è una delle serie tv più belle che io abbia mai visto.
Principalmente grazie alla costruzione della protagonista Annalise Keating magistralmente interpretata da Viola Davis.
Di cosa parla Le regole del delitto perfetto / How to get away with a murder?
Annalise Keating è un'avvocatessa penalista (difensore), nonché professoressa di legge dell'università di Middleton. Sposata con Sam, psicologo, supportata nel suo lavoro dal tuttofare Frank e dalla fedelissima Bonnie. Ogni anno AK sceglie cinque tra i suoi studenti per accompagnarla durante la sua attività legale ma durante il falò di fine anno succederà qualcosa che sconvolgerà per sempre le loro vite: Wes infatti, per difendere Rebecca, ucciderà Sam…
Fin da subito quello che conquista ne Le regole del delitto perfetto è il ritmo incalzante. Per tutta la durata di questa serie tv i fatti verranno narrati con ampie digressioni temporali. All'inizio si fa quasi fatica a seguire il filo degli eventi: cosa è successo? ma perché? chi sarà stato davvero?
Ma soprattutto, in how to get away with murder, vi capiterà di pensare spesso al significato di giusto e giustizia. E a come bisogna stare fuori dai guai perché
mentre stiamo ancora qui rinchiusi in casa con la vita regolata dal semaforo del Governo, nessuno ci impedisce di volare via con la fantasia. O con i ricordi. Quest'oggi vi porto sull'isola croata RAB la cui "capitale" si chiama… come l'isola stessa: RAB o Arbe.
Rab città è una deliziosa cittadina medievale quasi intatta che si erge su un promontorio fortificato, dominato da quattro raffinati campanili di epoca romana. e sui cui palazzi si notato molti dettagli della dominazione veneziana. Solitamente Rab, come dicevo anche nel post: è super affollata di turisti ma quando sono andata io è stato un anno particolare.
La prima visita che ho fatto a Rab città è stata di sera e vi consiglio di tenere a mente:
tutti i parcheggi sono a pagamento
difficoltà a trovare posti liberi
è vero anche però che se si è disposti a camminare un po', all'incirca quindici minuti, di parcheggio se ne trova facilmente.
Qui a destra la vista del profilo della cittadina di Rab arrivando dal parco Komrcar di cui vi parlerò dopo.
Una volta all'interno delle caratteristiche stradine però non abbiamo fatto il giro completo perché quasi tutti i negozi e bar stavano chiudendo nonostante fossero passate da poco le dieci di sera. Abbiamo così deciso di rimandare la visita della città di Rab al giorno dopo.
Lasciata la macchina nel parcheggio alla fine della via Opicina Petra Kesimira (coordinate GPS: 44.753597923103676, 14.763154543068143) siamo andate all'ufficio del turismo dove ci siamo fatte dare una mappa della città per partire alla sua scoperta: eccoci qui sotto piene di entusiasmo!
La scoperta della cittadina di Rab per noi è iniziata entrando dal varco che
Oggi vi parlo di un libro (qui il post LIBRI RECENSITI IN ORDINE ALFABETICO) di poco più di cento pagine del 2009 che si legge in poche ore e che per me si è rivelato essere una piacevole lettura.
Nell'aletta posteriore, quella di solito dedicata alla foto e alla biografia dell'autore c'è questa nota: "di Fernando Vargas, non sappiamo quasi nulla, salvo che è un filosofo e che vive in Andalusia. Ha al suo attivo numerosissimi romanzi e saggi filosofici, pubblicati nella maggior parte dei paesi di lingua spagnola. Per molti lettori è ormai una figura leggendaria".
Un autore quindi ammantato di mistero!
"Alla ricerca della felicità" è composto da venti capitoli brevissimi e racconta dell'incontro di un uomo sull'orlo della disperazione con un maestro che lo invita ad allontanarsi dal caos della vita quotidiana per ascoltare se stesso e ciò che lo circonda. Il protagonista va quindi in un bosco dove passa una notte e dove capisce che raggiungere la felicità è possibile. Cosa occorre?
oggi condivido un articolo apparso su ilpost.it a cura di Alessandro Baricco per quella che pare essere l'inizio di un'interessantissima collaborazione a puntate.
Qui sotto ne riporto il testo integralmente perché merita davvero di essere condiviso e discusso con amici e conoscenti!
