Avete capito bene, settanta libri letti in un anno.
Ho battuto il mio precedente record di 68. Dite che nel 2023 riuscirò a fare meglio? Non so però in casa ho dei titoli super interessanti che non vedo l'ora di iniziare. Prima di raccontarvi quelli che quest'anno mi è piaciuto di più leggere vi faccio vedere con orgoglio tutte le settanta copertine tenute in mano nel 2022:
oggi vi parlo di un film che non ho visto passare nelle sale cinematografiche italiane e che ho trovato casualmente su internet. Mi sono fatta trasportare da queste quattro parole chiave: #JulietteBinoche, #Traghetto, #Normandia e #lavoroprecario.
Ognuna di queste "parole-chiave" suscita in me un'emozione: la Binoche perché è una donna veramente elegante nella sua semplicità. Il traghetto perché ogni anno ne ho preso più di uno per fare delle lunghe traversate e, a parte i divieti per i cani, mi diverte tutto: il salire e parcheggiare millimetricamente la macchina, la cabina insonorizzata, la vista del mare dal ponte... La Normandia perché ci sono stata quattro anni fa e anche se ho preferito la Bretagna del Nord è stato un viaggio particolare ed il lavoro precario perché... bè chi mi conosce sa la mia storia lavorativa passata ed attuale.
La trama di Tra due mondi vede al centro Marianne, una donna di mezza età separatasi dal marito ed in cerca di lavoro dopo ventitré anni da casalinga. Immettersi nel mondo del lavoro con quelle credenziali non è facile e l'unico lavoro che le propongono è come addetta alla manutenzione ovvero donna delle pulizie tra paghe minime, contratti ad ore, quintali di merde fisiche e "metafisiche". Eh si perché nel mondo delle pulizie gli stronzi peggiori non solo quelli marroni dei cessi ma le persone che gestiscono queste agenzie di servizi!
L'inizio di Marianne non è dei migliori: viene infatti licenziata dopo il primo giorno di lavoro per essere stata lenta ed aver risposto al capo arrogante. Quando torna in agenzia però c'è un altro problema: la selezionatrice l'ha riconosciuta. Marianne infatti è
Rose è una psicologa che durante un turno di lavoro incontra una paziente con una crisi psicotica che si suicida davanti a lei. La cosa più inquietante di tutto è il ghigno della ragazza che l'accompagna anche nei giorni successivi quando sembra che lo spirito della morta riesca infilarsi in casa sua e fare cose assurde. Il ragazzo di Rose inizia ad essere insofferente e la sorella l'allontana dopo l'inquietante regalo fatto a suo figlio (un gatto morto). L'unico a credere a Rose è Joel, l'ex fidanzato poliziotto che riesce a farle avere un colloquio con l'unico sopravvissuto dell'inquietante catena di suicidi ora rinchiuso in carcere di massima sicurezza. Rose arriva ad un'unica, tragica, soluzione: affrontare il demone da sola per non passare la maledizione a nessun altro. Solo che Joel arriva a salvarla e a lei non resta che fargli un enorme e fatale sorriso...
Allora: nei traler al cinema sembrava molto più inquietante. I momenti di paura sono
Questo film del 2020 si può trovare su Netflix e si avvale di un'ottima performance di Elio Germano nei panni dell'ideatore della micronazione dell'isola delle rose ovvero Giorgio Rosa.
Il film di Sidney Sibilia non è però l'unico "omaggio" a questa impresa che tanti hanno dimenticato e molti di più non conoscevano; nel 2009 la produzione Cinematica portò un suo documentario all'IFDA (International documentary film festival di Amsterdam) e lo potete trovare su youtube e qui sotto:
Quoto dalla descrizione sotto il loro video: "La vicenda narra dello “stato indipendente” costituito e costruito su di una piattaforma dall’ingegnere bolognese Giorgio Rosa nel 1968 al largo della costa riminese, appena fuori le acque territoriali. Proclamata nazione indipendente il 1° maggio 1968, con una superficie di 400 metri quadrati, l’esperanto come lingua ufficiale ed emissione di francobolli. Il caso suscitò grande scalpore e
Urca nel titolo mi sono superata e vi ho già detto tutto. O quasi. Manca solo che, visto il panorama generale dei film ultimamente in circolazione, LOU merita un bel sei e mezzo e quindi ve lo consiglio.
Nonostante un cast molto limitato (la maggior parte del film è "tenuta in piedi" da soli tre attori) LOU si rivela un film godibile grazie ad una trama che incuriosisce fin dall'inizio svelando il punto forte verso tre quarti del film.
