giovedì 19 aprile 2012

It can't rain all the time

(Hello everyone,
I'll try to do an English version of my post.
For correction and suggestions ... feel free to contact me!)

This morning, when I was about to leave the underground, I thought: "It can not rain forever."
The strange thing is that when I thought the sky was still clear (but I was informed of "the future" by the news weather).
This afternoon the sky was quickly covered with huge gray clouds and came down so much water that it seemed the day ... night.
Some of you may remember the sentence of the title because it was sayed in the film "The Raven", that became a cult classic thanks to "her" and his protagonist.
Some time ago a cinema's magazine has launched a quiz among readers. Purpose? Find out which features were most of the films seen.
That crow has settled among the first places.
In fact, I remember that not only today but many years ago when the film was released (1994), was full of diaries written with that sentence in a thousand different styles.
It 'a phrase so striking, that comes into mind.
But what is so special to become a slogan, a motto, a philosophy of life (even) for several generations?

"PERDERSI" di Lisa Genova

Non so bene che cosa spinge una persona a prendere un libro al posto di un altro. Sono entrata alla Feltrinelli sperando di trovare qualcosa che mi facesse dimenticare a breve la delusione Moccia e girando tra gli scaffali mi sono imbattuta in questo libro con la copertina verde con una farfalla stampata nel mezzo..il titolo "PERDERSI", la scrittrice LISA GENOVA.

La storia che viene raccontata è quella di una rispettata docente universitaria, moglie e madre di 3 figli grandi, che all'età di 50 anni inizia pian piano a perdere la memoria a causa di una forma di Alzheimer presenile: una parola dimenticata durante una lezione, gli ingredienti di una torta preparata a memoria per anni, la dimenticanza della strada che la riporta a casa fino ad arrivare al non riconoscere più i propri cari "Sapeva di avere una figlia di nome Lydia, ma quando guardava la giovane donna che aveva di fronte, sapere che quella era sua figlia Lydia era più una nozione accademica che una vera certezza, un fatto su cui concordare, un'informazione che aveva ricevuto e accettato come vera".

Viene raccontato in modo molto semplice e chiaro il lento declino di questa donna, il calvario delle visite (all'inizio fatte da sola per non pesare sulla famiglia) che la porteranno a conoscere il suo destino, le umiliazioni che subirà soprattutto in ambito lavorativo, il cambiamento nei rapporti con il marito e con i figli, il cercare di ricostruirsi cercando conforto in chi come lei è stato colto da questo male, in pratica il tremendo percorso che la porterà alla totale demenza.

mercoledì 18 aprile 2012

It can't rain all the time

Questa mattina quando stavo per uscire dalla metropolitana ho pensato: "Non può piovere per sempre".
La cosa strana è che l'ho pensata quando il cielo era ancora chiaro (ma ero comunque informata del "futuro" dal notiziario meteo).
Questo pomeriggio invece il cielo si è velocemente coperto di enormi nuvoloni grigi e ne è venuta giù tanta da far sembrare il giorno...notte.

Alcuni di voi ricorderanno la frase che ho scritto sopra in corsivo perchè è stata pronunciata durante il film "Il Corvo",  diventato un cult grazie a "lei" ed al protagonista.

Qualche tempo fa una rivista che si occupa di cinema ha indetto un corcorso tra i lettori. Scopo? Scoprire quali erano le frasi più caratteristiche dei film visti.
Quella del corvo si è stabilita tra i primi posti.

Infatti ricordo che non solo oggi ma molti anni fa, quando è uscito il film (1994), era pieno di diari con scritto su quella frase in mille stili diversi.
E' quindi una frase che colpisce, che entra nella mente.
Ma cos'ha di tanto particolare da diventare uno slogan, un motto, una filosofia di vita (addirittura) per diverse generazioni?

martedì 17 aprile 2012

Un duetto da brividi: Mina e Leali

Ogni tanto metto delle parole a caso in youtube e saltano fuori delle canzoni che non avevo mai sentito ma che poi mi conquistano al volo.
Questa è una di quelle. Anno 1986. La trovate a questo link E via di qua.
Ecco il testo:
I discorsi del vento,
le colline, la serenità,
il camminare più lento
della piccola comunità
dove sanno tutti
tutto quello che si fa.
Strade che ti stringono addosso,
condannato alla velocità,
ogni semaforo rosso
è un insulto alla mia libertà.
Quante volte ho detto
"me ne vado via di qua!"
E via di qua dove il tempo si riposa
E via di qua dove l'ombra si dirada
E via di qua dove un passo è già una casa,
però dico che me ne andrò
ma quando non so.
Da un anonimato selvaggio
difendiamo un po' di intimità,
prego lasciare messaggio
qualcheduno vi richiamerà.
Svendita totale per cessata attività
anche un camion di spazzatura
col lampeggiatore giallo e blu
è un rumore che rassicura
dentro il buio che respiri tu
gente del mio spazio,
gente della mia tribù.
E via di qua dove il tempo si riposa
E via di qua dove l'ombra si dirada
E via di qua dove non esiste offesa,
però dico che me ne andrò ma quando non so.
E via di qua dove il tempo si riposa
E via di qua dove l'ombra si dirada
E via di qua dove un passo è già una casa,
però dico che me ne andrò
ma quando non so
ma quando non so
ma quando non so

mercoledì 11 aprile 2012

Firenze a modo mio

Ero già stata a Firenze nel 2009. A Settembre e arrivandoci in treno. Faceva caldissimo e l'eurostar sembrava volare.
Oggi, prendere un eurostar costa 55€ a persona solo l'andata e va bene che arriva in 1 ora e 30 minuti ma è una spesa (per me) eccessiva.
Così questa volta sono tornata in questa città che mi aveva toccato il cuore in...auto.
Partenza ore 6 di mattina del giorno 7 aprile 2012 e arrivo a Firenze alle ore 10 (ma con pausa di mezz'ora in autogrill). Per strada non c'era un minimo di traffico. Spettacolo.
Su internet ho trovato un'offerta interessantissima a questo indirizzo: http://www.residencefiesole.com/ , soluzione che vi consiglio vivamente (i proprietari sono gentilissimi e se cercate residence fiesole su google maps c'è la mia recensione).
Il prezzo pagato per il soggiorno dal 7 aprile al 9 aprile (ore 19 di sera, notare l'orario!) 2012 è stato di 200€: fantastico. L'appartamento (nuovissimo) ha un solo locale attrezzato con letto matrimoniale, divano letto, cucina e bagno. Tavolo, tv, riscaldamento/condizionamento, wifi e parcheggio privato. Ci hanno fatto trovare anche succhi e brioches!


