martedì 22 settembre 2020

Recensione libro 𝕮𝖚𝖔𝖗𝖊 𝖉𝖎 𝖙𝖊𝖓𝖊𝖇𝖗𝖆 - di Joseph Conrad

Titolo originale: HEART OF DARKNESS 

1899

questo ed altri libri li trovate recensiti a questo link: recensioni libri!

Pochi libri mi hanno affascinata come questo breve romanzo di J. Conrad, merito forse anche della traduzione di Giorgio Spina per l'edizione della Bur (Biblioteca Universale Rizzoli).

Fin dalle prime pagine sono stata letteralmente conquistata e trasportata nella storia: dapprima cullata di notte, su quella nave sul Tamigi e poi preoccupata ed agitata durante la risalita di un pericoloso e lunghissimo fiume africano che sembrava scorrere verso l'oscurità del mondo. 

Cuore di tenebra è il racconto dell'esperienza del protagonista Marlow come capitano di un vaporetto per recuperare documenti e... Mr. Kurtz (pensate che F. F. Coppola si è ispirato a questo libro per il personaggio di Kurtz di Apocalypse Now!).

Questo viaggio lunghissimo, lento e pericoloso, che attraversa nazioni e stati ma sopratutto che incontra diverse civiltà non lascia indifferenti; c'è una scena che più di tutte mi ha impressionata, quando Marlow arriva alla prima "stazione" africana e si inoltra in un sentiero vicino ad un fiume, passa sotto gli alberi e trova un gruppo di gente trascinatasi fino a lì solo per... morire: non più persone ma mucchi di ossa con lo sguardo perso nel vuoto. La scena è inquietante e se la colleghiamo ad un passaggio di qualche pagina prima ("La conquista della terra, che in generale vuol dire portarla via a chi ha una pelle diversa dalla nostra o un naso un po' più schiacciato, a pensarci bene non è proprio una bella cosa. Ciò che la riscatta è soltanto l'idea. Un'idea che la sostenga; non una finzione sentimentale, ma un'idea, e una fede disinteressata nell'idea; qualcosa che si possa innalzare, davanti a cui inchinarsi, a cui offrire un sacrificio...") si capisce il punto di vista dell'autore sulle problematiche implicazioni del colonialismo.

Il viaggio di Marlow è quello che si potrebbe definire un "viaggio della speranza" ovvero con poche speranze di tornare vivo e vegeto. Prima della partenza un dottore lo visita e gli prende le misure del cranio: forse perché tanti ne partono e pochi ne tornano e quando qualche nuovo avventuriero si cimenta in quell'impresa viene incaricato anche di riportare a casa eventuali resti per dar loro sepoltura (mia interpretazione). 
Lungo il viaggio tanti si ammalano e molti muoiono, buttati nelle acque del mare o lasciati ai margini delle strade. Ogni stazione è distante ed isolata e solo pochi continuano il viaggio con Marlow, sempre più nel cuore dell'Africa (Congo), su un battello che era stato recuperato e riparato dopo un'avaria e che è sempre sul punto di affondare. 
La natura è così maestosa che sembra capace di riportare personaggi e lettori all'origine della Terra e della vita. 
Quando finalmente arrivano alla stazione interna dove regna Kurtz si è curiosi di conoscere quel personaggio che aveva acceso la fantasia di Marlow: dipinto come il miglior procacciatore di avorio della zona, maestro di eloquenza e capace di sottomere e farsi aiutare dai popoli locali. Eppure l'incontro non è come mi ero aspettata: Kurtz è morente, ha messo due teste su due picche sopra casa sua e non ha intenzione di farsi riportare a casa. Tra la vegetazione sono nascoste centinaia di persone pronte ad intervenire in sua difesa eppure alla fine Kurtz parte col vaporetto, quasi rapito, e affida i suoi documenti a Marlow poco prima di morire: una persona così famosa, così idolatrata e così temuta ma allo stesso tempo così fragile, che esala l'ultimo respiro gridando "orrore" e che finisce seppellita in un punto anonimo della terra. 
Il viaggio di ritorno verso casa non sarà lo stesso per Marlow, considerato un "ribelle" al pari di Kurtz alla cui vedova porta gli ultimi testi di lui rimasti. 

E' evidente la tesi che ci sia poca differenza tra i popoli cosiddetti civilizzati e quelli cosiddetti selvaggi, avanzando polemiche sull'imperialismo ed il razzismo. 

Un libro particolare che mi ha fatto amare una volta di più la lettura.

"Dopo tutto c'è qualcosa al mondo che consente a un uomo di rubare un cavallo mentre a un altro non è consentito di guardare una cavezza"
"Perchè nessuna descrizione di un sogno può comunicare la sensazione di sogno, la commistione di assurdità, sorpresa e smarrimento in un tremito di affannosa rivolta, quella sensazione di essere catturati dall'incredibile che è l'essenza stessa dei sogni"
"No, non mi piace il lavoro. preferivo stare senza fare niente pensando a tutte le cose belle che si possono fare. Non mi piace il lavoro, a nessuno piace, ma amo ciò che c'è nel lavoro, la possibilità di trovare se stessi"
"A questo mondo nessuno è mai al sicuro dai guai"
"Non si può vivere in eterno col dito sul polso"
"Anche il dolore più acuto alla fine può esplodere in violenza, ma di solito si tramuta in apatia"

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