lunedì 28 febbraio 2022

Trekking con il cane: nel bosco del Rio Pegorino

Ciao a tutti,

quella di oggi è un'escursione che avevo già fatto tempo fa e che ha due qualità rare: è vicina a casa, circa venticinque minuti ed è prevalentemente in un bosco.

C'è solo un piccolo problema: non ci sono indicazioni

Ho scoperto questo sentiero grazie al carinissimo sito degli exploratori della domenica con il loro post: Il Pegorino: avventura nella valle (verde)

Quindi, riassumendo, dati della passeggiata:

  • partenza: Canonica Lambro
  • durata: circa 2 ore
  • Indicazioni: inesistenti (a parte un cartello bianco e rosso all'inizio del sentiero poi non c'è più nulla)
Ecco qui sotto il video del trekking con il cane lungo il Rio Pegorino a Conica Lambro:


Quindi all'inizio dovete seguire il sentiero tenendo il letto del fiume vuoto sulla vostra destra poi arriverete in alto su un pratone coltivato tra le case e da lì ritrovare il sentiero nel bosco è più complicato e vi conviene chiedere perché noi non abbiamo trovato il modo di scendere facilmente quindi siamo tornati indietro per la strada dell'andata. Scarpe comode e occhio alle foglie perché in alcuni punti si scivola.
Decisamente uno dei sentieri più facili, belli e vicini che consiglio a tutti quelli che abitano o passano per la Brianza.

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Uncle Drew

Una sera volevo svagarmi un po' e ho deciso di guardarmi questa commedia del 2018 senza sapere che nel cast figuravano alcuni tra i più famosi cestisti americani.

La trama di Uncle Drew è davvero banale e scontata con perfino un prevedibilissimo happy end eppure mi ha strappato qualche sorriso perché mi ha ricordato i momenti in cui ho giocato con più piacere ed agonismo: durante i tornei estivi!



Dax è un allenatore di basket desideroso di vincere il famoso torneo Rucker di New York, la sua città. A pochi giorni dal torneo però il suo acerrimo nemico gli frega il suo giocatore migliore e perfino la ragazza. Dax decide di chiedere di giocare ad un idolo locale, Uncle Drew, solo che quest'ultimo ha quasi settanta anni e pretende una sola condizione: partecipare con i suoi vecchi compagni. Vecchi in tutti i sensi. Inizia così un viaggio on the road per recuperare un

martedì 22 febbraio 2022

Recensione: PANINO AL PROSCIUTTO di Charles Bukowski

Quando ho trovato questo libro nel mio calendario dell'avvento ho storto un po' il naso. Di Bukowski avevo letto due cose: Storie di ordinaria follia e un fumetto a lui dedicato. Il primo l'avevo abbandonato e del secondo invece mi erano piaciute solo le tavole finali. 

Come riflesso l'ho lasciato un po' in disparte: lo vedevo lì nello scaffale dei libri da leggere ma ero timorosa diffidente. 

E poi… be, il destino ha voluto che un giorno uscissi di casa e prendessi al volo il libro più vicino e... ringrazio il cielo che mi sia capitato tra le mani "Panino al prosciutto", sono davvero contenta di averlo letto perché mi ha appassionata come non mi capitava da tempo, una storia che cattura fin dalla prima pagina e che mi ha fatto esclamare più volte: wow!

Il titolo originale è Ham on rye un gioco di parole che rimanda al titolo originale de Il giovane Holden ovvero The catcher in the rye. Intervistato da Fernanda Pivano, Bukowski spiegò così la scelta del titolo di questo libro: "Sandwich di prosciutto su pane di segale. Capisci, tu dai un morso, io sono il prosciutto". 

Ed effettivamente questo libro è proprio così: lo si inizia a leggere e non se ne può più fare a meno, come quando si addenta un buon panino al prosciutto. Almeno questa è l'interpretazione che ne ho dato io.

"Panino al prosciutto" è un romanzo semi-autobiografico che racconta la giovinezza di Henry Chinaski, alter ego di Charles Bukowski.

Henry vive con i genitori in un momento storico difficile quando nessun uomo aveva un lavoro e le donne erano sottomesse e sottopagate. In casa sua non c'è gioia e svago anzi il padre è un uomo insofferente ai bambini che coglieva ogni futile pretesto per frustarlo nel bagno. Costretto dal padre a stare lontano dai figli dei vicini, Henry è solo ed attira i ragazzini più sfigati in circolazione. Niente sembra toccarlo anzi la sua è come una ricerca nel tentativo di diventare impassibile alla vita come tutti quelli che lo circondano. Ma quando scopre la biblioteca della città la sua vita cambia e trova molta più umanità in quelle pagine che nelle persone reali. 