Fiesole è una sorta di quartiere distaccato da Firenze - circa 8 km - ma collegato in maniera ottimale da un autobus, il numero 7, che fermava davanti all'appartamento e si fermava in piazza San Marco
a due passi dal Duomo. Il tutto in solo VENTI minuti!
Piazzata la macchina nel parcheggio (gratuito) dell'appartamento, la prima cosa da fare è stata la carta agile, una soluzione che permette tanti viaggi. Netto risparmio rispetto al comperare i biglietti singoli (1 biglietto costa 1,20€). La cosa fighissima è che a Firenze i biglietti si possono fare: o comprandoli o facendolo chiedendo al conducente (2€) oppure mandando un sms all'Ataf (la nostra ATM o comunque la società che si occupa dei trsporti)!
In via Ricasoli, la via che collega piazza San Marco alla piazza del Duomo, c'è un supermercatino utilissimo per farsi i panini o prendere tutto il necessario per una casa.
I miei posti preferiti sono:
piazza San Lorenzo con le sue centinaia di bancarelle di borse in pelle: un "paradiso" della contrattazione
piazzale Michelangiolo con le bancarelle con le magliette a 5€ e le felpe a 10€ (le più economiche della città) ma sopratutto con un panorama fantastico. Solo che per raggiungerlo bisogna farsi una salita che costa davvero una fatica immensa.
Questa città è bella perchè ricca di storia ed arte e perchè...si gira tutta a piedi. Il sole la fa risplendere di una luce che ti rimarrà sempre nel cuore.

A breve inseritò qualche foto e qualche altra "chicca"
veduta di fronte a casa, via San Domenico, Fiesole


mercoledì 4 aprile 2012

Filastroccheggiando a Vigevano

Era sorta una nuova mattina
non si sentiva nessun canto di gallina
Solo un rumore lo stesso molesto:
era il coniglio che rosicchiava il cesto!
Scavalca scarpe, vestiti e stendini
Raggiungi il bagno a passi piccolini.
Di fronte al water uno strano duca
Un pesce dalla simpatica rossa nuca.
Nuota e sguazza continuamente
Anche quando l’acqua non è più trasparente...
Passi in cucina, senza finestre
Respiri un odore che diresti...equestre.
Invece si tratta di natura pura
Una balla di fieno attaccata alle mura!
Scendi le scale e arrivi alla corte
veloce apri l’ultima di mille porte.
Attraversi la strada "direzione verdura"
lasciandoti alle spalle una tremenda calura.
Arrivi nel tuo negozio preferito
Che ti serve dalla pasta al bollito.
Non fai in tempo a strappare il biglietto
Che una sciura ti passa davanti di getto
Non fa neanche finta di averti vista
E declama al commesso un’infinita lista.
Cambi idea e prendi il pane confezionato
E quando arrivi in cassa senti un boato.
Usare il bancomat crea scompiglio

"L'UOMO CHE NON VOLEVA AMARE" di F. Moccia

Non sono mai stata una grande lettrice ma, ultimamente, mi sono ritrovata a leggere più e più libri.

Sono passati 8 anni da quando per la prima volta ho preso in mano un libro di Federico Moccia "TRE METRI SOPRA IL CIELO" e la storia di Step e Babi mi aveva tenuta appiccicata al libro. Poi è stata la volta di "HO VOGLIA DI TE", "SCUSA MA TI CHIAMO AMORE", "AMORE14" e "SCUSA MA TI VOGLIO SPOSARE".

La settimana scorsa entro alla FELTRINELLI e vedo un Moccia's book dal titolo "L'UOMO CHE NON VOLEVA AMARE" ed io da sempre lettrice di Moccia come avrei potuto resistere? Prendo il libro, pago ed esco.

La storia in breve: Tancredi un bellissimo e ricchissimo uomo, con una ferita ancora aperta per il suicidio della sorella, incontra (in un improbabile incontro) Sofia una pianista di fama mondiale che ha smesso di suonare per un voto d'amore verso Andrea suo marito paralizzato dopo un incidente in moto.
Tancredi che con i suoi potenti mezzi può arrivare ovunque inizia un serrato corteggiamento verso Sofia, la cosa tristissima è che lui ottiene, prima di ottenere lei, tutte le informazioni su questa donna (comprese foto-diari-video) fin da quando è nata. Il corteggiamento di quest'uomo è calcolato in ogni minimo dettaglio in quanto conosce perfettamente ogni angolo della vita di Sofia.
Ne esce fuori una PESSIMA sorta di PROPOSTA INDECENTE: Sofia, dopo varie proposte,  accetterà di passare 5 giorni con Tancredi nella sua isoletta alle Fiji per la modica cifra di 5 milioni di euro che guarda caso erano quelli necessari per l'operazione che avrebbe dato la possibilità ad Andrea di tornare a camminare.
Il risultato sono 5 giorni di VOLGARISSIMA passione (nel quale l'autore non tralascia nessun dettaglio), il marito Andrea che non sospetta nulla ritornerà a camminare e lei molla Andrea e Tancredi per raggiungere la sua maestra di piano in Russia.
Nel libro l'autore lascia spazio (un capitoletto) al suicidio della sorella (che poi è la ferita che lui non riesce a chiudere e che da il titolo al libro) dovuto ad una storia di abuso familiare. Un tema così delicato e tremendo buttato li in due paginette neppure scritte tanto bene solo per scrivere qualcosa che potesse interessare.

