La filosofia in fumetti, il pensiero di 10 tra i filosofi più famosi riassunto e veicolato tramite frasi semplici ed immagini ad alto impatto visivo: se solo me l’avessero fatto leggere a scuola..!
Comprare e tenere questo volumetto azzurro tra le mani è stato per me fonte di orgoglio e soddisfazione: alle superiori filosofia era per me una materia ostica che mi procurò anche un debito (mannaggia a Kant). Mi ricordo la prof che non sopportava che io non studiassi e che aveva deciso che se non mi applicavo io… ci pensava lei: mi interrogava ogni sabato mattina!
Questo libro ha come fruitori ideali i ragazzi ma secondo me lo possono leggere davvero tutti, soprattutto quelli che
Più di un libro, un capolavoro. Al di là della trama, che vi racconterò dopo, La mia cosa preferita sono i mostri è un oggetto multisensoriale che stupisce in tanti modi.
Per il peso, sicuramente: un chilo e quattrocento grammi!
Per la mole, anche: formato A4 di oltre cinquecento pagine
Per lo stile: disegni fatti a penna
Per la trama: più livelli che si incrociano tra la storia della protagonista e quelle dei personaggi secondari, delle copertine delle riviste di mostri, delle riproduzioni di famosi quadri dei musei.
Per il costo: 29€, una spesa importante rispetto agli altri fumetti ma questo della Ferris davvero li merita tutti (evitate la versione on-line! dovete sentirlo in mano).
L'avrete capito: per me Emil Ferris è un genio e i suoi libri sono proprio una delle mie cose preferite! La recensione del libro primo la trovate cliccando qui. Ed ora... voliamo alla seconda. Vi anticipo già che secondo me ci sarà anche un capitolo terzo. E ora vediamo perché:
Ritroviamo Karen in un momento triste della vita dopo la morte di sua madre. Ora ci sono solo lei e Deeze, suo fratello dalle mille sfaccettature: ragazzo premuroso appassionato d'arte e
La protagonista è cresciuta, ha 13 anni e si trova sconvolta dalle nuove emozioni che la pubertà porta con sé: imbarazzo, noia, invidia e soprattutto... ansia! Tristezza, paura, disgusto e soprattutto gioia vengono accantonate e la vita di Riley è un caos altalenante di momenti euforici e spaventosi. Una fase da cui siamo passati tutti ma che vi dirò... rivederla messa in scena sul grande schermo mi ha fatto piangere, soprattutto nei frame in cui ansia prende
Una moderna rivisitazione dark del famoso: non parlare con gli sconosciuti.
Ben e Louise vanno in vacanza in Toscana e fanno amicizia con i chiassosi Paddy e Ciara che, vista la sintonia, li invitano nella loro casa di campagna. Le due coppie non potrebbero essere più diverse ma... perché non fare nuove esperienze. Si il bimbo di Paddy è inquietante e la sua moglie davvero tanto giovane ma... basta pregiudizi! Louise non riesce proprio a rilassarsi tra lenzuola sporche e il letto della bambina per terra. E quando trova la figlia nel
Dovevamo andare in Normandia ma l'idea degli oltre 4000 km per raggiungere e (ri)vedere la Normandia ci hanno fatto chiedere: non è meglio poltrire al caldo in riva al mare?
Cam e Connie in una spiaggia di Pag
Mare, caldo e relax hanno battuto mare, freddo e chilometri in auto. E così via in Croazia, ancora una volta!
Per non spararci altri mille-mila chilometri abbiamo optato per la Croazia dal centro in su ma le case disponibili erano poche. Incredibilmente poi ne abbiamo trovato una in centro a Pag ad un prezzo ridicolo, per essere la settimana di agosto, che nell'annuncio aveva le foto sgranate e le risposte del proprietario erano vaghe.
Ma nella testa ci sono risuonate ancora le parole del vet. di Cam: vivete l'avventura. E così abbiamo fatto, con questo programma:
la Titti a mollo a plaza Rokovo - o in un'altra di quel litorale dell'isola Pag
I ricordi di allora erano di pecore e spiagge tranquille.
Il ritorno ci ha visti penare i primi giorni: non trovavamo spiagge con alberi/pinete! Dopotutto l'avevo scritto nei miei post che era un'isola arida ma... la mia mente l'aveva rimosso. All'ufficio turistico mi hanno poi confermato che il soprannome di Pag è moon island e che le spiagge con alberi (e quindi ombra) erano proprio poche. Noi eravamo anche munite di nuovissima tenda da spiaggia ma i cani non hanno voluto saperne di starci sotto: molto meglio l'ombra naturale. E come dare loro torto?
