venerdì 18 luglio 2014

Cosa ti lascia una fotografia?

Prima di avere tutti una macchina fotografica in tasca (con i moderni, sottilissimi e costosissimi) cellulari, si scattava molto meno. Ricordo che quando andavo in giro con la mia reflex molti sorridevano, sembravo il ragazzo che vende le rose nei ristoranti e che poi ti chiede se vuoi una foto ricordo...
Per me una qualsiasi uscita richiedeva la compagnia della mia macchina, che era ingombrante, che mi pesava sulla spalla ma che mi faceva sentire "a posto".
Prima della digitale avevo una macchina col rullino, bisognava fare attenzione a come si sistemava la pellicola perchè se non la si metteva bene si "bruciavano" le foto. Adoravo le usa e getta poi! Avevano l'involucro colorato, erano leggere e in alcune c'era pure il flash!
Insomma dai 10 anni ho sempre avuto con me una macchina fotografica che era la cosa per me più cara. Ho già parlato di come prima si scattasse meno e meno compulsivamente. Una vacanza si "racchiudeva" in due rullini da 24 pose oggi ne facciamo cinquanta solamente all'aeroporto o al bar con la tazzina del caffè col cuoricino disegnato sulla schiuma...
E' sempre più difficile trovare foto significative: le vacanze diventano dei "book" monotoni con facce tutte con la lingua di fuori, piatti dei ristoranti e la moda del ritratto dalla pancia in giù sdraiati sul lettino in spiaggia.
Quella che vi posto oggi invece è una foto che lascia qualcosa, quantomeno a me.
un posto di Creta (ma non vi dirò MAI il suo nome)

L'ho scattata l'anno scorso a Creta, cuoricino.
Erano quasi le cinque di pomeriggio e io e la Titti eravamo in auto dalla mattina presto. Eravamo andate a cercare
una spiaggia isolata, bellissima ma lontana da casa. Faceva un caldo torrido e guidare era difficoltoso perchè a quell'ora il sole era in una posizione parallela alla strada ed il riflesso sul cemento era accecante. La Titti si è addormentata sul più bello, quando eravamo a circa metà strada e io guidavo stanca dal mare e dal sole. In lontananza vedevo una cittadina che sembrava avvolta da una strana foschia e i miei occhi, tra la musica greca ed il caldo, hanno iniziato a chiudersi. Cercavo di stare sveglia ma era più forte di me e dopo due sbandate ho cercato rifugio (parcheggio) a bordo mare, su una strada ciottolosa e con qualche bel alberello sotto cui sdraiarmi. Quando ho spento la macchina la Titti, come i bambini, si è svegliata di colpo mentre io sono scesa come uno zombie per catapultarmi sulla spiaggia e lasciare che il sonno mi avvolgesse.
Mi sembra (o mi piacerebbe) di sentire quell'aria che mi riempiva i polmoni, quel profumo di mare e di vacanza. Sul telo umido ci ho messo veramente poco ad appisolarmi; sulla sabbia calda, col cielo ancora chiaro e azzurro ed in lontananza un paese che sembrava disegnato. 
Siamo state ferme pochissimo, credo poco più di mezz'ora, ma saprei riconoscere quell'angolo di mondo tra mille perchè...mi sentivo davvero bene. A volte in vacanza ci si stanca più di quando si è a casa propria e bisogna quasi ri-educarci al godimento del tempo. Quando mai vi capita di fermarvi per strada e di non pensare al traffico, alla metro, alla spesa, al lavoro? Pensate di farlo davanti al mare che emette il suo rilassante suono di onde!
Dopo quella sosta necessaria, abbiamo ripreso a guidare per le polverose strade cretesi, con la tranquillità che solo un posto che ti mette a posto l'anima ti da.

Certo capisco che non sarà la foto più bella del mondo, che stilisticamente non sarà perfetta e che l'esposizione non è un gran che eppure quando la fisso per bene ha il potere di ricordarmi per filo e per segno quel momento, quella giornata, quella vacanza. Quella parte di me su quella spiaggia. Emozione.

Buon weekend


Tag:
fotografia - mare - grecia - creta - spiaggia - onde - guidare - sole - sonno - luce - sosta - albero - ciottoli - musica - viaggio - vacanza - tempo

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