Il mio voto per questo libro è sicuramente un QUATTRO.
Storia banale e senza senso. Scritta male e sembra un riciclo dei più fortunosi libri ma con i protagonisti  visti 10 anni dopo.
Assolutamente sconsigliato.

martedì 3 aprile 2012

Il Grande Gatsby - Francis Scott Fitzgerald

Consigliato: agli appassionati di storie americane

Voto: 7

Un vero e proprio tuffo nell'America degli anni '20. O almeno nell'idea che si ha dell'America di quegli anni. Enormi case con giardino, feste tra sconosciuti milionari e rapporti pieni di tensione.
219 pagine per una storia scritta con un linguaggio "moderno" e dal ritmo cinematografico (infatti a breve uscirà il film omonimo interpretato da Leonardo Di Caprio, sono curiosissima).
La storia è questa:
Nick Carraway va nell'Est per lavorare.
Qui va a trovare la cugina di secondo grado, Daisy, e suo marito Tom (famoso giocatore di polo).
Poche settimane dopo essersi trasferito nota che la casa del suo vicino è invasa ogni sera da centinaia di ospiti diversi che si divertono in feste esagerate. Il proprietario è Jay Gatsby, che scoprirà poi essere stato un flirt adolescenziale della cugina.
Il libro vola dal settimo capitolo in poi quando la storia inizia a farsi più chiara e ritmata.
Il finale è davvero degno di una trasposizione cinematografica e...non avrà un lieto fine perchè Gatsby, che ha cercato in tutti i modi di riscattarsi dalle sue origini modeste per ripresentarsi al meglio di fronte alla donna che gli aveva rubato il cuore (ed alla società), non si rende conto che il passato è tale proprio perchè non può più tornare.

Una citazione mi ha colpito molto: "un mondo nuovo, materiale senza essere reale, dove poveri spettri, respirando sogni come aria, andavano alla deriva a casaccio".

Mi è piaciuto.
Lo considerano uno dei primi romanzi sulla modernità e fa vedere, oggi come ieri, come nel mondo ci siano davvero poche belle persone.

lunedì 2 aprile 2012

Beisbol!

E poi fu la volta del baseball.
Ero in quinta elementare e andai alla prima lezione con il mio amico del cuore.
Eravamo in tanti, maschi e femmine giocavano (e si cambiavano) insieme.
Tutti volevamo lanciare. Il gesto era bellissimo e ci sembrava di essere dei super eroi che scagliavano palle infuocate. Il problema era che non sapevamo bene dove le lanciavamo e i pochi che venivano scelti per quel ruolo ci apparivano come dei privilegiati. L'altro ruolo ambito era il battitore. Con mazze più grandi di noi ci mettavamo impavidi davanti al lanciatore cercando di colpire qualsiasi cosa che passasse per aria. Era un ruolo ambito ma deprimente: i lanci che arrivavano erano pericolosi e le risposte fiacche. A me fu assegnato l'ultimo ruolo, quello che non piaceva a nessuno e che non so neanche bene come si definisca. Mi ha aiutata internet a ricordare, ero un esterno: giocatori che Si occupano di gestire il vasto campo esterno: corrono verso le palle che arrivano nella loro zona per cercare un'eliminazione al volo del battitore, altrimenti rilanciano velocemente la palla verso il campo interno, per fermare le corse sulle basi. Noiosissimo perchè non arrivava una palla e poi si doveva cercare di afferrarla con la sinistra (mano che aveva il guantone) e rilanciarla con la destra. Mi misero là dicendomi: "te che sei alta vai benissimo per questo ruolo!". Stavo li assopita quando una palla arrivo, centrandomi in piena faccia. Arrivava da una zona che non dovevo sorvegliare, da un bambino più piccolo che aspettava il fratello e l'allenatore per soccorrermi e farmi dimenticare il male si mise a raccontarmi di quanti e quali strati era fatta quella particolarissima pallina...
Stare li lontana da quello che reputavo il centro del gioco non mi piaceva però ricordo la prima (e forse ultima) pallina che riuscii ad intercettare al volo: fu un'emozione incredibile, ero riuscita a prendere un tiro partito da lontano facendo un salto che ho ancora in mente al rallentatore. Era stato divertentissimo ma non era riuscito comunque a farmi amare quello sport. Anche perchè poco tempo dopo ci comunicarono che maschi e femmine, se volevano partecipare ad un campionat
o, dovevano iscriversi in squadre diverse e io decisi di lasciare questa (passeggera) passione ai miei amici, senza proseguire oltre.

Esperimenti prima della pallavolo: vai col tempo!

Il primo sport che ho fatto è stato nuoto sincronizzato. E non sto scherzando!
Andavo alle elementari e la scuola ci aveva fatto fare delle lezioni di nuoto. Una delle insegnanti di nuoto insegnava anche quello sincronizzato e...perchè non provare?
Il sogno di mia madre era di avere una bambina tutta vestita di rosa che facesse qualche sport da bambina e non che sguazzasse nei prati con sempre in mano un pallone. Il nuoto sincronizzato fu l'occasione che aspettava.
Andavo qualche pomeriggio a settimana e mi piaceva anche. Le lezioni erano divertenti perchè si provavano gli esercizi sui tappeti elastici e poi in acqua. La cosa più spiacevole però erano i crampi: bisognava tenere tese le ditina dei piedi e questo ne comportava uno dietro l'altro.
C'era poi il "bellissimo" tappa-naso, oggetto indispensabile di una vera sincronette. Ogni tanto ce lo facevano togliere e lo buttavano in acqua così che affondasse e il nostro compito era quello di andarlo a recuperare sul fondale (i bimbi piccoli non amano mettere la testa sott'acqua).
Sono durata circa sei mesi, fino al saggio.
La cosa che non sopportavo erano

