mercoledì 1 febbraio 2023

EDUCAZIONE E LIBERTA' - Marcello Bernardi

Come primo libro letto dell'anno non potevo chiedere di meglio! Educazione e libertà di Marcello Bernardi è stato una bellissima scoperta, un testo che ho avuto la fortuna di conoscere grazie al bookcrossing (c'è una postazione molto carina ed organizzata a Sesto San Giovanni).

Nonostante questo testo abbia già quarantatré anni è super attuale ed interessante e contiene dei concetti che sarebbero da trasmettere attraverso mega altoparlanti fuori dalle scuole (e perché no, dalle palestre..!) o da recuperarne le copie rimaste e allegarle al momento dell'iscrizione a scuola!

Sulla copertina dell'edizione Fabbri editori c'è questo "sottotitolo": "Non c'è educazione senza libertà e non c'è libertà senza educazione" - Un libro per riflettere.

E perché non farlo oggi, quando sembra che il mondo vada al contrario e si sente dire in ogni dove che non esistono più valori e che i ragazzi non sono più quelli di una volta? Anche se in verità a mancare di educazione, nel senso generale del termine (Bernardi invita spesso a riflettere su quale sia il vero significato di questa parola) non solo sono i ragazzini ma... anche gli adulti! "Ciò che sorprende è che, mentre si pone ogni cura nel socializzare il bambino, non ci si preoccupa affatto di far sì che l'individuo rimanga socializzato anche da adulto". 

Questa opera di Bernardi, pediatra, pedagogista e saggista italiano morto nel 2001, è lunga centonovanta pagine e si legge molto facilmente anche se, vista la profondità di alcune riflessioni, porta il lettore ad impiegare più tempo del previsto per leggerlo poiché si è tentati di

rileggere più volte gli stessi paragrafi per analizzarli e rifletterci su confrontandoli con la propria esperienza (non mi stancherò mai di condividere questo pensiero trovato su un forum: "Se si fosse voluto, fin dalla scuola, e poi con la pubblicità, con i film, con il mostrare modelli positivi da imitare, o con le dichiarazioni del Tizio o della Tizia famosi, ecc...si sarebbe introdotta l'idea comune che non leggere almeno 7- 8000 pagine all'anno fosse anche proprio poco "alla moda" e oggi sarebbe normale. Ma non era certo quello l'interesse.  

Leggere è un'operazione attiva, la persona deve immaginare, in più è lei che sceglie i tempi. Rilegge, rallenta, riflette, connette, associa....  

Significa che matura una personalità propria, indipendente.  
Davanti alla TV uno non deve immaginare niente, e non riflette, i tempi li fa la TV, veloci.  
E' un'operazione completamente passiva.  
Le riflessioni, le connessioni, la fantasia, l'immaginazione, non si sviluppano, anzi si atrofizzano. Quello che si voleva").

Educazione e libertà è suddiviso in questi capitoli: 

  • L'utopia
  • Gli educatori
  • L'umorismo
  • La censura
  • La socializzazione
  • La violenza
  • Educazione e libertà
e più che riassumerlo ho deciso di riportare per intero le parti che mi hanno colpita maggiormente. 
Tra i pensieri che mi hanno maggiormente portata a riflettere c'è sicuramente quello legato alla figura degli educatori, secondo cui per Bernardi "non può esistere un autentico processo educativo se non fra individui che siano in una condizione di sostanziale parità". Un concetto che si potrebbe definire anche provocatorio. Voi cosa ne pensate? Vi sembra giusto che il "sapere" provenga solo dall'alto e che non sia mai messi in discussione? Ma Barnardi si spinge ancora oltre accusando le scuole di essere degli edifici tristi simili a prigioni  e che invece dovrebbero essere aperte a tutti e che dovrebbero vedere tra gli insegnanti non solo professori di italiano e storia ma anche idraulici, pittori e... nonni, semplici persone anziani portatrici di un sapere non identificabile ma di inestimabile valore sociale. 

Nella premessa di Educazione e Libertà Bernardi parte subito col botto:

ma davvero ogni capitolo racchiude qualcosa di speciale. Ad esempio è molto forte quello sull'umorismo di cui vi propongo due pagine: 

Ho trovato attualissimo il capitolo intitolato Censura in cui Bernardi ha messo nero su bianco questi pensieri:










Il libro di Bernardi è davvero sorprendente ed interessante in ognuna delle sue pagine anche quelle che a prima vista potrebbero sembrare non avere nulla in comune con l'argomento del titolo, tipo quando parla dei fumetti: "la più grave malattia di cui soffre la nostra società è quella dell'adattamento acritico a tutte le più nefande imposizioni del potere istituzionalizzato, come lo sfruttamento, la repressione, la rapina legalizzata, la burocratizzazione ecc. Il fumetto insomma può aiutare il bambino a capire che la rassegnazione e l'adattamento non sono cose belle".
Infine conclude con queste parole il capitolo sulla censura:

Ma non solo la società è giudicata da Bernardi, anche la Famiglia è presa in oggetto e... ne esce abbastanza male: "la famiglia del nostro tempo, e della nostra cultura, presenta degli aspetti che non sembrano del tutto idonei a favorire l'evoluzione sociale del bambino... il tipo di educazione offerto dalla famiglia nucleare tradizionale, in definitiva è tale da assicurare la riproduzione di individui egoisti, inetti e vili". Parole dure ma... tanto lontane dalla realtà? Non direi proprio.
Ma il colpo di grazia Bernardi lo da alla scuola quando scrive: "la scuola, quella tradizionale, è semplicemente un colossale impianto industriale per mezzo del quale si distribuiscono, a chi vuole e a chi non vuole, dosi massicce di anestetico intellettuale, culturale, politico e morale".


"Il sistema non ha bisogno di uomini. Gli uomini, se sono uomini, non sono convenienti, sono anzi pericolosi. E infatti il sistema fa di tutto perché essi perdano le caratteristiche della loro specie".

- Si deve tener conto non tanto del vivere, ma bensì del vivere bene

- Come sempre, anche quelli più forniti della più grande volontà esigono la ricetta. Una ricetta precisa e particolareggiata, che risparmi la fatica di pensare. Ma la storia non dà ricette e non dà nemmeno la cultura

- L'uomo non avrebbe mai realizzato il possibile se non avesse tentato il possibile

E se siete arrivati fino a qui vi meritate la pagina più bella di Educazione e libertà che si trova proprio alla fine:




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