giovedì 29 agosto 2013

Con un deca - Max Pezzali feat Club Dogo

Quando una canzone diventa di fatto un capolavoro?
Cosa la rende un successo che supera estati, compilation e intere decadi?
Bisognerebbe chiederlo al signor qualunque Max Pezzali che senza avere un aspetto acchiappa-ragazzine e senza sputare parolacce ogni due parole ha collezionato una serie di successi diventati dei veri e propri evergreen.
Quest'anno è uscito un suo album in cui ha rifatto alcuni suoi successi in collaborazione con artisti contemporanei che sono riusciti ad arrichire brani, senza trasformarli troppo, già entrati di diritto nella storia della musica italiana. Qualcuno potrebbe storcere il naso leggendo la parola Storia, eppure penso che una canzone per rimanere nella memoria non debba necessariamente parlare di politica, di temi sociali nè debba essere una poesia. Penso che a volte basti l'essere un racconto il più vicino possibile all'esperienza umana.
La canzone di cui vi parlo oggi è stata pubblicata nel 1992. Avevo 9 anni, ero una bambina che la cantava a memoria senza capire troppo le parole e perdendosi sopratutto nel pezzo di sax (adoro). L'ho apprezzata ogni volta di più man mano che...sono cresciuta.
Quante volte vi è capitata una situazione alla Max Pezzali? Per intenderci una di quelle situazioni un pò sfigate descritte in una canzone che...è capitato di vivere anche a voi?
In giro di notte con gli amici dopo una serata in discoteca, quando non si è ancora così addormentati ne vogliosi di andare a casa e la città sembra strana coi suoi colori al neon, le insegne che lampeggiano e la lancetta della benzina dell'auto che va sempre più giù...
Il giro in macchina con gli amici di notte era una delle cose più emozionanti e avventurose che potevamo fare. Noi ragazzini che volevamo fare i grandi e "solo i grandi possono stare in giro di notte". Noi che avevamo gli amici con cui parlare, che uscivamo dalle discoteche prima del "coprifuoco" dei genitori per ascoltare la musica in auto, fumarci una sigaretta e
parlare per ore. Vi ricordate? Parlavamo per ore!!! Il colmo è che a pensarci adesso quasi tutti diremmo "chissà che cavolo avevamo da dirci!". E non eravamo ubriachi, magari solo un pò allegri ma non perdavamo il tempo a tenere la testa ad un amico che vomitava.
Eravamo schiacciati in auto a ridere e scherzare e a cercare un tabaccaio aperto o un chiosco per un panino. Avevamo dieci mila lire in tasca e non bastavano per troppe cose eppure eravamo contenti comunque. Perchè eravamo giovani? Perchè avevamo quella tipica speranza giovanile che ci fa vivere nel momento senza riuscire a pensare troppo al futuro? Oggi come allora, giovani ormai cresciuti e con le stesse paure e a volte le stesse mancanze: quei soldi che sono sempre un problema ma che non dovrebbe toglierci la voglia di sognare.
Max suggeriva la soluzione divi del rock e mi viene da sorridere a pensarlo sulla sua 883, giubbottino di pelle, stivali da cowboy e testa in aria a guardare i palazzoni di New York. Lui si prendeva in giro, sognava e...ce l'ha fatta. Lui, quello che era uno di noi, che cantava (e canta) canzoni che sembravano per sfigati ma che toccano il profondo in tutti noi.
Nella versione venti anni dopo canta insieme ai Club Dogo. Mi piace molto il pezzo cantato da Guè Pequeno perchè è come un flash che mi riporta indietro di 15 anni quando fare le vasche (camminare avanti ed indietro) in piazza Duomo era un must, una cosa da grandi, qualcosa da fare insieme a degli amici, quando i soldi erano la mancia dei nostri genitori, quando ne bastavano davvero pochi per essere felici, giusto quelli per un gelato o un panzerotto e quando sopratutto fantasticare ci veniva facile.
Mi piace questa canzone perchè è una botta di nostalgia che comunque mi lascia un sorriso perchè anche se siamo invecchiati e meno spensierati dovremmo ricordarci sempre che non dovremmo mai fare a meno, anche da grandi, di amici e fantasia. Ed ora...ascoltiamocelaaa!

Testo
Max Pezzali:
Ne parlavamo tanto tanti anni fa
di quanto è paranoica questa città
della sua gente delle sue manie
due discoteche centosei farmacie
e ci troviamo ancora al punto che si gira in macchina il mattino alle tre
alla ricerca di qualcosa che poi cos’è non lo sappiamo nemmeno noi
con un deca non si può andar via
non ci basta neanche in pizzeria
fermati un attimo all’automatico
almeno a piedi non ci lascerà
in questa città.

Jake La Furia:
Oggi un deca due pacchetti di sizze
zio due riviste, una coca e due pizze
non come da sbarbato
padrone del mondo
ma senza un soldo bucato
zero poesia
prima andavi via con un deca
ora con un deca vai via
è il grano che abbaglia ma questa è l’Italia
brucio ‘sto deca e mi accendo una paglia.

Max Pezzali:
Di un tabaccaio neanche l’ombra oramai
ne restan due scegli quella che vuoi
che cosa lascia accesa a fare la “T”
che poi i due stronzi se ne accorgono qui
guarda di là quei cani che ululano
per una femmina che dice di no
adesso vanno in giro a fare gli eroi
poi torneranno a casa un po’ come noi
con un deca non si può andar via
non ci basta neanche in pizzeria
fermati un attimo all’automatico
almeno a piedi non ci lascerà
in questa città.

Guè Pequeno:
Da ragazzino facevo
la vasca con un deca in tasca
ma un deca ti basta quando non pensavi
ai villoni e ai milioni anche senza una lira
eravamo i migliori sognando di andare
più in alto del Duomo l’uomo fa i soldi
non i soldi l’uomo e se con un deca
non si può andar via ci resta la testa
e questa fantasia.

Max Pezzali:
È l’ora che si tiran fuori le idee per diventare miliardari anche se esiste già quel che vogliamo inventare ci manca solo il disco orario solare resta la soluzione divi del rock molliamo tutto e ce ne andiamo a New York ma poi ti guardi in faccia e dici dov’è
che vuoi che andiamo con ste’ facce io e te
con un deca non si può andar via
non ci basta neanche in pizzeria
fermati un attimo all’automatico
almeno a piedi non ci lascerà
in questa città.


2 commenti:

  1. ...sarebbe Jake La Furia, non Gué
    Testo perfetto brava!

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    Risposte
    1. Ciao Anonymous,
      ...sarebbe proprio Guè. Al minuto 2 e 35 parte lui, controlla :-)
      da ragazzino facevo la vasca con un deca in tasca ma un deca ti basta ecc

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