Connie che usa in modo alternativo la tenda
Cam che piuttosto di stare dentro la tenda cuoceva sotto il sole
Qui qualche nota da tenere a mente se volete scegliere Pag come meta delle vostre vacanze (se viaggiate con cani e non):
Ambientato verso la fine della 1° Guerra Mondiale in un ospedale militare, Campo di battaglia mostra il diverso approccio ai soldati (e alla guerra in generale) di due medici italiani. Stefano è disgustato dalla quantità di autolesionisti che pur di non tornare al fronte si infliggono gravi mutilazioni, Giulio invece cerca soluzioni (anche drastiche) per evitare che i commilitoni diventino carne da macello ( operandoli di nascosto infliggendo loro mutilazioni volte a farli esonerare dal servizio). L'aggravarsi improvviso di feriti giudicati in guarigione scatena dei sospetti e Giulio viene catturato e spedito nella prigione militare dove vengono ricoverati i soldati di ritorno dal fronte con una nuova e misteriosa malattia che colpisce i polmoni (la spagnola).
L'ultimo film di Tim Burton è, come spesso accade, un evento.
Basta guardare il cast:
Michael Keaton
Wynona Rider - wow
Willem Defoe
Monica Bellucci (compagna du Burton!)
Jenna Ortega
Danny De Vito (cameo)
Catherine O'Hara (mamma ho perso l'aereo)
il fatto è che è il sequel del primo Beetlejuice uscito nel 1988 e quindi... se non si è visto il primo secondo me si perde qualcosa. La cosa interessante infatti è che
Eleonora e Valerio si sono sposati e vanno nella love room di un Grand Hotel pagata dai genitori di lui: che sesso sia! Mmm... no. Mentre lui è voglioso lei tentenna e quando scopre nella tasca di lui una busta lasciatagli dall'ex fidanzata da fuori di matto. Cosa significa quell'assegno e sopratutto l'anello con scritto mon amour?
Lui fa finta di niente e lei parte con l'isteria: non solo non si scopa ma si va anche a casa della ex! Che però non c'è, logicamente. Allora perché non cercarla per tutta Roma? Valerio si stanca presto e molla Eleonora alle sue paturnie (sapendo benissimo dov'è Ester, codardo).
Mentre lei vaga per Roma in abito da sposa e senza documenti lui torna verso casa e si imbatte nei genitori. Quando scopre che Eleonora non è ancora tornata in hotel si ributta in strada e salva un'aspirante suicida; che gli rifila un bel pugno sul naso! Altro che suicida! era una
questi sono alcuni dei suggerimenti contenuti nel librol'arte del fare, un testo che non contiene Verità Illuminanti ma che offre qualche buono spunto per smettere di rimandare ciò che troppo spesso non abbiamo voglia di fare. I concetti non sono certo dei più rivoluzionari: fino a quando scambiamo la soddisfazione immediata e temporanea di un piacere a caso non conosceremo i dolci frutti della soddisfazione duratura/sul lungo periodo (siamo a dieta ma cediamo per un dolcetto ogni tanto e poi ci lamentiamo che non oh facciamo proprio fatica a dimagrire eh).
Un libro che lascia un sapore strano in testa, come se l'autore si fosse perso a metà strada: tra la paura e la razionalità.
Dopotutto quello di BH Lévy è un libro sulla pandemia scritto durante la pandemia, quando forse essere lucidi era dura per tutti. Sarei curiosa di sapere cosa ne pensa oggi questo filosofo (per capire appieno la sua posizione e pensiero).
Sempre edito da Le Onde - la nave di Teseo (come: Manifesto del Libero pensiero e Libri al rogo) , Il virus che rende folli è un tentativo di analisi di come la pandemia abbia travolto le nostre vite non solo a livello sanitario ed economico ma anche di raziocinio "portandoci a una specie di follia collettiva in cui si sono perse priorità, chiarezza di sguardo, obiettivi e capacità di giudizio".
Nonostante le piccole dimensioni, questo libro richiede una certa concentrazione ed attenzione: è proprio un libro scritto da un filosofo :-)
Nel prologo Lévy ricorda le dimenticate epidemie del '68 di Hong Kong e dell'asiatica di dieci anni prima. Poi si addentra nella constatazione di come il potere medico sia
Se è vero che il vino buono sta nella botte piccola, vale lo stesso per questo "manifesto" di Battista che si sviluppa in sole centotrenta pagine cariche di riflessioni interessanti.
