(45) Kaldheim ci tiene a precisare, stampandolo sulla copertina, che si tratta di una storia vera.
Ed eccoci qui in una sorta di Sulla strada 2.0 più per necessità che per virtù. Peter infatti è un cocainomane newyorkese di 38 anni che commette il peggior errore per uno spacciatore: consumare la roba che dovrebbe spacciare per il suo capo. Nei pochi momenti di lucidità si accorge che non può proprio più tornare da Bobby la mazza senza nulla ma sopprattutto... deve cercare di allontanarsi da lui il più possibile se vuole evitare di essere gambizzato o peggio. Inizia così un viaggio a piedi (bus, autostop e treni merci) di oltre ottomila chilometri da una costa all'altra degli Stati Uniti, dormendo sotto i ponti, lavandosi agli autogrill, mangiando nelle associazioni per senza tetto. Questo viaggio alla fine inevitabile, per sopravvire e iniziare una nuova vita davvero, gli farà percepire quanto davvero abbia toccato il fondo e deluso le persone. Sarà un viaggio gelido, doloroso e pieno di incognite ma che lo farà finalmente allontanare da alcool e droghe.
Quella che mi ha colpito di più? Giorgina Reid, forse perché quando scherzo con la Titti mi definisco anche io "la guardiana del faro". Pensate che su RaiPlay c'è una versione video di tutte le donne descritte nel libro Indomite! Quello della Reid lo trovate cliccando qui. Qui un video a lei dedicato che si trova su facebook. La sua storia particolare? aver ideato
Titolo forte, edizione Stampa alternativa, pubblicato nel 1999.
In verità non c'è nessun omicidio fisico ma l'idea di fondo che quando i propri genitori cambiano in seguito ad una malattia mentale degenerativa, l'unico modo per accettare la loro nuova "versione" (forse) sia quello di uccidere il loro ricordo, il ricordo di quando erano davvero loro. Perché forse la nuova realtà è troppo dura da accettare ed affrontare. - link recensioni libri -
Oggi nel libro "Lo stress nel cane" ho letto la storia del cane Diego e della sua umana. Diego era stato comprato da un uomo che durante il giorno lo teneva in casa, legato al termosifone. Un giovane cane lupo pieno di energie e vitalità finito poi in un canile, dopo un periodo di totale deprivazione. La sua nuova umana aveva capito che Diego aveva bisogno di
15 capitoli e 15 personaggi, tutti uomini, per provare a dare una risposta alla domanda: "che cosa fa di un uomo un uomo?".
Non avrete una risposta (o forse, se siete uomini, si).
Un buon posto in cui fermarsi si legge velocemente ed in un paio di momenti è quasi commovente ma Bussola mi è sembrato più concentrato nel comporre frasi carine che sul creare storie (davvero) interessanti. C'è poi un capitolo molto pesante (anche se abbastanza verosimile) dedicato alle famiglie con figli che si auto-lesionano o che soffrono di disturbi alimentari che potrebbe scatenare più di una crisi o un risentimento.
In generale però una cosa mi ha dato fastidio: l'aver usato ripetutamente il termine "danneggiato" per descrivere persone con patologie o menomazioni: davvero una scelta infelice, secondo me.
Consigliato a chi ha intenzione di adottare un cane.
Davvero una lettura che raccomando prima di entrare nell' universo-cane perché l'inserimento di un nuovo membro in famiglia, di una specie diversa poi, non è sempre semplicissimo.
E se il cane ce l'avete già? Comprate questo libro lo stesso, vi aprirà gli occhi su alcune cose che potreste aver frainteso nei suoi comportamenti e vi aiuterà, entrambi, a vivere meglio.
Quando la comunicazione digitale intralcia quella reale
Partiamo dall'anno in cui è stato pubblicato questo breve saggio ovvero il 2016. Nove anni fa, quasi dieci. Ed era già un tema da farci un libro!
La cosa che più mi ha colpita e mi è rimasta in mente è una cosa che quasi avevo rimosso dalla mia percezione quotidiana: il fatto che usare il telefono in mezzo alla gente fosse all'inizio percepito come un gesto sgarbato ed oggi invece è una norma socialmente condivisa.