La protagonista Lou è interpretata daAllison Janney (vista in Mom, Hairspray, The Help, Tonya), una sciura trasandata che caccia cervi per sfamare il suo cane. Lou, oltre che trasandata, è poco socievole ma dopotutto… è in procinto di suicidarsi. Chi non lo sarebbe? Sull'isola dove abita è prevista una forte tempesta e quella rompiballe della vicina entra in casa proprio sul più "bello": l'ex marito le ha rapito la figlia! Lou non se lo fa ripetere due volte e armata di fucile e cane parte all'inseguimento. Hannah è sconvolta dalle doti della vicina di casa che
Film al cinema. Ma che trovate anche su Netflix. Io però vi consiglio la prima opzione perché rispetto alle pellicole in cartellone questa, a mio avviso, merita di più.
Daniel Craig, Edward Norton, Kate Hudson, Janelle Monaé come attori protagonisti e Hugh Grant, Angela Lansbury, Natasha Lyonne, Ethan Hawke e Serena William in piccoli cameo. Ambientato su un'isola greca, cena con delitto il cui mistero si svela solo alla fine. Cosa volete di più da un film di oggi? recensioni film, qui.
Si ma... la trama com'è? Godibilissima.
Durante il primo periodo della pandemia Miles, un super miliardario, invita i suoi storici amici sull'isola greca in cui ha costruito un (inquietante) buen retiro. Mentre la massa di pecore sta terrorizzata chiusa in casa a fare l'uncinetto i ricchi fanno festa, viaggiano e... si spruzzano in bocca una sostanza che li protegge da ogni pericolo di contagio(…). Nel gruppo si è unito il famosissimo detective Benoit. Ma chi l'ha invitato?
Fidati del tuo cane, ci dice Simone Dalla Valle nel suo ultimo libro uscito a Novembre 2022. In copertina c'è la facciona del suo amato Shaka, morto l'anno scorso e a cui è dedicato il primo e più lungo dei ringraziamenti finali.
Trust your dog è un libro piccolo e quadrato, lungo solo centoventi pagine e suddiviso in undici capitoli:
Esplorare
Giocare
Annusare
Viaggiare
Muoversi
RIlassarsi
Sorprendere
Educare
Liberare
Amare
Adottare
consigliato soprattutto alle persone alle prime armi con i cani o che hanno poche conoscenze cinofile. Questo perché il libro di Dalla Valle non si pone come un manuale di educazione ma è più una chiacchierata tra amici, uno dei quali ha molta più esperienza dell'altro. Esperienza ricca e gioiosa ma anche sofferta (ed è ammirevole il suo mettersi a nudo nell'introduzione).
Arriva dal 1995 un libro che dubito che oggi potrebbe venir pubblicato. E non so se è un bene o un male.
Scritto da Giobbe Covatta il comico, si! l'idea del libro Sesso? Fai da te! è divertente, come l'ultima di copertina in cui i vari parenti dell'autore tessono le lodi dell'opera. Opera chiaramente ironica e super politicamente scorretta che gioca sui doppi sensi e le storpiature delle parole per suscitare una risata. Solo che questo espediente, ripetuto per centoquaranta pagine a me ha stancato molto prima della fine.
Come definire questo libro? coraggioso? provocatorio? divertente? osceno? stupido?
Per me far ridere è difficilissimo e soprattutto è difficile farlo a lungo e secondo me Covatta non c'è riuscito.
Voi avete letto questo libro o ne avevate almeno sentito parlare?
Natale, si sa, risveglia un po' in tutti la voglia di tornare al cinema. No?
Ecco infatti in cartellone il redivivo trio di Aldo Giovanni e Giacomo e... poco altro. Netflix ha messo on-line il suo cinepanettone con due nomi abbastanza di richiamo (De Sica e Finocchiaro) che però non bastano a tenere in piedi un film dalla trama imbarazzante.
La trama è semplice e gioca su un verosimile luogo comune, quello secondo cui una volta che i figli crescono non vogliono più passare le feste con i genitori. Viaggi verso mete romantiche per i primi e disperazioni per le mamme. Mai sottovalutare però il carattere vendicativo delle genitrici che dimostrano, una volta di più, di saperne una più del diavolo. Ma siamo sicuri poi che la loro trovata sia davvero simpatica?
Una coppia di genitori accompagna malinconicamente i due figli fuori casa: è ora per loro di andare a vivere da soli. Mamma e papà si aspettano però che almeno ogni tanto i pargoli tornino al nido per fare una cena insieme ed invece i due giovanotti paccano anche il giorno del loro compleanno. Così la mamma, con la scusa della morte di una lontana parente, fa sapere loro (tramite la nonna) che
Pubblicato nel 2019, questo volume edito da Mondadori ha una copertina accattivante ed un proposito interessante: far conoscere le storie di dieci donne "strane, pericolose, esagerate, difficili da collocare":
Moana Pozzi
Caterina da Siena
Grace Jones
Sorelle Bronte
Moira Orfei
Tonya Harding
Marina Abramovic
Shirley Temple
Vivienne Westwood
Zaha Hadid
Attrici (anche porno), atlete, stiliste, perfomer... Le dieci donne scelte da Murgia e Tagliaferri sono state protagoniste di mondi differenti eppure ognuna a suo modo è stata capace di colpire l'immaginario comune. A quale costo? Molte volte hanno perso la famiglia, altre volte i premi e le vittorie. Ne è valsa la pena? Quando finirete questo libro scrivetemelo nei commenti. Comunque sia, come disse una volta Moana "io magari morirò prima di altri, ma
Ci sono delle cose nella vita che si conoscono solo per sentito dire e di cui però si conoscono quasi tutti i particolari.
