martedì 13 novembre 2012

Non ti muovere - Margaret Mazzantini

295 pagine

Consigliato a chi ha visto il film senza sapere che ne esisteva il libro e a chi non ha avuto il coraggio di scegliere un amore che gli faceva paura. Paura di vivere davvero come si vuole e non come la gente si aspetta che si faccia.

Citazione:
Ognuno di noi sogna qualcosa che scardini il suo ordinario


 

Trama:
Una ragazzina di 15 anni viene investita mentre va a scuola in motorino. Una volta in ospedale, gli infermieri scoprono che è la figlia del chirurgo Timoteo il quale si accorge subito delle sue gravi condizioni e, mentre attende che la moglie rientri da Londra, va al suo capezzale a raccontarle cose mai dette tra le quali la relazione che ebbe con Italia, poco prima che lei nascesse. La relazione nasce come effimera storia estiva ma si consolida sempre di più nei gesti e nei desideri reciproci dei due amanti. Quando però Italia rimane incinta, l'indecisione sul futuro - da parte di tutti e due - porta la donna ad andare ad abortire dagli zingari. Il rapporto tra i due non sarà più come prima: lei sente che lui non riesce a staccarsi dalla vita tranquilla che si era creato e si accorge di essere di nuovo vittima di un uomo che non ha il coraggio di amarla con rispetto. Quando Timoteo scapperà insieme a lei, anche se solo per un weekend, la situazione peggiorerà inesorabilmente - come le condizioni di Italia.
Per Timoteo il ritorno alla "normalità" avrà un sapore tragico che lo farà sentire in colpa per il resto della vita.

Mie considerazioni:
A parte il fatto di essere l'ennesima storia triste e tragica, all'inizio lo stile della scrittrice non mi è piaciuto. Troppo prolisso ed enfatico nella scelta dei vocaboli, messi lì più per la bellezza delle loro lettere unite insieme che per l'effettiva "utilità" nella storia. Ad un certo punto scrive addirittura IL SERPE lasciandomi veramente interdetta.
Mi ha colpito per come vengono descritti i personaggi femminili, quasi sempre in modo grottesco (tranne nel caso della figlia).
Verso la metà del libro però c'è un cambio notevole: la storia da volutamente fastidiosa e irreale si fa più comune e reale. Il protagonista è un primario apparentemente realizzato che un tragico evento cotringe alla riflessione su un passato che aveva cercato di dimenticare. Nell'attesa di sapere se la figlia sopravviverà
, ripercorre col pensiero le scelte fatte nella sua vita. Centrale è il rapporto con Italia, donna conosciuta per caso in un afoso pomeriggio estivo, estremamente distante dal suo ambiente di provenienza. Il loro rapporto inizia in modo traumatico (lui va a casa di lei e la possiede con violenza, ai limiti dello stupro) e finisce in modo tragico. Nel corso della loro relazione nascosta Timoteo percorre tutte le tappe di un amore irrazionale: il desiderio sfrenato, l'indifferenza verso la compagna da tanti anni - altera e realizzata -, le fughe improvvisate e le bugie naturali. L'uomo è dibattuto tra il vivere una vita che da una parte lo vede realizzato chirurgo, compagno di una donna che amava ma per cui non prova più passione e dall'altra vede in Italia una nuova possibilità, una vita con meno sicurezze ma più intensa e felice nonostante le apparenti contraddizioni.
Sceglierà la vita comoda, una moglie che non fa domande, una donna che si accontenta di aver ricevuto da lui una figlia con cui tenerlo unito a se per la vita e rimpiangerà per sempre l'andatura sghemba, il comportamento modesto e le passeggiate sotto la pioggia vissute mano nella mano con una donna che non ha avuto il coraggio di amare fino in fondo.
Estremamente tragico ed estremamente realistico.

Voto 7




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