lunedì 16 settembre 2013

Un sapore di ruggine ed ossa - recensione completa

dal sito www.comingsoon.it
Alain è disoccupato con un figlio a carico. Vive alla giornata di piccoli lavoretti e qualche furto occasionale. Attraversa la Francia per raggiungere la sorella ed avere un tetto sopra la testa. Lei riesce a procurargli qualche lavoro come addetto alla sicurezza e durante una nottata in discoteca incontra Stephanie, altezzosa brunetta presa a pugni da un cliente. La riporta a casa e le lascia il numero e poi le loro vite tornano a dividersi.
Alain cambia lavoro come le donne: uno al giorno. Sembra disinteresettato di tutto e anche verso il piccolo Sam dimostra poco affetto. Un giorno riceve la telefonata di Stephanie che
lo invita per un caffè dopo il suo recente incidente. Alain è l'unica persona a non trattarla con pietà ed anzi a spronarla a ritornare a vivere. Quando però lui inizia gli incontri clandestini di boxe lei si mostra preoccupata del pericolo in cui lui può incorrere ma capisce ben presto che si può resistere a tutto, tranne che alla passione.
Il loro rapporto sarà come la loro vita: pieno di difficoltà ed ostacoli che solo la reciproca presenza aiuterà a superare.

Mie considerazioni:
una tragedia.
L'incidente di lei, le disattenzioni di lui...il ritmo. Decisamente non un film leggero, tanti minuti senza "parlato", immagini dure e crude e sullo sfondo una crisi sociale ed economica che impedisce di sognare ad occhi aperti davanti ad un maxi schermo e ci ricorda che è davvero così difficile vivere oggi, in Italia come nel mondo. Lavori sottopagati e precari, famiglie che si sfaldano di fronte al proliferare dei problemi e tanta gente che tenta di sopravvivere. Stephanie/Cotillard affascinante quando sfila in discoteca e poi abbastanza verosimile nell'interpretare una donna piegata dal Fato ma non abbattuta perchè dopotutto...tornare a sorridere (e vivere) è possibile. Non da soli, certo.
Alain/Schoenaerts è un manzo! Burbero ed in qualche modo irresistibile, non cerca di dimostrarsi migliore degli altri anzi mostra un'interessante fragilità umana che sogna la redenzione.

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