La seconda guerra mondiale è un argomento che si studia a scuola e che conosciamo quasi tutti a grandi linee. Alcune delle parole chiave potrebbero essere: guerra, morti, ebrei, campi di concentramento, olocausto, shoa, treni, Auschwitz.
Per la maggior parte delle persone la seconda guerra mondiale è indelebilmente associata all'idea degli ebrei nei lager con i vestiti a righe. Sono stati fatti centinaia di film e pubblicati migliaia di libri ma non penso che molti abbiano davvero approfondito l'argomento: perché andare a rinvangare qualcosa di così atroce? Forse per capire che ciò che è successo una volta potrebbe anche capitare ancora? Forse per capire che il progetto di sterminio degli ebrei non fu una decisione impulsiva ma un piano iniziato già negli anni '30? Forse perché dopo la fine della guerra ci sono state persone che hanno tentato di negare l'esistenza dei campi, dei crematori e del programma di soluzione finale?
pianta di Birkenau
Il libro di Shlomo Venezia, ebreo greco (catturato quando aveva vent'anni) si colloca proprio qui, testimone diretto della faccia più oscura del campo di Auschwitz: le camere a gas, le fosse comuni ed i crematori.
Shlomo fu uno dei pochi sopravvissuti di quel tremendo reparto i cui compiti erano:
accompagnare i selezionati all'interno degli spogliatoi
invitarli a togliersi i vestiti con calma per fare la doccia
sbarrare le porte
calare dall'alto lo Zyklon B
recuperare i cadaveri
tagliare loro i capelli
cavare loro i denti d'oro
portarli nelle fosse a cielo aperto o nei crematori
pulire e ridipingere i locali delle camere a gas dopo ogni gassazione
perché la sua testimonianza è così importante?
Perché poco prima della fine della guerra i tedeschi bruciarono tutti i documenti relativi al numero degli internati dei campi e
Un anno dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, Rudolph Hoss (per tre anni comandante ad Auschwitz) venne arrestato dalla polizia militare britannica, interrogato a Norimberga ed infine inviato in Polonia dove vene condannato a morte per impiccagione l'anno dopo.
Questo testo lungo duecentocinquanta pagine è la sua autobiografia scritta durante la prigionia e vi lascerà interdetti. Nessun pentimento, una strana compassione, qualcosa di sorprendente per un condannato a morte che ha la possibilità anche di inventare falsi sentimenti per lasciare un più bel ricordo di sé ed invece, la cosa forse più atroce, è leggere un resoconto preciso, asettico e quasi pedante sull'immane lavoro assegnatogli ad Auschwitz ed il suo affanno per provare a riuscire a far funzionare tutto al meglio. E con "tutto al meglio" si intende il processo di sterminio di migliaia di persone al giorno, anche quattromila!!!
Hoss parte a raccontare dalla sua infanzia, dalla sua ritrosia verso gli abbracci delle sorelle ed il rapporto asettico con i genitori. Racconta del suo destino tracciato dal padre che voleva per lui una carriera ecclesiastica ed il suo desiderio invece, fin da giovanissimo, di essere un soldato e di combattere in prima linea. Esercito e cameratismo come unici ambienti in cui si trovava a proprio agio poiché "capace di vivere soltanto in un mondo di doveri rigidi e di rapporti ordinati gerarchicamente", la sua testimonianza fu inaspettata perché mentre gli altri imputati si dichiaravano innocenti o cercavano di smentire i racconti dei sopravvissuti lui si dimostrò molto comunicativo e
Un assistente universitario presenta un innovativo algoritmo chimico che purtroppo non viene accettato dalla commissione e perde il posto come ricercatore.
Trentasette anni, notevole carriera universitaria e tante bollette da pagare: come fare ad andare avanti? (link recensioni film)
Ispirandosi a breaking bad! ovvero mettendosi a sintetizzare sostanze chimiche ed iniziando a spacciare sfruttando un cavillo della legge che punisce solo le sostanze già riconosciute come droghe e quindi… creandone una ex novo.
Il protagonista mette su una banda improvvisata composta tutta da conoscenti, eccellenti laureati, ritrovatisi a fare lavori umili e sottopagati.