Neanche a farlo apposta, questo libro si collega benissimo con Manifesto del libero pensiero che ho finito di leggere proprio pochi giorni fa!
Il sottotitolo di libri al rogo è la cultura e la guerra all'intolleranza. A prima vista si potrebbe pensare che siano cose del passato, ricordi del Medioevo o di quella pagina nefasta della storia che fu la Seconda Guerra Mondiale. Invece Battista ci ricorda cos'è successo nel 1989 allo scrittore Salman Rushdie, condannato a morte per aver scritto il libro I versi satanici (pensate che non solo Rushdie rischiò la morte ma anche i traduttori del suo libro e... in diverse nazioni!). Nel 2022 Rushdie venne aggredito gravemente da un uomo che sosteneva che lo scrittore avesse insultato l'Islam..! Nel 2024 una sua intervista per Vanity Fair. O quello che è successo ai giornalisti della rivista satirica francese Charlie Ebdo nel 2015: attentato a matrice islamica che causò dodici morti ed altrettanti feriti.
La parola fa male e fa paura, quindi. E cos'ha ideato l'uomo per contrastarla, nel corso dei secoli? Non una ricerca del dialogo ma
Questo 2024 mi ha visto tenere tra le mani davvero una serie di bei libri e Manifesto del libero pensiero finisce di diritto nella mia top ten.
Edito da La Nave di Teseo nel 2022, Manifesto del libero pensiero è un libretto rosso in formato tascabile di circa centoventi pagine che vi farà molto riflettere. Spero :-)
Mastrocola e Ricolfi prendono spunto dall'attuale clima di censura imperante negli aspetti della vita di tutti i giorni per ribadire che "le idee e gli atteggiamenti che non ci piacciono si combattono con altre idee e modi di essere, non impedendo agli altri di esprimersi".
Il loro è un viaggio nel tempo e nel modo di esprimersi che si dipana in brevissimi ma intensi capitoli.
"Anziché provare a cambiare davvero le cose, si punta a cambiare le parole, trovando a ogni cosa il nome giusto, come se questa fosse la mossa decisiva e di per sé benemerita".
Citano la Ginzburg "ci troviamo così circondati di parole che non sono nate dal nostro vivo pensiero, ma
Un libro per dimagrire scritto da un appassionato di nutrizione. Ci sarà da fidarsi?
Gli ultimi anni mi hanno fatto capire che non sempre i cosiddetti esperti di un determinato argomento sono i migliori consiglieri quindi... diamo fiducia a questo ragazzo francese. Il suo sito è questo: Digiuno – Digiuno intermittente per perdere peso (fasting.fr)
Partendo dal libro in se: si legge in un attimo (180 pagine scritte grandi).
Da notare che fa parte dell'edizione New Compton editori che ultimamente mi ha fatto scoprire delle vere e proprie chicche.
L'idea alla base del pensiero di Rives è che: mangiamo troppo spesso. Dopotutto chi di noi non ha sentito dire che l'ideale sarebbe fare tanti piccoli spuntini al giorno?
Rives invece ribalta quest'idea e non solo: elimina la
L'importanza della risata nella vita di tutti i giorni
un libro del 2002 che non passa mai di moda. Si, magari qualche studio sull'argomento ridere e risate è stato fatto recentemente ma le basi di Ridere è una cosa seria penso valgano anche ai giorni nostri.
Cosa aspettarsi da questo libro: un argomento allegro, qualche studio scientifico e... molte battute da ripetere agli amici.
Suddiviso in dodici capitoli:
Il riso abbonda sulle labbra degli sciocchi?
Dotti pensieri e dati empirici sulla natura del comico
Il ridicolo come arma
Il piacere di ridere insieme
Tutto quello che avreste voluto sapere sulla risata ma non vi è mai stato detto
Dimmi perché ridi e ti dirò chi sei
Terreni fertili per buone risate
Il riso fa buon sangue
Guarire ridendo
Far durare l'amore
L'arte di ridere si apprende in famiglia
Far ridere per vincere le elezioni?
è un libro godibile, ricco di cenni storici sulla figura del giullare e di barzellette dei tipi più diversi perché... anche se tutti siamo in grado di ridere ciò che ci diverte è diverso per tutti.
forse se avessi visto qualche film precedente delle saghe di Wolverine, Deadpool, Avengers e così via l'avrei apprezzato meglio (anche perché i miei vicini di cinema sono letteralmente impazziti durante la visisone!).