"E di questa altra morte quando parliamo?, la morte strisciante, che non si vede. Non c’è Dpcm che ne tenga conto, non ci sono grafici quotidiani, ufficialmente non esiste. Però ogni giorno, da un anno, lei è lì: tutta la vita che non viviamo, per non rischiare di morire. Meno male che non la stiamo contando, che non la misuriamo in numeri: non riusciremmo a guardarli, dal disastro che racconterebbero, farebbero impallidire quelli già tragici della prima morte, gli unici che abbiamo la forza di guardare negli occhi. Contiamo i cuori che si fermano negli ospedali, ma non quelli che se ne vanno, che semplicementese ne vanno.
E di questo commiato silenzioso, mansueto, collettivo, generale, vertiginoso, scandaloso, quando parliamo?
Adesso.
Ciò che sta succedendo è che umani capaci di vivere non lo fanno più. Non viaggiano, restano a casa, lavorano senza incontrarsi, non si toccano, non si occupano dei loro corpi, conservano pochissime amicizie e al massimo un amore; da tempo riservano al solo ambiente famigliare, notoriamente tossico, gesti come
condivido un'iniziativa della LILTcon la SC Johnson: qui sotto tutti i dettagli relativi al percorso gratuito di prevenzione personalizzata del tumore alla mammella!!!
dalla loro didascalia: "Die neuartigen Impfungen gegen Covid-19 sind in aller Munde. In diesem Video nehmen 10 Experten zu diesem brisanten Thema Stellung und klären über wichtige Fragen auf. Wir appellieren an alle Menschen, sich darüber sachlich und kritisch zu informieren, auch über die erfolgreichen Behandlungsmethoden von Covid-19 und über die Alternativen zur Impfung. Dieses Video richtet sich an alle Menschen und Bürger dieser Welt.
Tutti parlano dei nuovi vaccini Covid-19. In questo video, 10 esperti prendono posizione su questo argomento esplosivo e chiariscono domande importanti. Ci appelliamo a tutte le persone affinché si informino in modo critico, anche sui metodi di trattamento di successo del Covid-19 e sulle alternative alla vaccinazione. Questo video è rivolto a tutte le persone e ai cittadini di questo mondo."
Una delle prime cose che secondo me dovete tenere a mente è la durata: circa 2h30'. Nonostante l'inizio sia ben segnalato (inserite nel navigatore via alla Torre a Cavallasca ed arriverete a destinazione), una parte del sentiero è difficoltosa da seguire (quella che si interseca e sovrappone ai sentieri 2 e 7). Ma procediamo con calma, partendo dalle cose fondamentali:
Partenza: via alla Torre - Cavallasca
Durata: 2h30'
Terreno: prevalentemente sterrato ed all'interno di un bosco
La giornata in cui siamo andate io, la Titti e Cam è stata splendida: Febbraio ma sembrava primavera, nessuna nuvola in cielo, pochissima gente in giro (come vedrete anche dal video allegato). Una delle cose che mi è piaciuta di più di questo sentiero è l'assoluta pace in cui si è immersi e la facilità del sentiero stesso, quasi totalmente privo di dislivelli. Inoltre, cosa da non sottovalutare secondo me quando si fa trekking con il cane o con dei bambini, questo sentiero è ben delineato e quasi sempre "recintato" dalla vegetazione cosicché ne cani ne bambini possano avere possibilità di divagare non visti. Occhio però ai quadrupedi: noi abbiamo incontrato una coppia che ci ha detto di aver visto non uno ma bensì cinque caprioli!!!
Nota per chi vuole fare il sentiero con bambini e/o cani: c'è un'area recintata con muli e pecore, proprio di fianco al Centro Parco ristoro indicato qui sopra nella cartina. Sorvegliate entrambi :-)
Lungo il sentiero non ci sono fonti d'acqua quindi portatevi da bere e del cibo se volete fare una sosta ma attenzione: non ci sono panchine dove sedersi se non nel tratto a sud est.
Questo sentiero ci è piaciuto così tanto che vogliamo tornare in quella zona e farne qualcun altro (ci ispirava il 2 ovvero quello confinale (che in parte abbiamo incrociato facendo il sentiero 8 del Parco Spina Verde) che ha un tratto denominato trincee della prima guerra mondiale.
Vi incollo il link della mappa del parco per farvi un'idea di tutti i sentieri del Parco Regionale Spina Verde.