E l'inizio è dei più promettenti: le pasticche vanno a ruba e i soldi fioccano a palate. Primo comandamento: non cambiare lo stile di vita però! Ma i soldi facili offuscano le menti e la compagnia si ritrova presto ad imitare i gangsta delle serie tv senza averne però le caratteristiche "morali". La banda dei ricercatori finisce vittima dello spacciatore più pericoloso della zona, il murena (ex ingegnere), e capisce che
"Claudio Bisio e Vittoria Puccini insieme: dai che ci aspetta un gran film".
Le ultime parole famose…
Giulio (Bisio) rientra a casa dopo il lavoro e scopre indispettito che sua moglie Fede (Puccini) ha invitato a cena i focosi vicini di casa, quelli che quando scopano fanno tremare i muri. Lui non fa nulla per mettere a proprio agio gli ospiti che hanno l'aria dei marpioni e si scusano per i rumori molesti. La cena prosegue tra il sarcasmo di Giulio che proprio non ce la fa a rimanere serio e le piccanti rivelazioni dei vicini che rivelano di fare
Riguardo alla tragedia della Seconda Guerra Mondiale e all'Olocausto ci sono migliaia di libri e di film che offrono testimonianza di uno dei periodi più bui della storia dell'Umanità (vi consiglio di leggere La banalità del maledi Hannah Arendt) ma questo di Susan Bulanda fa luce su un aspetto di cui si è sentito parlare poco: le storiedegli animali domestici delle vittime dell'Olocausto.
Prima che qualcuno si innalzi a far polemica dicendo che vite umane ed animali non sono paragonabili vi riporto alcuni passi presi dall'introduzione di questo libro: "Leggendo il Diario di Anna Frank mi ha colpito il fatto che quelle famiglie fossero disposte a rischiare la vita pur di portare con sé, nei nascondigli, i loro animali... allora non esistevano gruppi di sostegno per chi perdeva un animale domestico. Quasi non si osava parlarne o farne un dramma visto quello che stava succedendo agli esseri umani... Tutti i racconti di questo libro parlano del legame tra l'uomo e gli animali... un legame che è portato avanti dall'origine dei tempi".
A proposito di film LGBT drammatici ecco un titolo che descrive bene la tragedia di essere gay negli anni '60.
Chicca: le protagoniste sono due attrici top dell'epoca: Audrey Hepburn e Shirley MacLaine! Della prima non avevo visto nessun film e l'ho trovata splendida (anche se rigida).
Trama: Martha e Karen, due ex compagne di studi gestiscono, insieme alla zia di Martha, una scuola privata. Una delle alunne è particolarmente insolente e finisce spesso in punizione ed un giorno per non finire in castigo, racconta alla nonna la conversazione tra Martha e sua zia in cui quest'ultima aveva definito innaturale il rapporto tra Martha e Karen. Sconvolta dalla rivelazione, la nonna decide non solo di ritirare la nipote da scuola ma di far sapere a tutti i genitori delle compagne del rapporto scandaloso tra le due maestre. La scuola si svuota e
MEGAN è UNA CHEERLEADER CHE APPREZZA STARE CON LE SUE COMPAGNE, SOPRATUTTO PER LE LORO FORME ARMONIOSE. NELL'ARMADIETTO HA APPESA LA FOTO DI UNA BIONDA BELLISSIMA E ODIA LIMONARE COL SUO FIDANZATO (OVVIAMENTE GIOCATORE DI FOOTBALL AMERICANO). UN GIORNO TORNA A CASA E TROVA FAMIGLIA ED AMICI RIUNITI INSIEME AD UN RAPPRESENTANTE DELLA "ETERO è GIUSTO". "MEGAN SEI LESBICA", LE DICONO IN CORO. ED E' ARRIVATA L'ORA CHE TU GUARISCA! LA SPEDISCONO QUINDI IN UNO DEI CENTRI DI CONVERSIONE TANTO CARI AGLI AMERICANI (C'è ANCHE IL FILM LA DISEDUCAZIONE DI CAMERON POST CHE NE PARLA): UNA CASETTA TUTTA AZZURRA E ROSA GESTITA DA UNA RESPONSABILE CON UN METODO BEN PRECISO IN TESTA PER RIPORTARE LE PECORELLE SMARRITE SULLA RETTA VIA.
FORTUNATAMENTE BUT I'M A CHEERLEADERFA MOLTO RIDERE ED AFFRONTA QUESTA DELICATA TEMATICA, CHE
Guardi la locandina di un film e vedi Matt Damon, Ben Affleck, Adam Driver e Jodie Comer nel cast, diretti da Ridley Scott (Alien, Blade Runner, Il gladiatore, Soldato Jane) e pensi: "oggi mi guardo un gran film!".
Ecco, prima di tutto, se riesci a rimanere sveglia è un'impresa. Poi però il tuo premio sarà un finale scontato dopo un assurdo ed infinito svolgimento che vede la trama ripetuta per ben tre volte ovvero raccontata dal punto di vista dei tre protagonisti! Una roba allucinante che
Un ristorante esclusivo su un'isoletta privata con accesso su invito e conto sopra i mille euro. Ma come disse il cerchio nella casa tutta spigoli: c'è qualcosa che non quadra.