A me non è dispiaciuto ma... ho potuto apprezzare poco i riferimenti e le citazioni appunto non conoscendo l'antefatto delle storie di questi due famosi personaggi.
Ryan Reynolds bravo, fantastica la scena quando centinaia di versioni diverse di Deadpool cercano di ucciderlo ma si fermano quando Wolverine prende in braccio il loro unico adorato cane.
Quindi: consigliato ai fan del genere e a chi ama gli effetti speciali
Detto ciò: una carneficina. Va bene, belle le scene dei combattimenti con le ossa in titanio e i balletti ma una quantità di sangue e violenza spropositata. Davvero può passare in secondo piano?
Si sa che d'estate al cinema c'è poco di interessante e Twisters non smentisce questa credenza popolare. Si: ritmo e azione ma:
- finale scontato
- belloccio che belloccio non è (ma de gustibus)
- e genialata finale che ipotizza l'esistenza di una formula blocca-tornado (ma... sarà vera?)
Del quasi omonimo film del '96, quello di quest'anno riprende molte cose ma non è ne un sequel ne un remake. La cosa divertente è stata che la mia vicina faceva letteralmente dei salti di paura sulla poltrona! L'inizio di Twisters infatti è molto adrenalinico ma poi ritmo e trama si perdono un po' come la forza dei tornado (pare che negli USA esistano davvero dei tamarrissimi cacciatori di tornado che ci si buttano in mezzo in cerca del loro minuto di notorietà).
Reagire agli affronti con filosofia e senza risentimenti
Quante volte vi è capitato di rimanerci male per una battuta di un collega o per lo sguardo torvo di un amico?
Quante volte vi siete trovati a rimuginare sulla situazioni che vi hanno lasciato del malcontento?
Se anche voi fate parte del folto gruppo di persone che a volte non capisce i comportamenti e le esternazioni altrui: benvenuti e... coccolatevi con questo libricino di cento pagine che no, non vi cambierà la vita ma vi farà sentire meno soli e/o incompresi.
Barbel Wardetzi è una psicologa capace di regalarvi qualche buon consiglio, anche a distanza. L'obiettivo del suo testo? prendere le offese con più filosofia, porre fine ai conflitti e addirittura stroncarli sul nascere. Ci riusciremo? fatemelo sapere nei commenti!
Questo pronto soccorso per l'anima offesa è un tascabile suddiviso così:
1 - nel circolo vizioso dell'offesa
2 - quando sono gli altri a offendere noi
3 - quando siamo noi a offendere gli altri
Siete pigri e neanche l'idea di leggere sdraiati in riva al mare vi alletta?
Ecco i suoi consigli, sintetizzati:
- ammettete l'offesa (inutile far finta che non sia successo niente e poi ossessionarsi dentro)
Dopo aver letto Bounce, il bellissimo libro di Matthew Syed, Il codice del talento mi ha conquistata ancora di più e ve ne consiglio la lettura.
Scritto nel 2009, The talent code è il viaggio, non solo metaforico, di Coyle nel mondo del talento.
Tra scuole di musica, campi di calcetto e continenti, Coyle arriva alla conclusione che talentuosi si può diventare, se ci si applica con costanza (moooolta costanza), se si è motivati e... se si ha la fortuna di incontrare un allenatore competente. O appassionato. Questi saranno poi i titoli dei capitoli in cui il libro è suddiviso: deep practice, ignition, master coaching.
Uno dei concetti chiave che vi rimarrà più in mente è questo: skill is a cellular insulation that wraps neural circuits and that grows in response to certain signals. E la parola mielina. Cose che vi consiglio di andare a tradurre e cercare da soli :-)
The talent code è un testo appassionante che vi trasporterà all'interno di
La storia vera di Bernie Jordan che a 89 anni scappò dalla casa di riposo in cui era ricoverato con la moglie in Inghilterra per raggiungere le coste normanne in occasione del 70esimo anniversario del D-Day.
Tenete i fazzoletti a portata di mano!
Prima di tutto un encomio per i due attori protagonisti che tengono in piedi il film: Michael Caine e Glenda Jackson.
Il film è gradevolissimo anche se lento come i movimenti dei due anziani e acciaccati protagonisti. Frequenti sono le inquadrature dei piedi incerti di Bernie, del suo cercare un appiglio quando sta per sbandare, dei suoi sospiri pieni di significato.
