giovedì 23 dicembre 2021

The sinner 3 o il delirio di onnipotenza

Il detective Ambrose capita sulla scena di uno strano incidente stradale all'interno di un bosco: qualcosa non quadra e solo la sua puntigliosità rivela che il conducente poteva essere salvato e che quindi il passeggero è accusato di omissione di soccorso ed omicidio. Appena Ambrose incontra Jamie tra i due scatta qualcosa: pare quasi che le reciproche fragilità si riconoscano e il detective si mette in testa di scoprire la verità su quella notte. Prima fa rintracciare il telefono di Jamie poi lo pedina e finisce addirittura ad alcune feste con lui. Insomma non lo perde di vista un attimo per il terrore che l'indiziato possa colpire ancora. Cosa che puntualmente accade mentre Ambrose è appostato davanti a casa sua, assopito…



Quello che Ambrose scopre è il legame assurdo tra Jamie e Nick, la vittima. Amici fin dai tempi della scuola, Nick aveva l'abitudine di far decidere al destino tramite un origami con numeri e parole. Tra le sue "imprese" anche quella di gettarsi da un ponte verso un fiume pieno di rocce. I due si erano persi di vista per anni ma alla vigilia della

nascita di suo figlio Jamie aveva avuto una crisi che l'aveva spinto a chiedere aiuto a Nick che gli aveva rivelato "il segreto": solo ammazzando una persona si trascendeva l'esistenza umana. Peccato che il primo morto di Jamie sia proprio Nick, lasciato morire dissanguato incastrato nel parabrezza della sua auto. La morte dell'amico sconvolge totalmente Jamie che quasi abbandona la moglie e cerca sempre di più il brivido arrivando ad ammazzare con le sue mani un sensitivo che aveva percepito la sua anima oscura. 

Inevitabile alla fine lo scontro tra Jamie ed Ambrose che arriva perfino a farsi seppellire vivo per conquistare la fiducia del sospettato che in un momento di intimità confessa l'omicidio di Nick mentre Ambrose, prontamente, lo stava registrando. Per Jamie è finita, viene arrestato; ma le circostanze in cui è stata ottenuta la confessione non vengono ritenute valide dal giudice che lo scarcera dandogli la possibilità di rovinare la vita del detective: prima aggredisce la compagna, poi rapisce il nipote ed infine arriva al faccia faccia nella sua casa (logicamente isolata nel bosco). Come finisce? Ambrose gli spara alla pancia cosa che, come ben sanno tutti quelli che seguono serie tv poliziesche, significa morte certa (una serie tv lo spiegava proprio: pancia per ammazzare, gambe-spalle per ferire). Sembra quasi che Ambrose lo faccia apposta a sparargli in quel punto, quasi come per voler provare quello che gli aveva raccontato Jamie, e nonostante chiami prontamente i soccorsi l'assassino muore dissanguato tra le sue braccia.

La parlata di Pullman continua ad essere fastidiosa e metteteci pure che in questa stagione soffre di sciatica quindi si trascina sia a parlare che a camminare risultando abbastanza fastidioso sia da vedere che da sentire. Bravo e bellissimo Matt Bomer che però da solo non basta a tenere su una serie tv che è ancora più noiosa (ed assurda) della stagione precedente.


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