Tra gli invitati infatti c'è un'intrusa, Margot, che scombina i piani dello chef: perché lei è lì? E perché lo chef è così in sbattimento?
Anche Margot non sembra capirlo e soprattutto se lo chiede lo spettatore. Ma lo scoprirete presto, diciamo a metà... portata.
Prima di svelarvi tutta la trama del film The Menù vi dico che nella sua assurdità è comunque uno dei film più carini in circolazione (merito anche del notevole cast: Ana Taylor-Joy, Ralph Fiennes, Nicholas Hoult, Janet McTeer, Judith Light).
La cena sembra procedere bene perché tutti i clienti del particolare ristorante sentono di star vivendo un'esperienza che solo pochi possono permettersi. Quando però iniziano ad arrivare i piatti nessuno sembra davvero contento di essere lì. Soprattutto quando sulle loro "piadine" sono stampate
Due sopravvissuti ai lager nazisti trovano cure e rifugio in Svezia. Entrambi sono molto malati, uno è in fin di vita. Miklos però decide di non rassegnarsi al suo destino e scrive una lettera ad ognuna delle centodiciassette donne di origini ungheresi ricoverate in Svezia. Molte di queste gli rispondono ma è Lili a colpirlo di più e ad
"Uno dei libri più belli che mi siano capitati tra le mani negli ultimi tempi" è il commento di Alessandro Piperno che campeggia in copertina.
All'inizio ero dubbiosa. Chi è Piperno? Cosa legge e cosa gli piace di solito? link recensioni libri.
Eppure se mi chiedeste cosa ne penso de La simmetria dei desideri vi direi la stessa cosa: "uno dei libri più belli che mi siano capitati tra le mani negli ultimi tempi" perché fa immergere completamente nella bellezza dell'amicizia e della vita.
Emozioni, situazioni, paesaggi, momenti: Eshkol Nevo vi farà sentire il quinto amico. Quinto perché i protagonisti de La simmetria dei desideri sono quattro: Yuval (voce narrante), Ofir, Amichai e Churchill e sono sicura che in molti momenti avreste davvero voluto far parte della loro compagnia.
La trama vede i quattro amici incontrarsi per vedere una partita di calcio e scrivere i loro desideri su dei foglietti che leggeranno quattro anni dopo, ai prossimi mondiali. Il racconto si dipana così lungo quei quattro anni e non solo, raccontando i cambiamenti di ognuno di loro e del loro rapporto. All'avvicinarsi del mondiale tre desideri sembrano essersi realizzati ma, incredibilmente, non
Dopo aver letto l'omonimo libro, che trovate recensito qui, mi sono ricordata che ne avevano fatto un film e così sono andata a cercarlo e ho scoperto che:
è uscito nel 2017
dura un'ora e quaranta minuti (ma sembrano tre)
lo potete trovare su netflix
E prima di rispondere alla fatidica domanda: "è più bello il libro o il film?" vi racconto qualche differenza scovata in questa versione cinematografica de Il gioco di Gerald.
l'attore che interpreta Gerald è molto più vecchio ed in forma del suo omonimo del libro
tutte le voci che Jessie si immagina vengono ridotte a due: la sua e quella del morto (che però nel libro non esistono)
il cane tenta di morderla (nel libro no)
Il libro era pesante, soprattutto nei pezzi delle "voci" immaginate dalla protagonista ma il film è di una pesantezza cosmica!!! Non riesce mai a trasmettere la stessa tensione del libro, è monotono, silenzioso e sonnolento nonostante la trama abbastanza inquietante. Non sono riusciti a rendere spaventosi neanche il cane e il mostro dei cadaveri!
Quindi, ancora una volta, libro batte film.
Curiosità: nel film il marito vede il cane per strada e lo chiama Cujo come il protagonista di uno dei primi libri di Stephen King
Il "GIOCO DI GERALD" però è anche un film, non vi sbagliate (è uscito nelle sale nel 2017) quindi per chi fosse pigro ma interessato alla potrebbe virare sulla versione video.
Il libro, ovvero l'dea originale, è stato pubblicato nel 1992 ed è lungo trecento settanta pagine. Che avrebbero potuto essere molte meno, a mio avviso.
Jessie e suo marito Gerald partono per un weekend al lago nella loro bella casetta isolata nel bosco.
Per ravvivare il sesso coniugale si sono dati a foulard e lacci ma al lago Gerald ha in serbo qualcosa di più avanzato: delle manette vere e proprie! A metà del gioco però Jessie non ha voglia di proseguire e chiede al marito di liberarla scoprendo inaspettatamente che la sua paura lo sta eccitando ancora di più. E soprattutto che non sembra intenzionato ad ascoltarla e a fermarsi. Quando Gerald sta per prenderla con la forza Jessie riesce a
Siete costantemente preoccupati? Sentite il cuore battere in modo strano e provate un tremendo peso in mezzo al petto?