Fuga in Normandia è un viaggio commovente nella vita di un ex soldato che non ha mai dimenticato gli orrori della guerra.
Che spreco! grida Bernie nel cimitero di Bayeux, quello con le cinquemila croci bianche dei caduti tra i soldati inglesi.
L'autore di questo libro è il proprietario della pagina Instagram dedicata al Santuario Capra Libera tutti, un rifugio antispecista alle porte di Roma nella località di Nerola.
Massimo ha pubblicato questo libro quest'anno ovvero nel 2024 e lo potete comprare qui o nelle librerie fisiche!
Parola agli animali racconta della storia di Massimo, di come il suo amore per gli animali fosse già presente da bambino e lo spinse a lavorare sia per un negozio di animali che per un circo! La pecca se mai è che non racconta come mai ha deciso di aprire un Santuario e le tappe che gli ci sono volute per accaparrarsi la famosa collina che si vede nei video e quell'immenso terreno che ad oggi ospita quasi (se non di più di ) cinquecento animali.
Ma ha un grande pregio: non solo ti fa conoscere gli ospiti del Santuario ma... non giudica mai il lettore che non ha ancora fatto il grande passo ovvero quello di smettere di alimentarsi con prodotti animali.
Questo è proprio un argomento delicato ma che Manni riesce a toccare senza offendere nessuno e
Libro pubblicato nel 2016 - Titolo originale: Quiet Leadership: Winnin Hearts, Minds and Matches
Questo libro è stata una vera (piacevole) scoperta in un punto bookcrossing all'interno di un locale al parco Increa. Pensate voi i casi della vita!
Poco dopo Ancelotti avrebbe vinto la sua quinta (!) Champions League e io e la Titti avremmo annunciato di mollare la squadra che ci avevano affidato perché "non c'è niente di più importante del sentirsi amati e stimati... Il rispetto è una valuta le cui quotazioni possono salire o scendere ogni giorno a seconda del tuo comportamento e delle tue scelte, ma è la chiave di tutto". E per noi, in quella squadra lì, queste basi non c'erano. Oltre che la fiducia!
Le parole di Carlo mi sono arrivate dritte al cuore fin dall'introduzione in cui ho letto queste parole: "un leader non dovrebbe mai aver bisogno di imprecare, sbracciarsi o
Il saggio è datato (1994) ma rimane super interessante. Scoperto mentre leggevo il bellissimo "Se sbagliamo ci sarà un perché" è un qualcosa che mi ha fatto pensare: ma è possibile che i nostri ministri e governanti non lo conoscano o quantomeno non istituiscano il patentino per lavorare in tv come auspicato da Popper?
E' proprio questo il titolo che fornisce Popper per introdurre il suo saggio: una patente per fare televisione. Nonostante i numerosissimi studi che negli anni hanno evidenziato il legame tra violenza in tv e comportamenti violenti nella vita reale, chi lavora in tv fa orecchie da mercante. Come sia possibile accettarlo è una domanda che dovremmo porci tutti, in ogni momento della giornata e (purtroppo) rispetto alle tematiche più diverse: scuola, lavoro, tempo libero, famiglia.
Popper evidenzia come all'inizio l'intento della televisione fosse anche lodevole ma, col passare del tempo ed il proliferare dei contenuti multimediali "per mantenere la loro audience dovevano produrre
Il regista di Kind of kindness è lo stesso di Povere creature. Tenetelo bene a mente. Spero questo possa scoraggiarvi dal fare il mio stesso errore. Ovvero andare a vedere questo film.
Povere creature mi aveva fatto cacare. Ma questo film è stato peggio, ho pensato: ma questo è malato!
Perché? eh, ora ve lo racconto.
Film in tre episodi che dura una vita (ufficialmente 164 minuti - si avete capito bene: quasi tre oreee!).
Gli attori dei tre episodi sono sempre gli stessi MA interpretano ruoli diversi.
Comunque, senza girarci troppo intorno: manipolazione, cannibalismo, giochi di potere, sette (non il numero), droghe, allucinazioni e clonazione.
Queste più o meno le parole chiave di questo film delirante che mi ha fatto domandare ancora come sia possibile che Emma Stone accetti di partecipare a film così. Capisco Willem Dafoe che ha quasi settant'anni e penserà anche "ma chi se ne fo**e"? ma sta povera Emma? per la cronaca i due limonano. Defoe infila la lingua in
Premetto che della saga di MAD MAX non ho mai visto nulla. Sono andata a vedere FURIOSA perché... avevo sentito una canzone fantastica nel trailer. Volevo riprovare insomma l'emozione provata con la colonna sonora di BABYLON e... nel film non c'è.