La prima sfida

Ero in terza media e durante l'intervallo incontro in bagno la ragazza della squadra di pallavolo della scuola che più odio. Mi raggiunge alle spalle e mi fa "toc toc!". Mi giro e mi guarda con un sorriso splendente, poi mi dice: "hai visto la mia tuta? E' della Pro Patria, la società in cui gioco, la più famosa di Milano. E tu? Tu che sei così forte, in che squadra giochi?".
Io giocavo a pallavolo solo a scuola e non avevo neanche idea che esistessero le società.
Le risposi semplicemente: "gioco col Gianluca* nella squadra della scuola, ho anche il suo numero!!!".
Ricordo come se ne uscì sgignazzando dal bagno e io che pensavo a cosa cavolo volesse da me, che anche se non giocavo in una squadra ero comunque più forte di lei.
Non so come, nei giorni successivi, altre compagne della squadra della scuola mi parlarono dell'incontro con la nemica nel bagno e mi dissero: se lei gioca in una squadra, perchè non vai a giocarci anche tu? Lo diciamo al nostro allenatore e una sera vieni a fare un allenamento.
Fu così che una settimana dopo ero nella palestra Bacone tra decine di sconosciuti che mi volevano vedere all'opera.
Ricordo ancora che avevo su una maglietta viola. E poi vi scriverò anche perchè me lo ricordo così bene.
Il provino andò bene e all'alba dei miei 13 anni e mezzo, Gennaio 1997, venni presa nell' under14 B della Pro Patria. Insieme alla mia nemica di scuola, che era già lì da Settembre.
Se pochi giorni prima mi odiava in modo silenzioso...l'odio si fece ogni giorno maggiore quando non solo entrai nella sua squadra ma diventai pure titolare! La mia prima doppia soddisfazione.
Tornando alla maglietta viola...

giovedì 29 marzo 2012

Nel regno dei "cugini It"


Capita spessissimo in metropolitana, nell'ora di punta, di ritrovarsi nel regno dei cugini it *.
Sali su un vagone a caso e sono o-vun-que.Sei circondata da...

martedì 27 marzo 2012

Oblomov - Ivan a. Goncarov

Ho scoperto questo libro nella "famosa" lista dei 1000 libri da leggere prima di... ed è stata una vera scoperta.

Voto 6 e 1/2

Consigliato a chi: si sente l'unica persona al mondo senza le idee chiare

Traduzione ed introduzione a cura di Paolo Nori davvero piacevole e che invoglia alla lettura.

Scritto e pubblicato nel 1859.

Il protagonista è quell'Oblomov del titolo, un giovane possidente sui trent'anni che passa le sue giornate tra letto e divano, con un servo che ancora gli mette le scarpe e senza avere una minima idea del reale valore delle sue proprietà (e di chi si approfitta di lui).
E' un libro difficile perché la noia che vive il protagonista si riflette benissimo nelle pagine del libro che a volte sono davvero difficili da portare a termine. In totale sono 574 pagine e, come scrisse l'autore stesso, il primo capitolo si potrebbe benissimo saltare a piè pari.
I capitoli migliori sono gli ultimi due quando sembra che Olga, l'amata del protagonista, riesca a destarlo dal suo torpore e a farlo ritornare a vivere grazie al loro amore.
Eppure...finirà

lunedì 26 marzo 2012

Hysteria

Ovvero il film sull'invenzione del vibratore.

Consigliato a chi: desidera vedere un film leggero

Voto 5/6

Ambientato nella Londra di fine '800, ha come protagonista un giovane medico al passo coi tempi (si batte per una professione meno invasiva e più rispettosa dell'individuo-paziente) che si ritrova ad essere la spalla (anzi, la mano...) di un ben più noto dottore famoso in città per la cura dell'isteria.
Prima flirta con la figlia moscia del suo "capo", poi strabuzza gli occhi nel vedere le spalle scoperte dell'altra figlia, dedita ai poveri.
In seguito all'iperattività di una mano non abituata alla quotidiana "fornitura" di decine di parossismi (orgasmi), deve abbandonare l'esercizio ma un suo protettore saprà come farlo diventare ricco e famoso...
Poco di originale e fantasioso. E poco anche di scabroso.
Piacevole il sorriso del protagonista ma la scena è decisamente conquistata da Maggie Gyllenhaal, non tanto per la bellezza ma per il carattere della protagonista da lei interpretata ribelle ed irresistibile.

lunedì 12 marzo 2012

Cosa si può fare con una penna bic!!!

Certo magari non ci riusciremmo proprio tutti ma andate a vedere sul sito di Juan Francisco Casas cosa si può creare col solo aiuto di una penna a sfera blu!!!



semplicemente? Spettacolare!!!

Quasi amici, una storia black and white

E non si tratta di "ringo people" ma di un film che ha come obiettivo quello di ricordare che anche nei momenti più difficili è importante riuscire a rispettare la dignità umana.

Consigliato a chi: crede che nel mondo esistano veri amici

Voto: 7

La storia è questa:
Philippe è un ricco uomo francese che rimane tetraplegico dopo un volo in parapendio. A causa della sua situazione è alla ricerca di un "badante" che lo assista in ogni attività quotidiana. Un giorno tra i candidati (all white) si presenta un gigante nero dai modi spicci e rozzi che si presenta solo per ricevere la firma sul documento che gli serve per ricevere il sussidio di disoccupazione. Driss. Philippe ne rimane talmente colpito da offrirgli il lavoro a dispetto dei pregiudizi e delle paure di tutti.
Il rapporto inizia come un onesto compromesso tra due bisognosi: Driss di casa e lavoro, Philippe di sostegno fisico e morale ed evolve in vera amicizia.
Il primo non tratta mai il "datore di lavoro" come un portatore di handicap anzi a volte lo sbeffeggia in modi fastidiosi ma amicali. Eppure

venerdì 9 marzo 2012

Come ci si suicida qui a Milano

Navigando ho trovato un dato inquietante sulle statistiche dei suicidi a Milano.
Non è recente ma è comunque utile per farsi un'idea.
"Il disagio è in continuo aumento. Nel 2007 a Milano s’erano verificati 95 suicidi, 50 dei quali per precipitazione, 18 per impiccagione/soffocamento, 8 per armi da fuoco o esplosivi".

