(45) Kaldheim ci tiene a precisare, stampandolo sulla copertina, che si tratta di una storia vera.
Ed eccoci qui in una sorta di Sulla strada 2.0 più per necessità che per virtù. Peter infatti è un cocainomane newyorkese di 38 anni che commette il peggior errore per uno spacciatore: consumare la roba che dovrebbe spacciare per il suo capo. Nei pochi momenti di lucidità si accorge che non può proprio più tornare da Bobby la mazza senza nulla ma sopprattutto... deve cercare di allontanarsi da lui il più possibile se vuole evitare di essere gambizzato o peggio. Inizia così un viaggio a piedi (bus, autostop e treni merci) di oltre ottomila chilometri da una costa all'altra degli Stati Uniti, dormendo sotto i ponti, lavandosi agli autogrill, mangiando nelle associazioni per senza tetto. Questo viaggio alla fine inevitabile, per sopravvire e iniziare una nuova vita davvero, gli farà percepire quanto davvero abbia toccato il fondo e deluso le persone. Sarà un viaggio gelido, doloroso e pieno di incognite ma che lo farà finalmente allontanare da alcool e droghe.
Le prime cinquanta pagine mi hanno fatto maledire la