Fa tanta tenerezza Henry che è un bambino bistrattato che non capisce cosa ha fatto di male per meritare solo rimproveri e botte. Eh si perché in "Panino al prosciutto" c'è tanta violenza anzi forse è questa la principale caratteristica del libro: abusi domestici, pestaggi e risse, perfino torture sugli animali. Le scene sono così vivide e reali che

lunedì 21 febbraio 2022

Recensione LA CULLA VUOTA - di Mary Higgins Clark

"A determinare il successo dei suoi romanzi è la sapiente combinazione di rosa e thriller e la mano felice con cui caratterizza i personaggi…"

Attira anche voi una descrizione così?

A me aveva incuriosito. Mi era piaciuta anche la sua copertina nera con un dottore sullo sfondo che sembrava trasportare fuori dalla luce una paziente ma... è stata una lettura pesante che si è trascinata a fatica fino alla pagina trecento tredici: l'ultima.

L'idea in sé era anche interessante: una sostituta procuratore ha un incidente e mentre è ricoverata in ospedale vede dalla finestra un uomo che infila nel bagagliaio una donna dalla fluente chioma bionda. Fatalità del caso: la stessa donna verrà ritrovata poco dopo morta (suicidata con del cianuro) e Katie DeMaio verrà chiamata ad indagare. Le sue abbondanti perdite di sangue però l'hanno resa confusa e la donna crede di aver avuto in incubo senza sapere che il dottore da cui è in cura è l'uomo che ha visto con in braccio il cadavere, il dottor Higley noto ginecologo famoso per riuscire a far rimanere incinte anche le donne con le situazioni più difficili ma... a quale prezzo? Katie lo scoprirà a sue spese.

Il problema principale di questo libro per me è stato che

domenica 20 febbraio 2022

Trekking con il cane: Bernate

(Bernate frazione di Arcore)

Ciao a tutti,

oggi vi parlo di una bella passeggiata da fare con il cane senza macinare troppi chilometri in auto. La descrizione completa la trovate a questo sito: Da Bernate al Masciocco via Laghettone - scoprilabrianzatuttoattaccato. Seguite attentamente la descrizione del sito qui sopra perché è davvero ben dettagliata. Non fate come noi che, appena dentro nel bosco, abbiamo chiesto informazioni ai primi capitati che ci hanno mandato dalla parte opposta!

Il sentiero è facile e ben definito, adatto anche a bambini piccoli - no carrozzine perché il fondo è spesso fangoso. 

link escursioni da fare con il cane

Qui il video girato in una bella mattinata di febbraio:


Per avere altre idee su dove andare a passeggiare con il cane cliccate qui.


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giovedì 17 febbraio 2022

Il mio cane è felice? Scopritelo col libro di Joel Dehasse

Ciao a tutti, proprietari di cani e non,

quante volte vi siete fatti questa domanda? E oggi potrei aiutarvi non solo a darvi una risposta ma delle idee, giochi, esercizi e suggerimenti per renderlo ancora più felice.

link recensioni libri sui cani

Quello di oggi infatti non è un post su una mia riflessione ma due parole su un libro che ha proprio quella domanda come titolo! Si tratta del testo del veterinario francese Joel Dehasse intitolato appunto "Il mio cane è felice?".

Erano anni che cercavo questo libro e, per non farvi perdere tempo, vi dirò subito che nonostante sembri introvabile potete rivolgervi agli editori per averne una copia. Il sito dove ordinarlo è questo: Point Veterinaire Italie Srl - Libreria - Il mio cane è felice?. A differenza dei soliti siti di acquisti on-line, il servizio clienti di questa azienda è stato molto cortese (mi hanno contattato più volte per darmi i tempi e riscontri della spedizione).

Nonostante sia un testo del 2009 penso sia uno dei libri che ogni persona intenzionata a vivere con un cane (o che già ci vive) dovrebbe acquistare e leggere per primo. Perché? Perché spiega che l'animale con cui abbiamo deciso di vivere la nostra vita non è un peluche animato a cui basta dare acqua e cibo e qualche breve uscita per renderlo (e renderci) felice.

Molti dei "disagi" o dei "disturbi" dei cani vengono ancora, purtroppo troppo spesso, attribuiti dai loro proprietari a cattiva indole, a voglia di fare dispetti, addirittura a "mancanze congenite" di questi splendidi animali che, secondo l'autore, sono solo estremamente annoiati. Dehasse arriva perfino a dire che oltre l'80% dei cani che vivono in famiglia sono annoiati e quindi sfogano le loro energie in quelli che le persone definiscono comportamenti anomali o problematici.