Prendetevi del tempo per rileggere la frase sopra!
Se avete più di venti anni, forse, lo potete capire. Ma come spiegarlo ai giovani di oggi, totalmente immersi nel mondo digitale dello smartphone e sempre più attratti dalla realtà virtuale?
Roba che a persone della mia età fa venire i brividi tutto questo collegamento sempre più stretto ed incessante con la tecnologia ed i suoi derivati.
A me è bastata quel pensiero nel primo capitolo per
Erano anni che ero tentata di comperare questo libro (pubblicato nel 2019) ed oggi, per una serie di eventi, ci sono riuscita. Ed eccomi a raccontarvelo.
Partirò dalla pagina che mi è piaciuta di più: l'ultima, intitolata "Le cose importanti non sono scritte sui libri". Ed è da lì che vi invito ad iniziare perché c'è tutta la bellezza del vivere con un cane. Ed in generale penso che, cani o no, la vita sia proprio così: possiamo leggere tutti i manuali del mondo ma nulla è paragonabile a ciò che si vive in prima persona.
Un altro consiglio che vorrei darvi è di leggere questo libro come i librigame che andavano di moda negli anni '90, quelli in cui
Uno dei racconti gialli più corti del mondo eppure molto carino. Bisogna tenere conto che è stato scritto nel 1935.
Ambientato in una Londra nebbiosa e piena di poveracci, la storia inizia con un pedinamento. Ad essere inseguito, senza accorgersene, è Mr. Whybrow. Sta per mettere il piede in casa quando viene ucciso. E poco dopo anche la di lui moglie. Strangolati da quello che verrà soprannominato in seguito lo Strangolatore di Londra. Sarà poi la volta di una bimba e perfino di un poliziotto. Il panico iniziò a diffondersi tra la popolazione ma cosa fare? Rimanere chiusi in casa? Uscire circospetti si ma... di chi avere paura? E' un giornalista ad indovinare il profilo dell'assassino. E a trovarsi faccia a faccia con lui. Troppo vicino però ormai per sfuggire alle sue bianche mani e a fare giustizia.
Cinquanta pagine che vi intratterranno piacevolmente e che oggi come allora ci metteranno davanti ad una realtà difficile da accettare: a volte il male è più vicino di quanto non si pensi e nelle persone più insospettabili che si lasciano andare al Male senza capire neanche troppo perché.
E tu, vuoi sapere chi era l'assassino? Scrivimelo nei commenti
- caratteri grafici enormi per chi è debole di vista
CoNTRO:
- trito e ritrito
L'intento della Headon è ammirevole: finalmente qualcosa di piacevole da tenere in mando, di colorato per l'umore e di leggero per le nostre giornate indaffarate.
Purtroppo però di "rivelazioni" non ne ho trovate (ok non essere perfetti, non farsi fermare dai fallimenti, provare cose nuove, fate una strada diversa per andare a lavoro, mettere per iscritto i propri desideri, eliminate le distrazioni, siate aperti al cambiamento, perdonatevi ed amatevi e così via), cose che potete trovare benissimo in qualche reel su instragram tipo #routinegiornalieraperstarebene.
Se lo trovate in offerta potete anche dargli una possibilità se no... andate a cercare altro tipo in questa fantastica lista piena di sorprese. Buona lettura
Dopo aver letto Le sacre pantofole, mi sono messa alla ricerca di altri testi di Bruckner perché ci ho trovato dentro una cosa che sentivo mancare tra le mie attuali conoscenze: il coraggio di parlare (ed in questo caso scrivere) fuori dal coro.
Dopotutto Bruckner è un polemista e per molti basterebbe quell'etichetta a farlo mettere da parte ma, come diceva ieri la Furlan con Fracassi, non bisognerebbe leggere solo testi che affrontano un argomento allo stesso modo ma cercare di dar spazio a tutti i punti di vista, anche opposti tra loro, per riuscire a farsi un'idea completa dell'argomento trattato. LIBRI.