Giuro.
Ero sconvolta, Due ore e mezza di film (evitabilissimo) e la canzone che volevo sentire sparata a palla non c'era.
Per la cronaca era una versione remix di The man who sold the world!
Va be parliamo del film allora: c'è una bimba che sta cogliendo delle pesche in un bosco quando intravede dei predoni che stanno macellando un cavallo. Decide di mettere fuori uso le loro moto ma... viene sgamata subito e catturata. Sua madre si mette sulle sue tracce: non solo deve recuperare sua figlia ma evitare anche che qualcuno venga a conoscenza della
Wow che libro: dovete trovarlo, leggerlo, parlarne, diffonderlo!
Ho "conosciuto" Syed qualche anno fa quando lessi il suo libro Bounce: il mito del talento e il potere dell'allenamento. E fu amore a prima vista. Ma Se sbagliamo ci sarà un perché mi ha davvero elettrizzata, non volevo finisse mai, l'ho raccontato a decine di persone, me lo sono portata anche in palestra e mi ha ricordato ancora una volta quanto sia bello leggere e scoprire cose nuove. Nei ringraziamenti Syed, anzi Mettiu come lo chiamo io, scrive così: "uno degli aspetti migliori dello scrivere un saggio come questo è che si entra in contatto con libri, ricerche e articoli capaci di aprire gli occhi". E' vero, mi è sembrato proprio così.
Se sbagliamo ci sarà un perché (ma a me piace più la versione originale Black box thinking) è pieno di note e di rimandi che solo per leggerli tutti ci vorrebbero altri sei mesi almeno e la cosa più bella è che non vedo l'ora!
Ma di cosa parla esattamente questo libro?
"se vogliamo sviluppare il nostro potenziale di individui e organizzazioni dobbiamo ridefinire il fallimento. In un certo senso è proprio questo lo scopo del libro". Risponde Syed stesso.
Toni è una madre, sfatta, di cinque figli adolescenti.
Gira con una macchina scassata, passa le giornate a pulire casa, le sere a cantare nei piano bar e... non ride quasi mai. Quando i due figli più grandi stanno per lasciare casa per andare ad università lontane Toni realizza che cantare e fare la madre non le basta più ma scopre che
Un saggio sul rapporto tra lupi e uomini nel corso del tempo: quasi sempre un rapporto pieno di superstizione, odio e violenza. Perpetrati sempre dall'uomo sulla bestia.
Nonostante si percepisca il rispetto dell'autore Barry Lopez nei confronti di questo splendido animale, ho trovato difficile proseguire oltre la metà del libro perché il naturalista americano snocciola una serie di agghiaccianti violenze effettuate e documentati sui lupi che fanno accapponare la pelle: dalle buche costellate di paletti appuntiti alla caccia dall'aeroplano, dal dare loro fuoco all'avvelenarli in mille modi diversi e tutto perché l'uomo semplicemente non riesce a tollerare la presenza e libertà di altri esseri in generale.
Come si sta assistendo sempre più di frequente anche nei giorni nostri, nonostante tantissime campagne di protezione degli animale, è sempre maggiore lo spirito delle persone volte a confinare e limitare la libertà e gli spazi degli animali. Vogliamo parlare dell'inquietante questione orsi in Trentino? Del fatto che un politico guidi una moderna caccia alle streghe in cui la cosa che manca di più, oltre al rispetto, è l'educazione ed informazione?
Alice e Celine sono vicine di casa e amiche, con i figli coetanei. Un pomeriggio Max, il figlio di Celine, cade dal terrazzo e muore sul colpo. Nessuna delle due donne riesce a intervenire in tempo e Alice scopre che ad essere rovinata non sarà solo la vita dei suoi vicini di casa ma anche la sua. Celine infatti, dopo il ritorno presumibilmente da una clinica psichiatrica, è strana e morbosa nei confronti di Alice e di suo figlio Teo. Quando Alice prova a spiegare al marito che non si trova a suo agio con Celine, quest'ultimo minaccia di farla ricoverare e la donna inizia ad indagare da sola per smascherare la vicina. Quando finalmente il marito di Alice si convince a traslocare la moglie commette un'ingenuità: lo dice all'amica e qui la situazione precipita. Per sapere come finisce Mothers' instinct scorrete oltre!