Mi viene da riflettere su questo frequente fatto di "cronaca" poichè negli ultimi due giorni ci sono stati due tentativi di suicidio in metropolitana. Uno andato a "buon" fine e un altro sventato grazie alla prontezza del macchinista della metro che è riuscito a mandare all'aria il piano dell'aspirante suicida.

La metropolitana è il luogo per eccellenza dove un milanese (residente o di passaggio) decide di togliersi la vita. E...come mai?
Come mai un gesto così intimo - poichè manifestazione di un estremo disagio personale - in un luogo così pubblico?
Di modi per suicidarsi ce ne sono tantissimi e...tutti meno cruenti del farsi stritolare da un treno di una metropolitana che si sa che appena entra in banchina rallenta e se ha un buon macchinista che aziona il freno di emergenza rischia solo di farci un gran male e non di "finirci".
Il suicidio in metropolitana è un qualcosa di particolare. Credo che le persone che la scelgono hanno un duplice obiettivo: farla finita e...farlo in modo "notevole".

La rete metropolitana è quello che sono le vene per il nostro corpo. Ramificata sotto tutta la città, ci trasporta velocemente verso il luogo di interesse.
A Milano esistono tram, autobus, filobus, taxi e metropolitana. Per non parlare di auto, moto e biciclette per il trasporto personale.
La maggior parte delle persone che vanno a scuola o a lavorare usa la metropolitana per sfuggire dal caos dei mezzi che viaggiano in superficie. Sotto il livello stradale si affiancano migliaia di persone diversissime tutte unite dallo stesso stato: la fretta.
Una porta che fa fatica a chiudersi perchè ci sono troppe persone stipate all'interno del vagone già crea fastidio. Ogni tanto poi gli altoparlanti in metropolitana diffondono l'avviso

mercoledì 7 marzo 2012

Mozzarella ambulante

Quando avevo all'incirca 13 anni amavo anadre in centro a fare le vasche.
Un giorno stavo scendendo dalle scalde del Mc Donald di San Babila che oggi non c'è più, quello dove adesso i ragazzini alla sera provano passi di break dance, vicino al negozio della Disney.
Era primavera e giravo con la mia "tenuta d'ordinanza": magliettina e bermuda.
Sugli ultimi scalini erano sedute due bulle che vedendo il colore dei miei polpacci avevano esclamato: "mattoh! guarda che mozzarella!!!".
Sulle prime non avevo capito che il formaggio ambulante ero io ma poi il loro branco si era girato unisono a guardarmi e insieme a loro ho provato a guardare anche io cos'avesse di tanto speciale la mia pelle.
Bianca, non c'è che dire.
A me però non era mai sembrata particolarmente più bianca delle persone vicine e decisamente non così degna di nota.
Eppure negli anni il pallore di cui sono rivestita mi ha giocato altri scherzetti.
Una delle battute migliori riguarda una compagna di pallavolo di anni e anni fa. Sotto la doccia mi ha guardata e mi ha detto: "Ganz, se

giovedì 1 marzo 2012

L'ultima di Clooney - PARADISO AMARO

Voto: 3

Consigliato a chi: ama Clooney e...vuole piangere


Sono andata al cinema Colosseo (bellissimo!) per vedere il film che la critica acclamava come uno dei migliori di Clooney.
E ho capito perchè quest'anno hanno premiato un attore che ha recitato in un film...muto. Perchè era molto più espressivo della maggior parte degli attori in circolazione. Compreso il cittadino di lusso del nostro lago di Como.
Il film inizia con una lunga sequenza che segue il protagonista con una voce fuoricampo. La sua. Ovvero quella di un doppiatore italiano che non mi piace per niente.
La vicenda è questa:

giovedì 23 febbraio 2012

Hugo Cabret e il business del 3D

Voto 4
Consigliato per: i maniaci del 3D e della storia del cinema

Ennesima DELUSIONE.
Un film senza capo ne coda ma soprattutto senza coda.
Qualcuno mi spiega il senso?
Mi sembra solo l'ennesimo tentativo di intrattenimento per gli occhi e non per la testa.
Anche la scelta di farlo e renderlo visibile solamente in 3D l'ho trovata stupida. A parte la scena iniziale degli ingranaggi dell'enorme orologio della stazione ferroviaria...a cosa sono serviti? L'inquadratura più realistica era il primo piano del dobermann...
Insomma lo definirei un film incompiuto il cui unico merito è

martedì 21 febbraio 2012

L'arte di "paccare" - the art of giving a packet

Cosa significa "paccare"?
Letteralmente, significa tirare un pacco e...è un fenomeno sempre più frequente.
Consiste principalmente in una fregatura.
Il pacco di cui vorrei parlare oggi è quello "astratto" che tirano le persone quando gli viene proposto un invito e loro...non sanno cos'altro inventarsi.
Capita di organizzare cene, gite, incontri e all'ultimo momento (persone che fino al giorno prima si dichiaravano pronte ad unirsi) si tirano indietro adducendo le scuse più bizzarre.
Una delle più famose è quella del: non mi funzionava il cellulare e non ti ho potuto rispondere.
Oggi.
Nel 2012.
Dove se tu non hai il cellulare...ne hai comunque altri tre nel cassetto. Ce l'ha tua madre, tuo padre, tuo fratello e il tuo moroso.
Oppure: ho finito il credito, ti avrei avvisata ma non sono riuscito a caricare.
Oggi.
Nel 2012.
Quando un sms costa 10 cent e tua madre, tuo padre, tuo fratello e il tuo moroso hanno un cellulare. Ma sopratutto oggi che puoi ricaricare su internet o scrivere una mail, spedire una lettera...no! Silenzio. Non rispondo così capirà che non vengo, non voglio, non posso.
Persone che vedi e senti ogni giorno, incapaci di dirti la verità per paura di offenderti e che finiscono a fare...una figura peggiore.
Perchè la gente sente il bisogno di inventarsi una scusa assurda piuttosto che dire: "non ne ho voglia, sono stanca, è troppo lontano"?

