lunedì 6 febbraio 2017

Difret - il coraggio per cambiare

Etiopia, 1996. Hirun sta tornando a casa da scuola quando sei uomini a cavallo la rapiscono e la rinchiudono in un capanno sperduto. La notte stessa uno di loro la
violenta. La mattina dopo la ragazzina riesce a scappare nel vicino bosco ma viene raggiunta dal rapitore e dai suoi compagni. La ragazzina, che gli aveva rubato il fucile, gli intima di lasciarla andare ma l'uomo non demorde e lei preme il grilletto. L'uomo rimane a terra e Hirut viene aggredita dagli altri che stanno per tagliarle la gola quando arrivano due guardie del villaggio che la consegnano alle autorità. Il caso suscita polemiche nella zona e viene alle orecchie di una giovane avvocatessa che prende a cuore il caso di Hirut e decide di provare a sovvertire la sentenza di morte che pende sulla sua testa.


Curiosità prese dal sito wikipedia:
  • Meaza Ashenafi nel 2003 è stata insignita del Premio Nobel Africano (The Hunger Projects Prize) per il suo impegno a difesa dei diritti delle donne in Etiopia.
  • La parola Difret nella lingua ufficiale etiope, l'amarico, ha due significati: nell'uso più comune significa "coraggio", ma può anche essere riferito all'uso della violenza nello stupro.

Il film tiene bene per la prima parte e ha il grande merito di non cadere nella retorica. In generale manca un po' di ritmo ma pone l'attenzione su un aspetto inquietante ancora molto attuale come i rapimenti delle ragazzine a scopi matrimoniali. Violenze che non segnano una persona solo fisicamente ma anche psicologicamente. Testimonianza di lotta e di solidarietà.

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