Iniziate a fare dei grandi respironi e sappiate che non siete soli: almeno cinque milioni di persone, solo in Italia, soffrono di ansia e in totale nel mondo siamo in circa cinquecento milioni!!! So che questa cosa non vi rincuorerà più di tanto ma forse vi farà sentire meno strani e difettati.
Prima di addentrarmi nel dirvi qualcosa di più del libro Ansia di Giampaolo Perna vi anticipo che "no", tra queste pagine non troverete nessuna lista di cose da fare per sentirvi meglio, nessun "piano di azione" o sfida dei trenta giorni per provare a riprendere in mano la vostra emotività e la vostra vita.
La scelta di Perna è stata particolare: piuttosto che addentrarsi nel mondo dell'ansia in modo "scolastico" (nel senso di libro da studiare) ha scelto di condividere con il lettore
Nonostante il nome complicato l'aspidistra è una pianta molto comune, tanto comune da essere scelta come ornamento in quasi in ogni casa inglese e da diventare la protagonista del libro insieme a Gordon Comstock. Di Gordon non abbiamo una foto ma dell'aspidistra si: guardatela qui a destra!
Fiorirà l'aspidistra
venne pubblicato nel 1937
si ispira a tratti autobiografici
è un romanzo "rabbioso"
descrive magistralmente l'ansia che caratterizza la vita delle persone vittime dei soldi
L'edizione curata da Liberamente lo riassume così (i numerini di fianco riportano alle mie note sotto):
"In tale opera vediamo narrate le vicende sentimentali di un aspirante scrittore(1), Gordon Comstock, che lavora come commesso in una libreria. L'uomo proviene da una famiglia piccolo-borghese e cresce tra le umiliazioni (2) subite da parte di allievi più ricchi di lui. Gordon si ribella al culto del denaro e delle apparenze cui la sua classe di appartenenza si aggrappa e decide di rinunciare al suo lavoro di pubblicista (3) ben pagato per diventare commesso in una libreria, tra lo sgomento di familiari e amici. Invece di dargli la
Dopo aver letto il libro Per fortuna si muore in pieno stile The Truman Show mi è apparso davanti agli occhi questo film che parla ancora di guerra ma non la seconda (e più popolare) bensì la prima guerra mondiale, quella più trascurata sia a scuola che in televisione, quella più lontana nella nostra memoria e che ha visto morire in battaglia oltre 17 milioni di persone..!
Il protagonista di Niente di nuovo sul fronte occidentale è Paul, un ragazzino tedesco non ancora maggiorenne, che falsifica la firma dei genitori per potersi arruolare insieme ad i suoi amici per combattere per la patria. Dopo un addestramento minimo e l'entusiasmo alle stelle i giovani si ritrovano subito a
Burt e Harold sono due amici conosciutisi in guerra. Il primo, medico, ha perso un occhio durante il conflitto mentre il secondo, avvocato e di colore, è rimasto ferito più leggermente. Entrambi conoscono Valerie, infermiera che crea oggetti con le schegge estratte dai feriti, e stringono un patto di amicizia. Finita la guerra vivono liberi, insieme, ad Amsterdam ma poi Burt vuole tornare a casa e si dedica alla cura dei reduci. Quando anche Harold vuole tornare negli Usa... Valerie si dilegua evitando a tutti un triste addio. I tre amici si incontreranno dodici anni dopo mentre cercheranno di
Chi è che non ha immaginato, almeno una volta nella vita, di poter viaggiare nel tempo?
Prima della trilogia cinematografica di Ritorno al futuro, degli anni '80, ecco che Wells si cimentò nell'impresa di raccontare un ipotetico viaggio nel futuro addirittura nel 1895.
I personaggi del libro sono pochi e la storia ruota intorno al racconto che l'eccentrico viaggiatore nel tempo fa ad un ristretto numero di intellettuali di diversa provenienza suscitando in loro una profonda perplessità. Quando però il gruppo lo vede arrivare con i piedi gonfi, i vestiti sporchi e la faccia insanguinata decide di dargli ascolto e quello che ne risulta è questo: grazie alla sua macchina fatta di quarzo ed altri materiali pregiati, il viaggiatore nel tempo si ritrovò nell'anno 802.701 in cui gli uomini sembravano essere diventati simili ad
Una testimonianza dal fronte, un racconto che trascina i lettori in prima linea tra piedi gonfi, fame, sete, polvere, rumori, paura e morte.
E non importa tanto di che guerra si tratti quanto di come, oggi e sempre, le guerre siano eventi atroci in cui civili e soldati sono tristemente solo delle pedine sacrificabili in nome di obiettivi (sempre) poco chiari.