Ed è questo il punto forte di Pascal Bruckner: dire cose scomode e farlo in modo accattivante. Anche se Il fanatismo dell'Apocalisse non l'ho trovato così scorrevole.
E' diviso in tre parti:
1 - Il fascino del disatro
2 - I progressisti antiprogresso
3 - La grande regressione ascetica
E per certi si potrebbe definire profetico, visto come sono andate le cose quattordici anni dopo...
Cita il Leviatano di Hobbes: "far nascere un nuovo ordine politico dall'impotenza imana, offrire agli individui la protezione dello Stato in cambio della rinunia clla libertà personale".
Ricorda che cosa è successo dopo l'11 settembre: non solo due (o tre?!) torri cadute e una lotta universale al terrorismo ma l'approvazione del Patriot Act e delle "procedure di sicurezza che dovrebbero tutelarci da un eventuale attentato traformano ciascuno di noi in un potenziale sospetto".
poi informa che le prime cinque estinzioni sono il risultato di calamità naturali e non per opera dell'uomo - cosa che i moderni attivisti si dimenticano sempre di ricordare per non doverci discutere su.
Spiega anche perché ci piacciono i film horror o quelli
Perché the movie, perché mentre ieri mattina riprendevo Konnie esplorare un campo vicino a casa, mi sentivo dentro National Geographic e non mi ero accorta di quanto fosse durata la ripresa.
Ci siamo svegliati con una nebbia che non si vedeva da anni ma come ogni persona col cane sa: non c'è condizione meteo che giustifichi di rimanere a casa (a parte le rare e tragiche eccezioni).
Quindi una volta che noi umani indossiamo un paio di scarpe adatte (che le scarpe con questo tempo non sono mai adatte e servono quei bei scarponi da agricoltore che regalano quel fascino da cagnara) siamo tutti pronti per goderci il tempo e lo spazio insieme. Konnie ci mostra ogni volta che le cose vanno fatte scrupolosamente e con calma, osservarla libera è per me sempre un piacere. Lei è proprio il caso di cane che sembra annusare ogni filo d'erba, vederla muoversi flessuosa, senza fretta o agitazione è ammaliante. Almeno per me che sono stata lì nel gelo a riprenderla per oltre sei minuti con le mani che ormai non le sentivo più.
La cosa interessante del video poi è che era la parte finale della nostra passegggiata, stavamo tornando a casa dopo aver fatto già oltre quaranta minuti di cammino. Cam (che di anni ne ha 12 e mezzo) raramente ormai esce dal sentierino, guidato dal comandamento (che però è stato un po' così in tutta la sua vita) di mimimo sforzo massima resa. Lui sta in mezzo a noi e non si muove fino a che tutte e tre le sue pecore non sono a vista o sotto controllo. Konnie invece quando capisce la direzione che si sta prendendo (il rientro) sembra intensificare le sue attente esplorazioni, come a dire: no va be mica dovremo tornare già..!
Per me è molto importante trovare il tempo e modo di lasciarli liberi e di lasciarli liberi di muoversi, annusare e scavare coi loro tempi.
Konnie si prende gli spazi ma non ci perde mai di vista. Spesso viaggia parallela a noi e non c'è mai un vero grande bisogno di richiamarla poiché lei sembra sapere quando è il momento di tornare e cedere al fatto che, ancora una volta, si continuerà la giornata chiusi dentro una casa. Guardarla dal vivo o in un video come questo mi fa rendere conto di quanto sia grande e particolare il loro mondo, diverse e profonde le cose che sono in grado di percepire rispetto a noi. E sopratutto mi fa ammirare un essere che abbiamo reso così dipendente a noi e che invece nella natura non sembra proprio abvere bisogno di nessuno: fiera, capace, adatta sarà cuore di mamma ma la guardo ogni volta ammirata.
Ecco in lei, ex randagia, è proprio evidente un bisogno della libertà enorme (da orari, guinzagli, direzioni) ed è frustrante anche per noi sapere che invece lei vorrebbe e necessiterebbe di passare fuori e/o libera molte più ore.
Facciamo quel che si può, insieme.
