DENUNCIA AI CARABINIERI
Tutto parte da qui, sia per furto che per smarrimento, con la denuncia ai carabinieri. Nonostante all'interno della caserma ci fossero solo due persone che erano già seguite da altri, ho aspettato un'ora per dettare i miei dati ed indicare i documenti smarriti insieme al portafoglio. Nell'attesa mi sono stati forniti due numeri per bloccare le carte di credito: quello della Posta era sbagliato e quello della banca era generico. Il carabiniere però almeno è stato molto gentile ed attento e mi ha detto di bloccare immediatamente le carte e poi di rivolgermi al Comune di residenza per richiedere la nuova carta d'identità poiché serve quella per tornare dai Carabinieri a farsi rilasciare il foglio di circolazione in attesa di ricevere il duplicato della patente.
2 - BLOCCO CARTE DI CREDITO
La procedura più estenuante. Sia per la PostePay che per la banca Intesa San Paolo i numeri verdi mettono in contatto con un assistente virtuale ovvero un robot che mentre voi dettate i dati fa anche finta di digitare su una tastiera: inquietante. La procedura con l'intelligenza artificiale delle Poste Italiane si è rivelata più veloce ed efficace di quella della banca: nel giro di una telefonata sono riuscita a bloccare la mia PostePay cosa che invece non è accaduto con l'assistenza della banca. Nonostante ci sia un numero dedicato solo alle emergenze ci ho messo più di due ore per riuscire a bloccare la mia carta di credito dell'Intesa San Paolo. Nella prima telefonata, dopo oltre venti minuti di attesa per poter parlare con un operatore umano sono stata invitata a
Durante le ultime manifestazioni No Green Pass di Milano si sono visti in giro numerosi cartelloni ed addirittura magliette con la scritta: "Let's go Brandon" ed incuriosita sono andata a cercare chi fosse sto Brandon e perché tutti facessero il tifo per lui.
Quello che ho scoperto di questo slogan ha però poco a vedere con il povero Brandon (un pilota della Nascar): il 2 ottobre di quest'anno Brandon Brown è stato intervistato dalla Nbc dopo la vittoria della sua gara automobilistica e mentre parlava il pubblico ha iniziato ad urlare "Fuck Joe Biden" (fanculo Joe Biden) ma la giornalista che lo stava intervistando, rivolgendosi allo studio, ha detto che il coro stava urlava "Let's go Brandon" (forza Brandon).
Lo slogan "Let's go Brandon" è diventato così una sorta di "parola in codice", di simbolo del livello di falsificazione, spudorata, al quale sono arrivati i mass media.
Qui un pezzo del video: guardatelo prima che YouTube rimuova anche questo!!!
Halloween per me non è mai stata una festa particolarmente sentita anzi, non è proprio mai stato una festa. Se devo essere sincera: neanche carnevale mi ha mai fatto impazzire ma, contagiata dall'ambiente fatto di bambini che suonano alle porte chiedendo dolcetti e da supermercati inondati da prodotti arancioni o con una zucca stampata sopra ho deciso di fare una cosa-molto-Halloween: guardarmi un film d'orrore.
Dopo una velocissima ricerca in rete sui vari titoli di film horror di maggior successo, l'occhio mi è caduto su un titolo un po' datato ovvero "Saw - l'enigmista" il primo capitolo di quella che poi so essere diventata una saga.
Tra le cose che non sapevo è che fosse così vecchio: è del 2004! ed infatti si vede proprio dalla "grana" del film che, a dir la verità, mi ha deluso forse perché mi aspettavo più spaventi ed invece ho provato più tensione che paura. Infatti è classificato più come thriller che come horror, ma va be.
La trama di "Saw" (1) è che due uomini si ritrovano in un bagno di qualche ex ditta fatiscente. Entrambi sono legati per una caviglia ad un palo. Davanti a loro giace un uomo morto con una pistola in mano. Nelle tasche si ritrovano delle audiocassette, ognuna con un messaggio personalizzato: hanno sei ore di tempo per farsi fuori l'un l'altro e trovare la via d'uscita. I due uomini sono il chirurgo Lawrence ed il fotografo Adam. Mentre i due cercano di capire chi li ha rinchiusi li e perché, il film mostra come "Saw" sia un sadico psicopatico che tecnicamente non ha mai ucciso nessuno ma ha portato le sue vittime a farlo. Solo una di loro è sopravvissuta ed è riuscita a raccontare le atrocità subite e commesse. La situazione degenera quando Lawrence scopre che