Se invece volete scoprire da soli il finale diciamo che sicuramente è la parte migliore del film anche se scontata. Fatemi sapere se anche voi avete indovinate il finale o se invece avevate immaginato altro!
Chicca: questo film è il remake di un film francese del 2018, a sua volta adattamento cinematografico del libro di Barbara Abel il cui titolo era molto più centrato ed evocativo: dietro l'odio. Anche se il titolo scelto per la programmazione italiana rendeva bene l'idea di quel sesto senso che a volte le persone hanno, non solo le mamme, nei confronti delle persone losche.
Le due protagoniste sono le attrici Jessica Chastain e Anne Hathaway, davvero brave (ancora meglio, as usual, nella versione originale) e belle, soprattutto la seconda (perché la Chastain bionda stile Marilyn no).
L'idea alla base di questo film era interessante e provocatoria: cosa succederebbe se scopriste che il vostro matrimonio è nullo perché il prete... non era un vero prete?
Risposarsi o no? Confermare i voti o prendere al volo l'occasione per iniziare una nuova vita?
Quattro coppie affrontano a loro modo questa situazione: quelli che sembravano gli sposini più affiatati sono invece cornuti dalla luna di miele. E logicamente, per rispettare lo scontato happy end, quelli che sembravano odiarsi più di tutti sono quelli che alla fine si scelgono ancora (complice anche la presenza di un figlio).
Il cast è anche ben assemblato: Gerini, Crescentini, Luca e Paolo, Ambra e Fabio Volo ma il regista secondo me ha osato poco e ha scelto la strada più comoda anche se lascia un finale aperto con un flashback su tutte le prime volte dei matrimoni protagonisti.
Pubblicato sul Corriere della Sera il 29 aprile 2024:
Riflessioni sulle conseguenze della pandemia: una intensa carica emotiva
prolungata nel tempo corrode ogni tipo di ragionevolezza e sparge materiale infiammabile che è sempre più difficile da controllare.
L’esperienza del
Covid ha lasciato cicatrici profonde.
Mi ha molto colpito, tempo fa, scoprire che il filosofo Karl Jaspers, al discorso di riapertura
dell’università di Heidelberg nell’agosto del 1945, parlando della strada che avrebbe potuto
portare i tedeschi a tornare a essere uomini liberi, metteva come primo passo da compiere
la necessità di rinunciare alle frasi fatte e al falso pathos. Istintivamente mi sono venuti in
mente gli anni del Covid, anni in cui il pathos — cioè quell’insieme di eccitata passionalità
che attiene alla tragedia — ha raggiunto e superato i limiti di guardia. Limiti che, malgrado
siano passati ormai quattro anni, vengono tutt’ora superati in modo inquietante. Non c’è
stata dunque una pacificazione, ma soltanto uno stato di assopimento non molto diverso
dalla condizione di alcuni vulcani che sembrano quieti e poi, all’improvviso, eruttano cancellando con la loro lava incandescente ogni cosa intorno a loro. Siamo dunque accampati
su un cratere apparentemente inattivo, le bocche laterali emettono fumi, ma noi, anziché
entrare in uno stato di allarme, fingiamo di non vederle. Perché? Perché una situazione di
pathos prolungata nel tempo corrode ogni tipo di ragionevolezza e
Conrad Moricand, un nome che difficilmente vi uscirà dalla mente. Anzi, IL nome. E fatevi due domande se qualcuno oserà mai chiamarvi così nella vita…
Conrad è un amico di Miller (autore de Il tropico del Capricorno e Il tropico del Cancro), una persona particolare: astrologo, elegante, pallido, pieno di fisse. In qualche modo lo scrittore americano subisce il suo fascino e trova sempre il modo di aiutarlo (lasciandogli dei soldi per casa, introducendolo a persone influenti ecc.). Moricand non ha un vero e proprio lavoro ma una rara capacità di centrare il segno delle persone. Allo scoppio della guerra i destini dei due amici si dividono: mentre Miller torna in America, Moricand rimane in Europa e
Lo sport spiegato attraverso la scienza o... la scienza spiegata attraverso lo sport
Potrebbe essere questo il sottotitolo del libro di Marco Malvaldi, Le regole del gioco, pubblicato da Rizzoli nel 2015.
Premessa: è un libro scritto da un chimico quindi abbastanza tecnico e consigliato a chi ama i dettagli e le lunghe spiegazioni astratte.
