Recenti studi hanno dimostrato che le persone che per motivi di studio o di lavoro fanno i pendolari soffrono di: attacchi di panico e stati d’ansia; hanno meno amicizie, sono maggiormente insofferenti rispetto alla media e oltre a vivere peggio…vivono anche meno!
Se ci tenete a me, dovreste preoccuparvi perché quest’anno anche io sono una di loro.
Tutti i giorni affronto la temibile linea Milano-Mortara per raggiungere Vigevano e i disagi sono all’ordine del giorno.
A fine estate non si presagiva nessun disguido anche se ogni tanto si trovava qualche carrozza con il riscaldamento acceso. Con 35° fuori, riscaldamento acceso. Chi riusciva a non svenire, cercava una carrozza dove (in mancanza di aria condizionata) ci fossero almeno dei finestrini. Nada. O caldo infernale da riscaldamento o caldo da tappati dentro come topi.
Con il cambio della stagione ero fiduciosa e pensavo: “Se quest’estate andavano i riscaldamenti significa che il sistema va e quest’inverno non avrò mai freddo!”. L’inverno, fortunatamente mite, è arrivato e le mie aspettative sono andate in fumo quando preso possesso di un sedile blu dopo ardua lotta, dal bocchettone vicino al finestrino è uscito un getto inspiegabile di...aria fredda. Non ci potevo credere. Via il giubbotto non perché la mamma diceva che al chiuso ci si deve spogliare se no quando si esce poi si sente più freddo, no! Via il giubbotto per tamponare spifferi lunghi un metro! A volte fa tanto freddo che davvero sembra di essere circondati da una mega spruzzata di ghiaccio secco.
Il bello però è quando ti svegli ogni mattina all’alba.
Per arrivare in ufficio (Milano – Centrale) alle 8.30 devo prendere il treno delle 6.46. Avete letto bene: 6.46. Quasi due ore prima per un viaggio stimato in 32’ da Vigevano a Porta Genova e 20’ da P.ta Genova a Centrale.
È giusto che tutti sappiate che…
C’erano una volta dei treni con i seguenti orari:
6.46/7.08/7.40/7.51 e così via.
Quello delle 7.08 era comodo e vivibile per chi doveva iniziare a lavorare prima delle 9 ma un bel giorno le ferrovie hanno pensato bene di farci un regalo e? L'hanno cambiato e gli hanno comandato di passarci a prendere alle 7.22. Quell’orario era rischioso per gli obbligati delle ottopuntotrenta, bisognava prepararsi a grandi corse una volta giunti alle porte di Milano ma, per rendere l’avventura ancora più interessante, han fatto si che (non si sa per quale motivo preciso) non si partisse mai prima delle settepuntotrenta! Arrivare alle 8.30 in ufficio diventava un’impresa, solo pochi hanno osato sfidare lancette e datori di lavori e i più…si sono riversati in massa nel trenino prima, il tremebondo seipuntoquarantasei.