giovedì 5 ottobre 2017

Persepolis - Marjane Satrapi

Del 2000

Primo fumetto iraniano mai pubblicato

L'autrice, Marjane Satrapi, racconta la sua vita cercando di spiegare che "non si può giudicare una nazione intera (Iran) per gli errori di pochi estremisti".

Il racconto parte dai suoi ricordi di bimba di nove anni fino a quando è costretta ad ammettere che la sua unica via d'uscita per una vita serena è espatriare. Prima di lasciare il suo paese a 24 anni però Marjane visse con la sua famiglia uno dei periodi più tragici della storia dell'Iran: la "Rivoluzione islamica" e la guerra di oltre otto anni contro l'Irak.
I disegni sono semplici ed in bianco e nero ed hanno la capacità di fissarsi nella mente in modo indelebile. Nonostante spesso l'autrice parli di morti e torture non è una lettura pesante. 
Persepolis di Marjane Satrapi è
un viaggio in una vita ed in un mondo che subisce ingiustizie ma che non si lascia schiacciare. Marjane Satrapi sopravvive alle bombe e alla galera, cade nel circolo vizioso delle droghe leggere, fa la senzatetto e cade in depressione ma riesce ogni volta ad uscire da ogni situazione difficile grazie forse al regalo più grande fattole dai suoi genitori: quello di saper usare il suo intelletto. 

Certo Marjane Satrapi è stata una persona fortunata: non fa cenni plateali allo stato economico della sua famiglia ma accenna alla loro domestica, al padre che aveva una Cadillac e sopratutto... ebbe la possibilità di scappare in Austria e vivere là quattro anni mentre la guerra era nel pieno dello svolgimento.

Persepolis fa luce sulle condizioni di vita di un Paese sotto il regime islamico in cui la cosa che traspare di più non è solo il fanatismo religioso quanto la mancanza di libertà che a volte viene (ottimamente) descritta come mancanza di aria
Quello che emerge è la volontà di un popolo che, nonostante divieti di ogni genere, cercava in ogni modo di non sottostare ad un sistema che fece ripiombare l'Iran indietro di oltre mille anni.

Persepolis accenna anche al fatto più spinoso ovvero che dietro queste costanti guerre nel territorio mediorentale agiscono le vere potenze nemiche vogliose di petrolo che si nascondono dietro la parola "alleati".

Satrapi fa spesso cenno al fatto che i genitori parlavano con lei come un'adulta sia che si trattasse di sesso che di politica; le regalavano libri e sopratutto le facevano venire voglia di leggere perché "solo facendosi una cultura poteva capire meglio gli eventi della vita". 

Il fatto che sia un fumetto non banalizza la Storia anzi rende più comprensibili certe situazioni e permette un certosenso di immedesimazione. Mentre si legge ci si fa tante domande: come sarebbe stato andare in scuole separate? Come sarebbe stato avere uno zio imprigionato e poi ucciso? come sarebbe stato se avessimo dovuto uscire di casa obbligate a mettersi il velo, senza truccarsi, senza avere un maschio vicino per non incorrere in un arresto o qualche tortura? Come sarebbe stato subire un attacco aereo, correre in cantina, tornare di sopra e scoprire che parte della via non c'era più (e con essa i suoi abitanti)? Come sarebbe stato vedere il braccialetto di una nostra amica attaccato a un pezzo di lei sotto le macerie? Come sarebbe stato manifestare, studiare, avere degli amici in un paese che proibiva ognuna di queste cose? E' già difficile da pensare, pensate che ancora oggi esistono milioni di persone in queste condizioni.
Lo stile di Marjane Satrapi in Persepolis è piacevole, a volte quasi divertente. Sembra di avere davanti a noi quella ragazzina irriverente che manda a quel paese suore bigotte e ci sentiamo un po' lei quando è da sola a Vienna senza famiglia e senza amici.
Il libro si chiude con un Addio che senza la nuova vita di Marjane: una vita lontana da un Iran in cui le è stato impossibile continuare a vivere nonostante questo le sia costato la divisione con ciò che aveva di più caro, la sua famiglia.

Chiudo con una vignetta dell'amata nonna di Marjane, una donna che avremmo amato ed ammirato tutti noi:


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