Per tutti gli altri trekking con il cane: cliccate sul link TREKKING CON IL CANE - TUTTI I SENTIERI
Quindi all'interno del parco di Montevecchia e della Valle del Curone ci sono 11 sentieri e quello di cui vi parlo oggi è quello che dalla stazione ferroviaria di Osnago porta al torrente Curone. Ve lo dico subito: il sentiero è bello e facile ma non aspettatevi molto dal torrente perché è un rigagnolo difficilmente accessibile dai cani che eventualmente faranno questa passeggiata con voi. In generale è quasi tutto pianeggiante, prevalentemente su tratti sterrati (c'è solo una parte centrale da fare nella strada asfaltata dove passano le macchine ma
Se non si può (ancora) andare al cinema, il cinema è bene che venga da noi.
Quella di cui vi parlo oggi è una pellicola del 2018 che sono sicura non vi lascerà indifferenti: si tratta di "Greta" con due ottime attrici protagoniste come Isabelle Huppert e Chloe Grace Moretz. Scommettiamo che vi farà salire la pressione?
Frances è una gentile ragazza di Boston che da poco vive con un'amica a New York e che lavora come cameriera in un lussuoso ristorante. Una sera in metropolitana trova una borsa elegante, cerca di lasciarla al mezzanino ma, non essendoci nessuno, se la porta a casa decisa a riconsegnarla alla legittima proprietaria nonostante la tentazione dell'amica Erika che le dice di tenersi i soldi ed andare alla Spa. Quell'atto di gentilezza le cambierà tragicamente la vita…
Come continua il film "Greta"? Ve lo dico subito: ansia e tensione saranno alle stelle. Evitate di guardarlo troppo tardi di sera… comunque Huppert e Moretz davvero brave. Da qui sotto in poi la recensione completa quindi… occhio allo spoiler!
Prima però vi dico perché questo film vi terrà legati allo schermo: è ben progettato per catturare l'attenzione e fuorviare le aspettative dello spettatore. All'inizio il rapporto tra le due donne è abbastanza equivoco: una ragazza che stringe amicizia con una donna più vecchia di sua madre, due solitudini che si incontrano e si uniscono a cena insieme quasi ci fosse una sorta di tensione sessuale tra le due. Il film però ci mette poco a scompigliare le carte in gioco e quando Frances fa
Rab è una delle isole del golfo del Quarnero, lunga 22 km e larga meno della metà, che ruberà il 💓a molte persone perché ci sono molte spiagge di sabbia (cosa rara in Croazia). Questa caratteristica, unita al fatto che in alcune di queste spiagge l'acqua è molto bassa per centinaia di metri, la rende una meta ideale per le famiglie con bambini piccoli. E quindi cosa c'entrano i nudisti? La Croazia in generale è uno dei Paesi europei in cui il naturismo è più frequente e tollerato e vede la presenza di numerose spiagge dedicate, che trovate sotto la sigla FKK (Freikörperkultur (nudismo).
io e la Titti in una delle spiagge di Rab
Ma prima di parlarvi dell'isola vera e propria… come si arriva a Rab?
La conformazione dell'isola di Rab è molto particolare poiché due delle sue zone più belle, Kampor e Loparsono accessibili solamente a piedi o in bici! E calcolando che la parte nord di Arbe è accessibile solo via mare… la superficie effettiva visitabile non è molta ma
Dopo quasi due anni dalla visione della decima puntata della decima stagione di The Walking Dead finalmente hanno rilasciato la seconda ed ultima parte di questa stagione e serie tv.
Pensate che mi ero così persa via con il numero delle puntate che ho visto la 10x17 "Home sweet home" senza sapere che mi mancava la 10x16. Qualcosa però non mi tornava: possibile che Maggie fosse tornata così senza neanche un abbraccio ed una "festa"?
Quindi riprendo la cronaca di questa serie tv dalla puntata che mi mancava ovvero "A certain doom":
Gabriel (ora in versione leader) si è rifugiato col gruppo in un ex ospedale dove Beta dirige un'orda enorme di zombie. La missione suicida è far uscire un gruppo con una sorta di stereo da attaccare ai cavalli per distrarre i vaganti e condurli giù da una rupe. Il piano è folle ma è l'unica possibilità quindi si
Un lupo dell’Alaska con un occhio solo rinchiuso in uno zoo.
Davanti a lui, per ore e giorni interi, un ragazzino che lo fissa: prima con
entrambi gli occhi poi con uno solo. E mentre i loro sguardi si incrociano
riescono a vedersi nell’animo: due esseri estranei a quel mondo,
strappati alla loro terra, in cerca di una nuova identità.
Questo libro per ragazzi di Daniel Pennac è breve, solamente
108 pagine, ma fa riflettere.