E come diceva Pennac: Uno crede di portare fuori il cane a fare pipì mezzogiorno e sera. Grave
errore: sono i cani che ci invitano due volte al giorno alla
meditazione.
Come dettagli (apparentemente) insignificanti influenzano il nostro pensiero.
Fatevi attirare dalla bella copertina azzurra (simbolo della comunicazione attraverso la creatività) scelta da Vallardi editore per un libro che vi regalerà numerosissimi spunti di conversazione con amici e conoscenti. Per me lettura super consigliata per fare un regalo a voi stessi o a qualche vostra amica/o. Se no altre recensioni le trovate cliccando qui.
5 capitoli ed un foglietto illustrativo (che cosa aspettarvi da questo libro) con una grande rivelazione: "il nostro cervello non lavora in modo indipendente ed autoreferenziale ma... è influenzato in modo determinante dal nostro corpo, dal nostro ambiente esterno e … da situazioni concrete". Vi dico solo che non farete mai più un colloquio come prima (occhio su che sedia vi fanno accomodare e che cartelletta stringeranno in mano!).
di cosa parla Le sacre pantofole (sulla fuga del mondo) ve lo dirò tra poco ma permettetemi di soffermarmi un attimo sulla descrizione dell'autore trovata nell'aletta: "P.B. è un filosofo, romanziere e polemista". Finalmente ho trovato il lavoro dei miei sogni!
A parte gli scherzi: bel libro. Pubblicato nel 2022 con il seguente titolo: Le sacre des pantoufles. Du renouncement sau monde contiene dentro di sè tutta la carica di un polemista che sta vivendo uno dei periodi più inquietanti della storia ovvero quello della pandemia.
160 pagine molto scorrevoli, sopratutto la prima metà libro, che ruotano attorno al seguente tema: l'uomo vuole davvero essere libero? O forse non è più comodo, recluso, nella sua casetta?
Quegli esseri che prima andavano per mari e per monti e non nello spazio per fare nuovi esperienze, incontrare nuove culture, cercando emozioni in ogni angolo del mondo ora perché dovrebbero farlo ancora quando internet ci ha portato tutto a portata di mano in casa? I corsi della palestra, il lavoro, le videoricette, la musica, il porno, gli acquisti compulsivi... ("se il mondo viene da me, non ho più bisogno di andarlo a cercare").
Anche se è (forse) ispirato alla figura di Aleister Crowley, di quella controversa persona non c'è nessun reale riferimento.
La storia che tratteggia Maugham nel 1908 immerge nell'atmosfera tipica dei romanzi di fine ottocento e personalmente mi sono trascinata fino ad oltre metà lettura. Poi per me ha ingranato e mi sono sinceramente appassionata.
La storia ha solo quattro protagonisti, due donne: Susie e Margareth e due uomini: Arthur e Oliver Haddo.
Oliver Haddo è la figura intorno a cui è costruita la storia, Arthur e Margaret sono promessi sposi, lui è un noto dottore, lei una giovine senza famiglia ne eredità. Susie è una loro amica e Oliver Haddo, rigorosamente con nome e cognome, è un omone dal fisico importante, quasi obeso, che riesce sempre a
Èlafine degli anni ’90 ed uno dei più grandi gruppi edili italiani decide di aprire un resort, ecosostenibile, in una zona della Sardegna dalla natura incontaminata e… dal bassissimo tasso di occupazione. L’unico intoppo al progetto èlapresenza di un pastore che si rifiuta di venderglilasua casa. E non c’è proposta che tenga: ne i milioni in lire ne i milioni in euro lo tentano: Efisio è deciso a non abbandonarelasua casa, da generazioni di proprietà della sua famiglia.
il film La vita va così è ispirato alla vita di Ovidio Marras
Il progetto è fermo e con esso la possibilità per la gente del posto di avere finalmente un lavoro stabile. Un progetto spacciato come rivincita per il territorio che
Una sorta di re-interpretazione moderna di Cenerentola con derive splatter assolutamente non necessarie (ma ormai sembra essere la moda, vedasi: Him, The substance, Bugonia...).