Per fortuna si muore è un romanzo autobiografico di Marcello Magoni, classe 1917 che ha sentito il bisogno di scrivere e pubblicarlo quasi quarant'anni dopo la fine della seconda guerra mondiale. E le sue centossessanta pagine dovrebbero essere lette a scuola o nei telegiornali quando troppe persone si riempiono la bocca di slogan nauseanti e pochi, reali, interessamenti.
L'autore aveva poco più di venti anni quando fu chiamato a partire per l'Eritrea ed in lui fu sempre acceso il sacro fuoco della difesa della Patria. Il vecchio Marcello sembra guardare indietro con indulgenza verso quel ragazzino la cui testa era stata riempita di ideali e di poca informazione oltre che di poca preparazione (non sapevano neanche i colori degli aerei nemici). Mandato allo sbaraglio insieme a migliaia di altri ragazzi come lui, (si) scopre presto tutta l'impreparazione e l'imperfezione di un'operazione militare condotta senza logica oltre che senza materiali (oltre a non avere al fianco carri armati o aerei di sostegno lui e i commilitoni a volte non avevano neanche un fucile con cui affrontare le missioni!!!). Pochi però sono i soldati che
Un mondo senza più guerre in cui la pace è mantenuta a suon di persecuzioni.
E' uno strano compromesso quello che accettano i protagonisti di questo romanzo, un paradosso che non comprendono appieno finendo per ritrovarsi invischiati in derive che per essere accettate richiedono una sola cosa: non pensare.
Il padrone del mondo è un romanzo del 1907 che fece scalpore fin dalla sua pubblicazione e che ancora oggi è capace di mettere i brividi per la comprensione delle tremende implicazioni che un mondo di "tutti uguali" potrebbe portare.
I protagonisti del libro sono
Oliviero Brand - politico e teorico del nuovo sistema che accetta passivamente anche le soluzioni più violente
Giuliano Felsemburgh - il poliglotta capace di ergersi a padrone del mondo e nuovo messia dell'Umanitarismo
Percy Franklin - un prete che diventa Papa e che nelle difficoltà vede la sua fede farsi sempre più forte
Mabel - la moglie di Oliviero che riflette bene la posizione spesso subalterna delle donne e che poco prima di morire di eutanasia comprende il Mistero
Il padrone del mondo non è un libro semplicissimo e le sue quattrocento pagine si sarebbero benissimo potute ridurre di almeno un terzo. Per chi fosse pigro e non avesse voglia di cercarlo e leggerlo tutto, condivido la quarta di copertina e la "Notizia" a firma di Ettore Alberi che riassumono meglio di me i concetti chiave di quest'opera che ho scoperto grazie al bookcrossing:
Tante volte, quando noto che il mio blog non viene letto neanche dai miei parenti, mi chiedo perché ancora scrivo.
Ma oltre al fatto che mi piace scrivere, mi piace proprio la sensazione di premere i tasti e quella di vedere comparire le lettere su uno schermo bianco, dando vita ad un pensiero, pensando di intrattenere qualcuno, c'è anche una motivazione se vogliamo più malinconica ovvero quella di aiutarmi il più possibile a non dimenticare e di essere grata alla vita.
Quante volte ci commuoviamo guardando nei film quelle situazioni romantiche che non si avverano mai nella vita eppure io so di averne vissuta almeno una altrettanto emozionante e voglio raccontarla a chi ci troverà, a me ed il mio post.
Quest'estate ero fuori a cena con la Titti in Croazia. Era una delle ultime sere di vacanza. I cani erano a casa e io ero abbastanza tesa perché pensavo ai mille modi di morire che potevano escogitare in nostra assenza quando tra un boccone e l'altro ho sentito questa canzone in sottofondo
e mi sono ritrovata a cantarla in italiano (insieme ai camerieri che la cantavano in croato). E' stato un momento emozionante perché mi sono sentita orgogliosa di essere italiana ma anche perché mentre cantavo ci siamo guardati negli occhi e ho provato davvero una sensazione di vicinanza, di condivisione che qui non mi era mai capitata.
In quei quattro minuti sono stata felice, spensierata e soprattutto non mi sono sentita una straniera.
Mi accorgo che è difficile rendere quella situazione a parole ma trovo sempre magico che mi basti risentire queste note per riuscire a rivivere nella mente e nel cuore quel momento.
E a voi è mai capitata una cosa così? Se si con quale canzone?
oggi vi racconto di Dugi otok, l'isola più grande della regione di Zara il cui nome significa isola lunga (perché è lunga e stretta, massimo 5km di larghezza!). Il sito ufficiale, da cui è presa la cartina qui a destra, lo trovate qui.
