martedì 17 dicembre 2013

San Martino e l'arte di sapere le poesie a memoria

Buon pomeriggio a tutti.
Questa mattina stavo sfogliando un mio libro di letteratura delle superiori e ho pensato con tristezza che...so pochissime poesie a memoria. E anche l'unica che mi ricordo (fino a metà) non è stata frutto dell'esperienza scolastica ma bensì di...Fiorello! Eh si perchè la poesia del titolo, scritta nel 1883 da Giosuè Carducci, rimpalla nella mia testa con il ritmo del video qui sotto!

Il testo è abbastanza semplice eppure molto suggestivo.

La nebbia a gl'irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e
biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de' tini
va l'aspro odor dei vini
l'anime a rallegrar.

Gira su' ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
su l'uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d'uccelli neri,
com'esuli pensieri,
nel vespero migrar.


Voi la conoscevate? Ve la ricordavate tutta con o senza musica?
Quale poesia ricordate a memoria?
Ma poi...pensate che le poesie abbiano ancora un "senso" oggi? A scuola le studieranno più? Pensate siano solo degli esercizi stilistici di scrittura antiquati o qualcosa di sempre attuale?
Ogni tanto sento i miei genitori ripetere a memoria una poesia imparata quasi cinquanta anni fa e...li ammiro/invidio. Le poesie a me piacciono, non tutte...ed effettivamente penso mi piacerebbe impararne qualcuna a memoria da snocciolare all'occasione. A voi no?

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