Un segno invisibile e mio - Aimee Bender

Titolo originale:

scritto nel 2000
236 pagine

Spiazzante.

Voto: 7

Questo libro si legge velocissimamente.
Sembra di passeggiare poco dietro Mona, la protagonista, e di vivere con lei questa (sua) vita sbiadita ma dalle emozioni forti.
E' fastidiosa quando racconta che è regina dell'arte di smettere le cose. Al posto di seguire una passione, appena trova qualcosa in cui va bene la tronca o come dice lei...semplicemente la smette.
Da cosa deriva questa apatia?
Deriva dalla paura della morte che è insita in ogni essere umano ma che si fa più forte quando qualcuno vicino a te rinuncia a vivere per...paura di morire. Che è ciò che farà suo padre e che condizionerà fortemente la sua vita di fragile adolescente.
Per il compleanno dei 20 anni si regalerà un'ascia (!) un regalo atipico ma che rimanda ad un episodio del suo passato. 
Le ultime 40 pagine del libro sono un vortice di emozioni. La tensione che riesce a creare la scrittrice è davvero intensa e riuscirà a stupire. 
Ammetto che a volte è stato difficile comprendere una persona dai comportamenti quasi autistici che rinuncia ad un rapporto con un ragazzo che le piace per chiudersi in bagno e mangiare una saponetta...ma fa tenerezza la sua voglia di andare oltre l'indifferenza che sembra avvolgere il mondo (e le persone) ogni giorno di più.

Mona, ventenne, viene chiamata per fare l'insegnante di matematica in una scuola elementare.

giovedì 16 febbraio 2012

Mi...konos secondo me & Titti


Andiparos?no! andisparititutti!


Le Ricette di Nefertiti - Guido Gambarotta

Arrivato nelle mie mani sotto forma di regalo di Natale da un'amica che sapeva della mia passione per gli Egizi, la loro storia e i loro misteri, purtroppo...è stato una delusione.
Ambientato in una Torino contemporanea, il protagonista è un egittologo alla Fantozzi che si trova vittima di uno strano scherzo di cui lui, in qualche modo, è complice.
Paolo Maria Barbasa (questo il nome del protagonista) sposato e padre di tre figlie è un uomo frustrato che scrive fantasie erotiche praticamente su ogni donna che incontra. Bella o brutta che sia. E le scrive su un libretto che non si preoccupa neanche di nascondere alle grinfie della gelida moglie che immancabilmente...gli gioca uno scherzo molto imbarazzante.
La storia si sviluppa in 221 pagine scorrevoli ma di poca bellezza. Nefertiti, i papiri e gli Egizi sono solo una cartolina di sfondo alle tristi imprese di una coppia intenta a far di tutto pur di svergognarsi davanti alla Torino bene.
La trama?

Mikonos

O la terra degli zarri.
Per i desiderosi di Mykoso sappiate che...non ha nulla di speciale, costa uno sproposito e...il 90% delle persone che la popolano, d'estate, sono uomini. E non necessariamente tutti gay.
Arrivata nell'ultima settimana della mia vacanza, la penultima di Agosto 2011, credevo di immergermi nell'isola gay per eccellenza. Mi aspettavo, stupidamente, bandiere arcobaleno appese ovunque e manifeste espressioni di omosessualità in ogni angolo della strada. Niente di tutto ciò!
E' una bella isola con le solite casette bianche ed il mare blu e l'unica cosa che la differenzia dalle altre è che (come già detto) costa il doppio se non il triplo delle isole vicine e ha le discoteche più famose delle Cicladi. Ogni sera c'era uno tra i più famosi dj del mondo e la musica si sente nell'aria davvero da alba ad alba. Ma poi...non è così anche a Rimini?

Ecco i punti salienti da tenere a memoria:

  • obbligatorio munirsi di motorino - girate qualche posto perchè tenderanno a farvi prezzi altissimi ma dietro l'angolo potreste trovare l'occasione. A me è capitato, proprio a Mikonos città.
  • se girate in motorino: non fate attenzione DI PIU' - le strade sono decenti e alcune anche illuminate ma il pericolo è tutto intorno a voi. A momenti sembra di essere a Milano dal traffico (di motorini) che c'è. E gli zarri dell'inizio...ne sono i padroni. Vi troverete quindi piantonati da individui che strombazzano a caso e vi sorpassano a pelo curvando come novelli Fonzie mettendo in pericolo voi e loro.
  • Se volete visitare la spiaggia di Agrari Beach sappiate che...dovete avere il motorino giusto (o pesare poco). La strada per arrivarci è impervia e per risalire o avete un buon motore o ve la dovrete fare a piedi. Idem per Paradise Beach
  • Una soluzione economica per pernottare è il campeggio. Soluzione di cui io mi sono avvalsa al Camping Paraga. Dormendo in una cabina modello militare con solo due brandine appoggiate su poche e separate asticelle di legno. Certo se avete mal di schiena...cercate altrove. Segnalo poi che in questo posto la musica, sparata a livelli assurdi, si sentiva dalle 10 di mattina fino alle...4 del giorno dopo. Aiuto :-) Per non parlare dei possibili ospiti con 8 zampe che queste tendacce non riescono a far star fuori...
  • Mikonos città: molto carina ma sembra una (via) Monte Napoleone estesa.