In uno dei moderni zoo che potremmo trovare qui in
Europa, un ragazzino sta davanti ad un lupo dell’Alaska che non sembra trovare
pace dopo la morte della compagna di cella e continua a fare avanti ed indietro. Di fronte all’insistenza del
ragazzino, che non smette di fissarlo per giorni, il lupo si innervosisce e poi
gli si siede davanti per sfidarlo. Ma quello che l’animale scopre non è un
animale come gli altri, non è neanche un uomo come gli altri: è un ragazzino
che
oggi ho trovato nel libro "Voci amiche" una narrazione breve di Giovanni Pascoli che secondo me fa molto riflettere. I protagonisti sono i componenti di una famiglia, di diverse fasce d'età: c'è il nipotino, i genitori ed il nonno anziano. Leggiamo insieme:
Un testo davvero breve eppure così capace di far riflettere ed emozionare: quante volte siamo stati cattivi con i nostri famigliari, magari senza accorgercene?
Da un bambino e dalla sua ingenuità arriva la scossa che induce i genitori a vergognarsi e a capire che prima è proprio quando una persona è più fragile che ha bisogno di gentilezza e dolcezza. Anche perché, ricordiamocelo sempre: la vita è una ruota che gira!
Quando l'ispettore Hallows viene chiamato per investigare sulla morte di mr Mostyn sembra un facile caso di suicidio. Il coroner però è di parere diverso e si scopre che Mostyn è morto avvelenato! Nella casa oltre alla servitù ci sono cinque ospiti che non sembrano avere nulla in comune ognuno con l'altro. Chi ha ucciso mister Mostyn e perché?
Un libro giallo che va contestualizzato al periodo storico in cui è stato scritto ovvero quasi un secolo fa: indagini, cultura e tecnologie sono molto lontane dalle crime story dei giorni nostri. Dimenticatevi CSI e tenetevi di fianco un blocchetto per gli appunti per vedere se riuscite ad indovinare il colpevole prima che ve lo sveli l'autore stesso alla fine del libro. Io l'ho indovinato?
ma come ogni buon lettore sa: dieci libri sono proprio pochi! E allora ecco a voi una nuova lista arricchita con altri dieci titoli per un totale di venti libri imperdibili:
The trials of Gabriel Fernandez è una serie tv di Netflix ma è diversa dalle altre di cui parlo di solito poiché non è finzione ma è un documentario in sei puntate su una storia vera: la morte di Gabriel Fernandez ed il processo a carico dei suoi tutori che mette in luce anche le deplorevoli mancanze del sistema dei servizi sociali americani:
Gabriel era un bambino americano di otto anni morto a causa delle percosse perpetrate dai genitori. Gli abusi subiti da Gabriel Fernandez non furono isolati ma sistematici: oltre otto mesi di abusi indescrivibili che rendono questa serie tv molto difficile da vedere per la violenza delle immagini e le testimonianze dei personaggi protagonisti.
Questa serie tv di Netflix ripercorre le tappe salienti del processo che, unico nella storia, ha richiesto la condanna per omicidio di primo grado con l'aggravante della tortura per i due aguzzini di Gabriel. Ma nel processo sono stati indagati anche
i libri che ho letto sono ben più di dieci e li trovate (quasi) tutti qui recensiti in ordine alfabetico per titolo (comunque se cercate un autore particolare in alto a destra c'è la barra cerca!).
In questo post ho selezionato i dieci libri che, per un motivo o per l'altro, mi sono piaciuti di più e che quindi oggi vi consiglio:
Oggi vi racconto di un fumetto commissionato a Mikael Ross dal direttore della fondazione evangelica di Neuerkerode per raccontare la loro realtà ovvero quella di una Fondazione tedesca nata nel 1867 ed oggi ancora operante per il sostegno di persone anziane o con disabilità.
La trama di "Imparare a cadere" è triste ma con uno spiraglio di luce: Noel è un ragazzino con disabilità intellettive che vive da solo con sua madre. Una notte Noel la trova
Quando ho prenotato questo fumetto in biblioteca non avevo fatto caso al nome dell'autore. Una volta a casa però, quando ho preso il volume in mano, mi è tornato in mente che di Alessandro Baronciani avevo già letto qualcosa: Negativa, un fumetto che non mi aveva colpita e di cui avevo scritto giusto due righe.
Memore di quell'esperienza, confesso di essere partita a leggere prevenuta però alla fine posso dire che "Quando tutto diventò blu" mi è piaciuto più di "Negativa".