La sorrellastra bruttina viene sottoposta a trattamenti estetici estremi per riuscire a conquistare il Principe (azzurro) e così risollevare le sorti della famiglia. Prima il naso rotto con il martello senza anestesia, poi le ciglia posticce cucite nella carne viva e cosa dire della tenia ingoiata per dimagrire? Ma il culmine arriva con l'auto-amputazione del piede. Sbagliato! Così ci pensa la madre a mettere tutto a posto, tagliandole anche le dita dell'altro per farlo entrare nella scarpetta!
Veramente disgustoso ed esagerato anche se il tema delle ambizioni delle madri poteva essere interessante, se affrontato in altro modo. Come la condizione subordinata delle donne di una certa epoca storica che, in mancanza di dote, erano costrette ad accettare matrimoni scomodi per sopravvivere. Ecco si poteva scegliere una strada diversa e non il lato pulp e truce, in sala (stranamente piena per il periodo) era pieno di adolescenti che della trama non han capito niente e che ridevano delle esagerate operazioni a cui si sottoponeva la coetanea sullo schermo. Quando si dice l'empatia...
non so, trovo davvero incredibile che film del genere riescano ad arrivare sul grande schermo.
Andate a vedere La vita va così, che anche con i suoi limiti, è comunque meglio.
Questo libro nasce come una sorta di "manuale per mediatori" ma penso possa essere interessante per quasi tutti noialtri. Purtroppo, nonostante la buona volontà che traspare dalle pagine di Rosenberg, non trovo sia così di facile applicazione o quantomeno secondo me è difficile metterlo in pratica dopo solo una lettura.
Una cosa interessante, un po' come accadeva nel libro di Wallace sulla maleducazione, è che spesso la gente non si accorge di quanto sia maleducata o violenta nel suo modo di comunicare.
Posso osare a dire che la comunicazione nonviolenta è un altro tipo di comunicazione rispetto a quella a cui siamo abituati e richiede tempo ed impegno per essere imparata ed applicata nel modo corretto.
Da quando ho letto "Le parole sono finestre" mi sono capitate molte occasioni critiche e... le ho toppate tutte. Ma sono sicura che Marshall avrebbe apprezzato il fatto che mi sia accorta di quanto e come io abbia sbagliato in certe situazioni. Abbiamo entrambi la speranza che si possa solo migliorare.
Due ragazzi disagiati e mentalmente instabili rapiscono la CEO di una multinazionale farmaceutica convinti che... sia un'aliena andromediana. La rapano perché pensano che i suoi capelli permattano a quelli della sua specie di rintracciarla. La spalmano di antistaminico più o meno per lo stesso principio. E poi la torturano con
Tutta la verità sulla maleducazione a uso delle persone perbene
Prima di tutto è giusto sappiate che il titolo originale è I CAN'T BELIEVE YOU JUST SAID THAT ovvero non posso credere che l'hai detto davvero. E secondo me l'avrebbe (già) reso più interessante. Comunque bando alle ciance: è un libro bellissimo; oh caro Danny quanto vorrei stringerti la mano!
Divertente, curioso, interessanteLa legge del cafone non vi annoierà di certo e potrebbe tornarvi utile in qualche situazione difficile che potreste vivere soprattutto in contesto urbano (penso alle telefonate in vivavoce dei vicini o al loro continuo scrollare di video con audio senza auricolari).
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Quindi se vi sentite sopraffatti, a volte, dalla maleducazione altrui e volete vederci più chiaro prima di ricorrere a maniere forti e/o inopportune fatevi un piacere: regalatevi questo libro. Una vera gioia, un testo secondo me capace di risvegliare la passione per la lettura e per la conoscenza in tutti. E Danny Wallace non mi paga per scriverlo! Insieme a Mercurio della Nothomb e a Le nostre anime di notte ha composto un trittico di vero piacere di lettura in questo mio ottobre emotivamente pesante.
Ma andiamo al sodo, dai: Wallace (scrittore, presentatore e giornalista) ha l'illuminazione per scrivere questo libro in seguito ad