Molti pensano, erroneamente, che il cane voglia solo mangiare e dormire tutto il giorno senza tener presente che questi animali, che ci accompagnano da millenni, sono esseri assolutamente intelligenti e capaci, desiderosi di darsi da fare. Il fatto è che, me ne accorgo mentre scrivo, noi umani siamo il "problema", noi bipedi che non siamo più abituati a

martedì 15 febbraio 2022

MIO FIGLIO, L'ASSASSINO - recensione libro di Lionel Dahmer

Ovvero il racconto del padre del mostro di Milwaukee.

Dopo aver letto la testimonianza della figlia di una madre spregevole in "Lasciami andare, madre", ecco a voi la recensione del libro scritto dal padre di uno dei serial killer più famosi della cronaca nera. 

Trovato in un punto scambio bookcrossing, "Mio figlio, l'assassino" fu pubblicato nel 1994 col titolo "A Father's Story" ed è lungo centottanta pagine.

Link recensioni libri

Accusato di aver "lucrato" sulle azioni del figlio, Dahmer padre specifica nella pagina delle dediche che parte del ricavato sarà devoluto alle famiglie delle vittime e sinceramente non sta a me giudicare le sue intenzioni. 

Quando accadono fatti di cronaca nera l'attenzione è tutta posta sulle vittime o sui loro carnefici, si prova solidarietà e pena per i parenti delle prime ma difficilmente si spende un pensiero sui parenti dei secondi. Ed è con questo concetto che Lionel Dahmer apre il suo libro, con la constatazione di essere il padre del mostro (che a volte forse è peggio di essere il genitore della vittima). I morti si possono piangere e rispettare ma cosa fare, come comportarsi, come vivere sapendo che il proprio figlio ha commesso dei delitti atroci?

Lionel Dahmer sceglie di partire raccontando la storia della loro famiglia ed il quadro che ne esce non è dei più edificanti: lui dedito completamente a studio e lavoro, fuori casa tutto il giorno mentre la moglie rimaneva isolata in preda a dolori e malumori, imbottendosi di farmaci. Un rapporto coniugale pieno di crisi anche violente ed un bambino che nei primi anni di vita fu di salute molto cagionevole. A quattro anni il piccolo Jeffrey fu operato allo scroto ed il padre si chiede se il trauma di quell'intervento possa essere stato all'origine della sua inquietante mania di tagliare i peni alle sue vittime. Ebbene si, Jeffrey Dahmer divenne famoso non solo per la lunga lista di vittime (diciassette) ma anche per il suo particolare modus operandi: dopo aver attirato un ragazzo lo portava a casa sua dove lo drogava, strangolava,

domenica 13 febbraio 2022

LASCIAMI ANDARE, MADRE - recensione libro di Helga Schneider

Durante la seconda Guerra Mondiale una bambina viene abbandonata dalla madre che sceglie di servire il regime piuttosto che stare con la sua famiglia. Cinquant'anni dopo le due donne si incontrano nella casa di riposo dove è ricoverata l'anziana donna che, nonostante gli anni e la fragilità, è ancora ostinatamente fedele all'ideologia nazista.

"Lasciami andare, mamma" racconta la storia vera di Helga Schneider e sua madre. All'inizio questa opera sembra la fotocopia del libro "Il rogo di Berlino" della stessa autrice poi la trama prende una piega diversa ed ancora più intima nel descrivere l'incontro madre e figlia a decenni di distanza.

link recensioni libri

Come vi comportereste se sapeste che vostra madre è stata una pedina attiva e solerte di un regime colpevole di aver torturato ed ucciso milioni di innocenti? E soprattutto cosa provereste davanti a quella donna che, nonostante età ed acciacchi, non prova alcun rimorso e si giustifica dicendo come nella foto qui sotto?


Il libro della Schneider si legge tutto d'un fiato ed è una testimonianza davvero interessante perché mostra un punto di vista diverso da quello più conosciuto ovvero quello delle testimonianze degli ebrei,  mostrando una volta di più come nelle guerre tutti i partecipanti ne escano in qualche modo segnati. 

Helga Schneider è ormai una donna adulta quando rivede la madre novantenne ricoverata in una casa di riposo. E da quell'incontro Helga non sa bene cosa aspettarsi. Da una parte desidera solamente

mercoledì 9 febbraio 2022

L'ARTE DI AMARE - recensione libro di Erich Fromm

Ultimamente sono fortunata con i libri e soprattutto sto riscontrando delle coincidente che mi lasciano di stucco. In uno dei miei punti preferiti di scambio bookcrossing ho intravisto questo libretto dalla copertina azzurra con su scritto "I miti, lire 5900" e potete immaginare quindi a che epoca risalga questa edizione (1995!).