mercoledì 15 febbraio 2012

Filastrocca scacciapensieri - Ester Menegatti

La filastrocca scacciapensieri
parla di oggi e parla di ieri,
parla del tempo che va veloce,
parla del fiume che va alla foce.
Viene la sera e viene il giorno:
il tempo vissuto non fa ritorno,
la settimana è presto passata
e la domenica è già arrivata.
Passano i mesi e cambia stagione
cadon la foglie, occorre il maglione!
Passano i mesi, il freddo è finito
l'albero spoglio è già rifiorito.
L'anno che passa non ha importanza,
se tu lo vivi con la speranza
di preparare un mondo migliore
dove la gente ragiona col cuore!

martedì 14 febbraio 2012

La verità sul perchè l'amore è...cieco

Raccontano che un giorno si riunirono in un luogo della terra tutti i sentimenti e le qualità degli uomini.
Quando la noia si fu presentata per la terza volta, la pazzia come sempre un po’ folle propose:
"Giochiamo a nascondino!". L’interesse alzò un sopracciglio e la curiosità senza  potersi contenere chiese: "A nascondino? di che si tratta?". "E' un gioco - spiegò  la pazzia - in cui io mi copro gli occhi e mi metto a contare fino a 1.000.000, mentre voi vi nascondete. Quando avrò terminato di contare il primo di voi che scopro prenderà il mio posto per continuare il gioco".
L’entusiasmo si mise a ballare, accompagnato dall’euforia. L’allegria fece tanti salti che finì per convincere il dubbio e persino l’apatia, alla quale non interessava mai niente. Però non tutti vollero partecipare.
La verità preferì non nascondersi perché temeva di essere, alla fine, scoperta da tutti.
La superbia pensò che fosse un gioco molto sciocco:in fondo ciò che le dava fastidio era che non  fosse stata una sua idea!
Mentre la codardia preferì non arricchirsi.
"Uno, due,tre…" cominciò a  contare la pazzia. La prima a nascondersi fu la pigrizia che si lasciò cadere dietro la prima  pietra che trovò sul percorso. La fede volò in cielo e l’invidia si nascose all’ombra del trionfo che con le proprie forze era riuscito a salire sull’albero più alto. La generosità quasi non  riusciva a nascondersi. Ogni posto che trovava le sembrava meraviglioso per qualcuno dei suoi amici. Che dire di un lago cristallino? Ideale per la bellezza. Le fronde di un albero? Perfetto  per la timidezza. Le ali di una farfalla? Il migliore per la voluttà. Una folata di vento? Magnifico per la libertà. Così la generosità finì per nascondersi in un raggio di sole.
L’egoismo, al  contrario,  trovò subito un buon nascondiglio, ventilato, confortevole e tutto per sé.
La menzogna si nascose sul fondale degli oceani (non e’ vero, si nascose dietro l’arcobaleno!).
La passione e  il desiderio al centro dei vulcani. L’oblio….non mi ricordo…dove?
Quando la  pazzia arrivò a contare 999.999,  l’amore non aveva ancora trovato un posto dove nascondersi poiché li trovava tutti occupati; finché scorse un cespuglio di rose e alla fine decise di nascondersi tra i suoi fiori.
"Un milione!" - contò la pazzia. E cominciò a cercare.

lunedì 13 febbraio 2012

Momenti di Tango

Tra tutti i balli, il tango mi ha sempre particolarmente affascinata. E quindi...no, non mi sono data alle danze ma (complice un regalo) sono riuscita a vederlo dal vivo!
Sono andata al Teatro della Luna ad Assago (comodamente raggiungibile con la metro verde) per assistere allo spettacolo del titolo.
Per prima cosa però voglio spendere due parole per questo strano teatro che sembra ricavato da un mega container e le cui pareti sono quindi fatte di latta. Mi hanno davvero colpita i bagni che mi sembravano quelli di un...campeggio.
La temperatura all'interno della struttura era buona e la cosa migliore era che...i sedili avevano uno spazio enorme, davanti,  per le gambe! Peccato solo che sono bassi e la testa rischia di ciondolare spesso.
Ma arriviamo allo spettacolo.
Orario di inizio: 15.30
In perfetto orari si spengono le luci e sul palco compaiono 5 muscolosissme (e magrissime) ballerine che sembrano delle sincronette. Poco dopo vengono raggiunte da altrettanti ballerini, diversissimi per corporatura e portamento. La prima cosa che mi colpisce, effettivamente, è l'esilità di tre dei cinque ballerini. Il primo ballerino invece sembra proprio uscito dalle fantasie (piene di stereotipi) che si hanno di coloro che ballano il tango: capello gellato all'indietro e baffetto sparviero. Molto Clark Gable! Ottima presenza scenica.
Ammetto però che, dopo l'intervallo, resistere a quell'insieme di luci soffuse e musiche nuove è stata dura. La scelta che si è presentata a me e Titti è quindi stata duplice: resistere e rischiare di appisolarsi o uscire e lasciare a metà lo spettacolo.
Abbiamo scelto la seconda.
Credevo avrei assistito ad uno spettacolo di maggior "ritmo" ed intensità ed invece mi sono trovata davanti qualcosa di (stranamente) poco coinvolgente.
Credo che, logicamente, sia uno spettacolo più "vicino" per quelle persone che hanno maggiore familiarità col tango o col ballo in generale.
Una volta uscita però la prova del movimento di tacco è stata d'obbligo: i ballerini la fanno ad una velocità supersonica e sembra di una facilità incredibile invece...be (ben nascosta logicamente) ci ho provato e il risultato è stato imbarazzante.
Alcuni passi sono veramente belli da vedere ed intensi ma dopo un'ora, ad un occhio inesperto, finiscono per sembrare tutti uguali.
Quindi diciamo piacevole ma...a piccole dosi ;-)

venerdì 10 febbraio 2012

Moby Dick - Herman Melville

Ovvero tomo enciclopedico dedicato alle balene.
689 pagine + indice ragionato dei termini marinareschi  per un totale di 701 pagine.
Scritto nel 1851