Come arrivarci:
in auto col traghetto da Zara (Gazenica) a Brbinj. Durata: 1 ora e 40 minuti.
solo passeggeri col catamarano
Nota: in traghetto, se viaggiate con un cane, potrebbero cacciarvi fuori dalle zone chiuse, con tavolini e sedie, in base all'umore dell'equipaggio. Ufficialmente non c'è nessun cartello di divieto in nessuna zona della nave però!
Dugi Otok ricorda le vicine Pasman ed Ugljan perché è un'isola dall'atmosfera tranquilla ed ancora poco turistica. Inoltre, come quelle due isole, è attraversata per il lungo da un'unica strada e tutti i centri abitati sono dislocati sulla parte est, quella verso Zara.
A Dugi Otok c'è un unico distributore che si trova a Zaglav, un paesino che non ha nient'altro di notevole.
Le due località più famose e carine sono sicuramente Sali, il capoluogo, e Veli Rat un minuscolo porticciolo proprio alla fine dell'isola (verso ovest).
Sali si trova in fondo ad un'ampia baia e nonostante sia un insediamento piccolino ha veramente tutto il necessario per passare una o più piacevoli settimane di vacanza ad iniziare dai colori pastello delle sue case ottimi soggetti per vere e proprio foto da cartolina (foto qui a destra). Con le sue due panetterie, la farmacia, un mini market, l'ufficio del turismo, la gelateria e quasi una decina di ristoranti, Sali è la meta ideale anche se si decidesse di scegliere quest'isola per
"No sleep till Shengal" è l'ultima opera di Zerocalcare e recensirlo mi mette in difficoltà come fu per Kobane Calling perché non si tratta di un'opera di fantasia e leggerezza ma del racconto di un viaggio reale in un territorio e tra una popolazione ancora oggi martoriati di cui io, mi duole ammetterlo, non ero minimamente a conoscenza.
Nel 2014 gli Ezidi hanno subito un massacro da parte dell'Isis (uomini trucidati e donne violentate, rapite e/o vendute come schiave). I superstiti sono scappati sulle montagne e poi, insieme ai curdi, sono andati armati a riprendersi Shengal dove hanno cercato di ricostruire un governo con ammirevoli principi tra i quali la figura della donna al centro della società, il rispetto della diversità dei popoli e l'adesione ai principi del confederalismo democratico. Questa "autonomia" è osteggiata sia dalla Turchia che dall'Iraq (quest'ultimo li rivuole sotto la loro autorità) e visto la delicatezza della situazione è stato chiesto a giornalisti e fumettisti di andare sul posto ad ascoltare la storia degli Ezidi per poi poterla raccontare e farla conoscere al di fuori dei loro confini.
Al centro del romanzo di Alessio Mussinelli non ci sono le galline bensì altri tipi di uccelli intesi sia come volatili che come membri maschili. Nemmeno le galline è quindi un romanzo comico che ruota intorno ad una gara canora organizzata sul lago d'Iseo nel 1938 e che è ricca di doppi sensi. Il primo capitolo è davvero simpatico ed invoglia alla lettura ma poi secondo me la trama non riesce a rimanere all'altezza delle aspettative create nelle pagine iniziali. Apprezzabile il tentativo di aver voluto creare una storia allegra e divertente ma alcune scene le ho trovate discutibili (la morte di un cane nell'elica di una barca è al livello delle scenette di Grattachecca e Fichetto dei Simpsons). Qui link recensioni libri.
In generale la trama è ben ideata ma secondo me non sviluppata al meglio poiché si perde in piccole storia parallele trascurabili che appesantiscono il ritmo e non aggiungono nulla alla trama principale.
Gli abitanti di un paesino che si affaccia sul lago d'Iseo sono in fermento per l'avvicinarsi della data della gara canora die uccelli. C'è chi ha comprato un raro uccello asiatico e chi alleva di nascosto decine di esemplari mentre altri ancora sono diventati ladri per accaparrarsi gli esemplari migliori. Il protagonista è Guido, un uomo volenteroso che però
Malorie (Sandra Bullock) è una mamma single in attesa, non troppo felice, del primo figlio. Quando la premurosa sorella (Sarah Paulson) la informa del nuovo virus che sta facendo strage per il mondo Malorie minimizza ma sulla via di casa, dopo una visita di controllo, assiste con i propri occhi alla pazzia indotta dal virus: le strade si riempiono di persone urlanti che si suicidano nei modi più assurdi: c'è chi si dà fuoco, chi si accoltella e chi, come sua sorella, si butta volontariamente sotto un autobus. Malorie viene salvata dalla strada da una donna gentile che dopo pochi secondi si ammazza pure lei e si ritrova in una casa con una decina di sconosciuti: pare che il misterioso virus colpisca chi ha visto un determinato video e... tutti quelli che escono di casa senza coprirsi gli occhi.
La convivenza all'inizio è tranquilla ma dopo qualche settimana le provviste iniziano a scarseggiare e l'insofferenza inizia a farla da padrone. Alcuni volontari vanno in missione al