Ma perché mi ha colpito il titolo? In verità a colpirmi è stato il nome dell'autore, Erich Fromm, i cui aforismi hanno girato spesso nei social negli ultimi due anni. Uno dei più famosi è questo: "L’uomo crede di volere la libertà. In realtà ne ha una grande paura. Perché? Perché la libertà lo obbliga a prendere delle decisioni, e le decisioni comportano rischi".

E sapete una cosa? Questo libro è una vera perla rara che vi colpirà in pieno cuore: oltre che a farvi riflettere sull'amore vi farà guardare con altri occhi le dinamiche della (delirante) società di cui facciamo parte. 

link libri recensiti

C'è da dire che Fromm era uno psicologo, psicanalista e filosofo e quindi questo testo, L'arte di amare, potrebbe non risultare di facilissima comprensione. Meglio: rileggete le pagine e riflettete, che oggigiorno lo fanno in così poche persone…

Per chi volesse leggerlo on-line ne ho trovato una versione PDF a questo link: L'arte di amare (centrosarvas.it). Ed è da questa pagina che riporto alcuni dei passi che ho trovato più interessanti (ma devo dire che ho trovato estremamente stimolante tutto il libro che in versione pocket è lungo solo centosettanta pagine). 

Fromm parte da qui: che cosa vuol dire amare? e spiega che: "la maggior parte della gente ritiene che amore significhi "essere amati", anziché amare; di conseguenza, per loro il problema è come farsi amare, come rendersi amabili, e per raggiungere questo scopo seguono parecchie strade". Cosa ne pensate?

Nel capitolo "Amore: la risposta al problema dell'esistenza umana", Erich Fromm scrive delle righe intensissime che è impossibile riassumere quindi riporto integralmente le sue parole: "Quando un uomo nasce, viene sbalzato da

lunedì 7 febbraio 2022

Recensione: IL GIOCO INTERIORE NEL GOLF di W. Timothy Gallwey

Per vincere sul green e nella vita

Come non farsi conquistare da un sottotitolo così?

Avevo grandi aspettative quando ho comprato questo libro e non perché avessi alcuna intenzione di iniziare a giocare a golf! Me l'aveva segnalato un giocatore di pallavolo di cui ho seguito un corso on-line e fa parte di quella serie di libri che ridefinisco in qualche modo il concetto di allenamento e talento, percorso di scoperta che ho intrapreso dopo aver letto l'interessantissimo libro "Bounce" di Matthew Syed

"Gli Inner Game Books sono una serie imprescindibile per chiunque, in qualsiasi campo, voglia migliorare il proprio rendimento". New York Times.

Eh si perché questo dedicato al golf non è l'unico libro sul gioco interiore scritto da Timothy Gallwey ma fa parte di una serie che comprende:

  • tennis
  • sci
  • vincere
  • musica
  • lavoro
  • stress

Questo di cui vi parlo oggi è il quarto libro della serie ed è stato pubblicato per la prima volta nel 1979 col titolo originale THE INNER GAME OF GOLF. Se penso che dopo oltre quarant'anni in Italia molti allenatori ancora non ne conoscono le idee mi vengono i brividi: come si può essere così indietro?!

Prima ancora del libro stesso mi ha colpito la frase di Maharaji scelta in apertura: "Per essere un allievo bisogna avere molta fiducia, ma non nel maestro. Per essere un allievo bisogna avere fiducia in sé". 

Il libro poi, anche se logicamente è tutto incentrato sul golf, contiene importanti concetti che potrebbero applicarsi ad altri sport e nella vita in generale. 

Per chi non conosce il golf o non l'ha mai praticato, come me, non è facilissimo comprendere la tecnica ma il glossario nelle pagine finali aiuta a farsi un'idea di quello di cui sta parlando l'autore. 

Ma il gioco interiore che cos'é? Riporto dal sito Chi è Timothy Gallwey - Fondatore del Coaching e dell'Inner Game (giocointeriore.it): "Il Gioco Interiore di cui Gallwey ebbe intuizione e che è il fulcro del suo lavoro e di ogni sua opera è la partita che si gioca nella testa dello sportivo, sia in fase di allenamento sia durante le gare. Si tratta di un meccanismo, talvolta inconsapevole, che nel tempo si radica e amplifica al punto da diventare determinante per l’esito della prestazione.