E' stato un libro difficile da leggere, lo ammetto. Eppure l'avevo affrontato con entusiasmo perché la storia di Moby Dick la balena bianca la si conosce forse anche senza il bisogno di leggerla ed ero curiosa di vedere come si sarebbe composta una pagina dopo l'altra.
La prima sensazione? Incredulità.
La protagonista del titolo e del libro...compare solo a pagina 652. Prima? Solo un lungo diario di viaggio della baleniera Pequod capitanata da Achab e descritta da Ismaele.
La balena bianca non compare se non nelle ultime pagine del libro ma prima...sembra di sfogliare un'enciclopedia di queste enormi abitanti dei mari. La balena viene analizzata in ogni sua razza, conformazione e misura. Pagine su pagine sulla sua cattura, sui suoi comportamenti, sui modi per ricavarne olio e spermaceti. Alcuni passi poi sono davvero cruenti e

giovedì 9 febbraio 2012

Nuova saga da Hollywood: stop ai supereroi, via libera agli eroi comuni

E' di questa mattina la sconvolgente notizia che alcune tra le più famose major cinematografiche si sono messe all'opera per trasportare sul grande schermo le imprese di un nuovo tipo di super eroe: l'eroe di tutti i giorni.
Rumors dicono che il soggetto prescelto dagli studios sia di genere femminile, novità per il sistema che da anni propone agli spettatori modelli positivi di super eroi prevalentemente di sesso maschile.
Indiscrezioni dicono che, in seguito alle lamentele del pubblico che non si immedesimava abbastanza nei super eroi dai poteri sovrannaturali collocati in una realtà che non apparteneva al loro quotidiano, la scelta sia caduta su una figura molto più comune e quasi banale: una receptionist!
Anche in italiano sarà mantenuto il termine inglese della mansione poiché tradotto sarebbe suonato col poco "friendly" centralinista.
Il soggetto è già stato tratteggiato: giovane sulla trentina, fisico da donna che non rinuncia al cioccolatino e che dedica qualche serata allo sport, esperienza scolastica culminata con un inutile titolo universitario e curiosità spinta all'inverosimile. Doti che la fanno rientrare in un target di popolazione numerosissimo, finendo col

mercoledì 8 febbraio 2012

poesia "Ricordo di Marie A." di Bertold Brecht

Un giorno di settembre, il mese azzurro,
tranquillo sotto un giovane susino
io tenni l'amor mio pallido e quieto
tra le mie braccia come un dolce sogno.
E su di noi nel bel cielo d'estate
c'era una nube ch'io mirai a lungo:
bianchissima nell'alto si perdeva
e quando riguardai era sparita.

E da quel giorno molte molte lune
trascorsero nuotando per il cielo.
Forse i susini ormai sono abbattuti:
Tu chiedi che ne è di quell'amore?

lunedì 6 febbraio 2012

Uomini che odiano le donne - Versione americana

Consigliato a chi: pensa che se un film è bello, è bello anche se rifatto due, tre, quattro volte da altrettante persone diverse.
Voto: 6

Anche dopo la conclusione della proiezione mi sono ri-chiesta il senso di ri-fare un film uscito nelle nostre sale neanche tre anni fa. Senza cambiare trama ne personaggi ma solo regista e cast. Motivazione: per il pubblico americano quindi per rendere una pellicola più commerciale.
Morale? A me è piaciuto di più l'originale.
La novità del cast è la capa-collega-amante di "Michael" (un D. Craig fin troppo magro), una gnocca che niente ha a che vedere con l'attrice del primo film...
Per il resto, niente di speciale in questa nuova versione se non la sequenza iniziale che vede dei corpi sguazzare in un mare di liquido nero che sembra petrolio, incrociarsi con fili di computer, animali e alla fine prender fuoco. Molto suggestiva.
Anche Lisbeth, Rooney Mara,

venerdì 3 febbraio 2012

Quando giocare è una prova di coraggio

Ciao a tutti,
qualche giorno fa è uscito sulla Gazzetta dello Sport un articolo che parlava di una ragazzino di 13 anni che voleva giocare a calcio. Il suo nome è Francesco Messori e la sua storia è raccontata in questo link.
Mi piacerebbe che voi lo leggeste e lo finiste col sorriso. Questo ragazzo non è una persona per cui provare pena o compassione ma un individuo da ammirare per la voglia di vivere la sua vita al meglio delle sue possibilità. E' ingiusto che un bambino non possa giocare e...è ingiusto sempre. Che sia a causa di un problema fisico, di una questione economica, di una questione logistica non importa. Ogni persona che lo desidera dovrebbe avere la possibilità di giocare perchè non è semplicemente un desiderio infantile ma la dimostrazione che la vita va vissuta anche quando si incontrano delle difficoltà lungo il suo percorso.
Francesco oggi fa parte di una squadra che affronta un campionato di csi. Ha avuto una sorta di "permesso speciale" per giocare con coetanei che le gambe le hanno tutte e due ma gli piacerebbe poter giocare in un campionato con persone come lui, persone che magari hanno qualche limitazione fisica ma non hanno la minima intenzione di arrendersi.
Grande Francesco!!!

mercoledì 1 febbraio 2012

La neve oggi


Nevica.
E nevica come non faceva da anni. Almeno a memoria mia. Su facebook e giornali c’è una sola parola che “lampeggia”: neve. Corta parola che scatena diversi entusiasmi. Non volevo scriverla anche io ma mi sto divertendo troppo. Non mi importa del freddo, non mi importa delle strade coperte o dei vestiti che si inzuppano.
la Martesana - 6 Febbraio 2015

Cioè…non è che sono un’incosciente, capisco che crea disagio a chi lavora o si sposta in auto, cammina a fatica oppure ha fretta ma…la guardo con gli occhi del desiderio. Desiderio di poter tornare bambina e di godermela come si dovrebbe: rotolandoci dentro e facendosi diventare le mani bordeaux arrotolando palle di neve.
Invece no!