In generale l'ho trovato un libro godibile anche se in alcuni momenti "esagerato": mi è sembrato cioè che l'autore abbia tentato più volte di abbellire le frasi con parole ricercate o comiche per fare il simpatico ma li ho trovati dei tentativi artificiosi e pesanti.
Il capitolo che mi è piaciuto di più è quello intitolato: Adeguate punizioni, la maledetta (ovvero la punizione calciata con sole tre dita diventata famosa dopo un gol di Pirlo). Mi è piaciuto perché Malvaldi spiega come mai una palla colpita in quel modo possa cambiare così radicalmente direzione e
Un film sulla famiglia del comandante di Auschwitz (Rudolph Hoss) senza una sola immagine degli ebrei nei campi, delle divise a righe, senza scene da goccioloni negli occhi?
Ebbene si, La zona di interesse è un film molto particolare che ribalterà le aspettative che Hollywood ha tirato su nel corso degli anni.
Di Auschwitz si vede il paradossale lato nascosto: la villetta con giardino, orticello e piscina del comandante del campo e della sua famiglia. Qui, dietro un alto muro decorato col filo spinato, vive beatamente la famiglia Hoss tra lauti pasti a base di burro, feste e atmosfere bucoliche accompagnate da un sottofondo di grida e spari.
Ebbene si la particolarità del film La zona di interesse è che le atrocità di Auschwitz non ci vengono offerte per l'ennesima volta attraverso il media visivo ma
Mentre guardavoCivil war mi sono chiesta il senso delle guerre. Il senso dei fotografi di guerra. Il senso… della vita.
Domande importanti per un film che mi aspettavo più spettacolare e che invece si è rivelato quasi introspettivo.
Della guerra civile del titolo viene spiegato poco ma dopotutto forse il messaggio era che non ci può essere nessuna spiegazione sensata per una guerra.
Quindi incontriamo Lee Smith, famosa fotoreporter di guerra che
Come smettere di rimandare e prendere il controllo della tua vita in un quarto d’ora
Libro di duecento pagine, molto godibile.
12 capitoli, scrittura fluida e amichevole ed una sensazione finale di energia e soddisfazione. Penso che la Buchanan abbia colpito nel segno.
La regola dei 15 minuti non promette di cambiarvi la vita ma vi aiuterà a contrastare quei momenti di immobilismo e disperazione che a volte capitano a tutti (tipo a me quando penso di dover fare i mestieri di casa).
Niente scuse, uomini e donne: quindici minuti li abbiamo tutti e, come dice un inflazionatissimo proverbio cinese… Un viaggio di mille miglia inizia sempre da un piccolo passo. Costa state stiamo aspettando?
Ecco questo libro fa per voi se
avete poco tempo per leggere e non volete annoiarvi
avete poco tempo e mille faccende da fare
iniziare qualcosa vi mette ansia
cercate ispirazione per dei cambiamenti nella vostra vita
Tempo di percorrenza: 2 ore (ma noi coi cani ce ne abbiamo messe tre, poi vi spiego perché)
Una volta arrivati ad Ottiglio trovate una strada che sale verso la collina, cercate il segnavia 746.
Potete parcheggiare prima, dove c'è un piccolo parco giochi. O dopo, alla fine della salita, dove c'è un trivio (lo spazio è poco).
Si imbocca il sentiero a destra e poi è impossibile sbagliarsi.
Personalmente l'ho trovato uno dei giri ad anello più belli fatti coi cani perché:
- poca pendenza
- sentiero sterrato con rari tratti ciottolosi
- verde a 360°
Da sapere:
- non ci sono panchine
- non ci sono fonti d'acqua
- prima di arrivare a Moleto il sentiero passa dal bosco ad una strada asfaltata. La percorrenza è molto bassa ma dovete farci attenzione se viaggiate con cani e/o bambini
L'unica "botta di vita" è il paese di Moleto in cui c'è un bar ma occhio a giorni e orari perché non è aperto h 24 come a Milano!
Nel paese di Ottiglio c'è un bar che fa anche panini. A SEI euro. Meno male che almeno il mio era bello riempito...
In generale una vera oasi di pace ed esperienza immersiva nella natura: il canto degli uccelli sarà l'unico rumore che sentirete. Noi ci abbiamo messo tre ore perché Cam e Connie sono impazziti a seguire tracce (pare sia zona di lupi!) ed odori: troppo felici, loro e noi.