Resosi conto di quanto accadeva nella testa dei suoi allievi durante le lezioni, del modo in cui si ripetevano quanto ascoltato, si rimbrottavano quando

Trekking con il cane: sentiero 12 Parco SPINA VERDE

Ciao a tutti,

oggi vi porto a fare un trekking con il cane carino e per niente impegnativo che farà la gioia dei più piccoli (e di chi non soffre di vertigini). Siete pronti?

Partiamo allora alla scoperta del sentiero 12 del Parco Spina Verde che si trova in provincia di Como. Qui il sito ufficiale: ENTE PARCO REGIONALE SPINA VERDE – Istituito con Legge di Regione Lombardia n. 10/1993 e ss.mm.ii.

Qui per averne subito una visione d'insieme la mappa scaricabile in formato pdf. 

Il sentiero 12 viene così brevemente descritto: 

Tipo di interesse: naturalistico e storico

Tempo: 1h 15

Difficoltà: Facile

Partendo dalla località Maiocca a Cavallasca si incontra, sulla sinistra la cancellata di confine, all'incrocio tra il sentiero 2 e 7. In quel punto si trovano le indicazioni per il sentiero 12.

La descrizione completa e dettagliata invece la trovare cliccando qui: Sentiero 12 - Porta Sasso o Porta del Ponte Tibetano



Allora partiamo dall'indirizzo di partenza. Località Maiocca io sul navigatore non l'ho trovata e come riferimento per il parcheggio vi do via dei Pini, 10 Cavallasca (CO)! 45.817689253283646, 9.0327808919676.

Il sentiero è facile e ha solo due momenti di leggera pendenza ma entrambi fattibilissimi. Il secondo scende nel bosco tramite una "scalinata" con corrimano quindi, soprattutto al ritorno in salita, è un bell'aiuto. Noi siamo arrivati al ponte tibetano e

martedì 1 febbraio 2022

Snowpiercer 1: il treno a moto perpetuo che cerca di sopravvivere alla glaciazione

Lo ammetto: sono una di quelle spettatrici che si fanno influenzare dai messaggi subliminali della home page di Netflix. Vorrei resistergli eh, invece quando ho ho visto la locandina di Snowpiercer mi è subito venuta la curiosità di scoprire di cosa parlasse questa serie tv. Per una volta ho evitato di leggere la descrizione della serie e mi sono vista la prima puntata senza saperne nulla. Dopo cinquanta minuti volevo mollarla lì perché:

  • l'attore protagonista non mi piaceva (Daveed Diggs)
  • non mi sembrava ambientata su un treno
  • era piena di scene inverosimili
ma addentriamoci maggiormente nella trama del "bucaneve" ovvero della prima stagione di Snowpiercer:

siamo nel 2026 e la Terra, a causa dei disastri climatici, si è ghiacciata. Gli unici superstiti sono a bordo dello Snowpiercer, un treno a moto perpetuo composto da 1001 vagoni. Il treno è diviso in classi: 1°, 2°, 3° e... fondo ovvero peggio dei miserabili, quelli saliti a bordo di prepotenza senza biglietto (ma la cosa non sta in piedi vedendo poi la piega presa dalla serie tv nel senso che sono proprio le persone nella coda a mandare avanti l'imponente manutenzione del mezzo). 

A capo del treno c'è il signor Wilford che non si vede mai ma che riferisce pensieri e proposte alla tuttofare Melanie (fantastica Jennifer Connelly). In prima classe ci sono i super ricchi tra cui anche dei reali. Man mano che si scende di categoria del treno si scende anche la scala sociale. Mentre in prima mangiano carne e piatti prelibati nel fondo si cibano di barrette agli insetti, vivono al buio e col riscaldamento al minimo. Sullo Snowpiercer c'è un ristorante sushi con piscina oceanica, un bowling, una carrozza notturna e perfino una sorta di "incubatrice" del tempo per 400 dissidenti (o futuro dell'umanità). La situazione degenera quando una serie di omicidi brutali sconvolge il treno: vengono infatti ritrovati i cadaveri smembrati di due uomini. A capo delle indagini viene messo il "fondaio" Layton, ex detective che oltre a risolvere i casi scopre anche il più grande segreto dello Snowpiercer ovvero… siete pronti allo spoiler? Se si proseguite la lettura se no gustatevi il trailer e poi… buona visione. Ebbene si: Snowpiercer è un po' una cacata come trama ma in qualche modo è avvincente, soprattutto le ultime puntate della stagione.


Chi ha smembrato gli uomini?