domenica 22 gennaio 2012

La chiave di Sara

La chiave di Sara

Consigliato a chi: è sensibile al tema del razzismo e del non dimenticare, mai
Voto: 7

Trama:
una giornalista americana vive da quasi 30 anni col marito francese a Parigi. Quando decidono di cambiare casa e andare in quella della madre di lui...scoprono che anche le cose materiali possono racchiudere una storia. Storia che potrebbe far guardare con occhi diversi persone che fino a ieri si consideravano amiche.
In occasione di un articolo per la commemorazione di uno dei più tragici ( e veri) tristi eventi della storia francese durante la seconda guerra mondiale, Julia (Kristin Scott Thomas) ) scopre che la casa in cui sta per andare a vivere era proprio di fronte al velodromo in cui il 16/17 Luglio 1942 la polizia francese aveva raccolto tutti gli ebrei apolidi che era riusciti a catturare (per portarli poi in regalo ai vari campi di concentramento tristemente noti). E scopre che la famiglia del marito...se ne è impossessata dopo che la famiglia Kazinsky è stata deportata.
La chiave a cui fa riferimento il titolo è...
quella di un armadio in cui la piccola Sara chiude il fratellino dopo che dei poliziotti sono venuti a rastrellare lei e la sua famiglia. La bimba non capisce la gravità degli eventi e la madre, asseconda il gesto sperando che almeno il piccolo scampi allo sterminio.
La verità è tragica e tremenda e arriverà solo verso fine pellicola.
Julie va quindi indietro nel tempo a cercare tra documenti di famiglia, viaggi oltreoceano ed archivi storici se quella piccola bambina potrebbe essere ancora in vita ma ciò che scopre è che se anche alcuni riusciurono a sopravvivere ai lager, molti di loro non riuscirono a sopravvivere ai ricordi (ed ai dolori).
Ottima ancora una volta la Scott Thomas che non sembra toccata dal bisturi ne resa finta dal trucco.
Cast ben assortito tra cui spicca la fisicità del papà ad tempore Niels Arestrup.
L'unica cosa che non mi è piaciuta è il continuo cambio di scena tra passato e presente che troppo spesso spezzavano il sentimento di empatia che stava per nascere.
Film drammatico ma ispirato da un evento vero. In guerra non si è soli contro un unico nemico ma si è soli ed in guerra contro tutti. Difficile giudicare comportamenti messi in atto durante un così difficile periodo storico ma la riflessione è quantomeno consigliata.

1 commento:

  1. Bel film in un momento dove al cinema di bei film se ne vedono davvero pochi. Abbastanza struggente in alcuni punti. Quando si vedono certe scene c'è solo da ringraziare di non essere vissuti in quel periodo e di non aver dovuto subire certe situazioni. Veramente da brividi.
    L'unica cosa che avrei tolto o comunque ridotto è un po' il rapporto tra marito e moglie e sul loro rapporto in crisi. Però è un film che consiglio a tutti di vedere. Il mio voto è 7.5. Titti

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