Grazie alla recensione di Valeria Righele su Fumettologica ho scoperto che "Quando tutto diventò blu" uscì per la prima volta nel 2008 e questa del 2020 è quindi una riedizione con l'aggiunta di frame tagliati nella prima edizione.
A parte la copertina in cui ci sono colori diversi, tutto il libro di Baronciani ha come protagonista il Pantone classic blu e il panna. Come per il fumetto "Quello che voleva essere" mi sono piaciuti più i disegni dei paesaggi che quelli dei personaggi che risultano come abbozzati e poco espressivi. Alcuni disegni mi hanno ricordato le opere di Juan Francisco Casas che realizza opere stupende con una penna Bic!
Ma quindi di cosa parla questa graphic novel?
Come anticipato dal titolo di questo post, la protagonista di "Quando tutto diventò blu" soffre di attacchi di panico che la portano verso
oggi vi racconto di una graphic novel particolare che, partendo dall'osservazione della natura intesa come ambiente/paesaggio, arriva a riflettere sulla natura umana in modo delicato e originale.
Come avrete potuto subito notare, la traduzione italiana del titolo non c'entra niente con l'originale; forse perché, se tradotto letteralmente, sarebbe stato fuorviante e poco carino? Nel corso del fumetto scopriamo infatti che gast è il nome femminile dei cani ovvero cagna (che in italiano assume una connotazione volgare o comunque negativa). Ma perché Carol Swein ha scelto quella parola? Dopotutto la protagonista non è un cane ne:
l'italiano è una delle lingue più belle del mondo peccato che spesso la si sciupi usando parole fuori posto (o rendendola povera usando sempre le stesse).
Nella foto qui sopra abbiamo visto le definizioni di:
Via
Strada
Contrada
Sentiero
Vicolo
Viottolo
Chiassuolo
voi le conoscevate tutte? E le usate correttamente di solito? Io ammetto di non aver mai sentito la parola chiassuolo, fortunatamente però devo dire che non ho incontrato spesso vicoli bui e sudici!
oggi vi parlo di una canzone che non mi esce dalla testa complice anche il video del cantante che secondo me è qualcosa di pazzesco, in senso positivo.
La canzone è "Notti in bianco" (acoustic version) il video lo trovate qui sotto e su youtube. L'ho scoperta in una delle mie notti in bianco quando mi metto le cuffie in testa e navigo alla ricerca di musica nuova ed è stata davvero una scoperta elettrizzante! a colpirmi sono stati quell'entusiasmo che è tipico dei giovani e che sembra una fiammata capace di incendiare, quella spensieratezza tipica della loro età, quel coraggio, a volte anche quell'incoscienza e leggerezza ma soprattutto la sua Passione. Ogni volta che vedo questo video mi spunta un sorriso: questo ragazzo mi mette allegria e mi fa pensare a quando avevo la sua età e pensavo che tutto fosse possibile. Ecco, forse è questa la cosa che mi piace di più di questo video: vedere che qualcuno ci crede ancora.
Girato in casa, inquadratura è fissa, nella stanza sono solo in due: un ragazzo coi baffi (ed una giacca improbabile) che suona il piano ed un ragazzino magrettino in mutande e con le cuffie che si "streccia" come un pugile pronto a combattere sul ring. Poi si schiarisce la gola e abbraccia il microfono tenendo gli occhi chiusi, concentrato, pronto. Appena parte la musica la sua voce stupisce: limpida, decisa, emozionata. Riempie le pause con dei versi che stanno bene, varia il timbro come un professionista e dopo trenta secondi sta già parlando all'anima: è quasi incazzato quando dice di aver passato intere notti a scrivere e poi sorride quando si chiama schizzato, interpreta appassionatamente ogni strofa e quando arriva il minuto 1'15 la canzone prende il volo, facendoci entrare nella sua storia ricordandoci le nostre, quelle che abbiamo vissuto tutte da giovani, quelle che ci hanno fatto stare in piedi notti intere e che ci hanno fatto versare lacrime inconsolabili.
Poi siamo cresciute e abbiamo capito che di notte era meglio dormire se no l'indomani mattina:
la sveglia sarebbe stata una tragedia
le occhiaie sarebbero arrivate alle ginocchia
in ufficio non sarebbe stato il massimo avere il mal di testa che già bastavano i colleghi di merda e soprattutto…
il mondo non sarebbe finito se avessimo spento il cellulare
E' nel normale corso della vita crescere ed invecchiare, farsi carico di responsabilità che appesantiscono il nostro essere, inevitabilmente. Però la musica per me è speciale per canzoni come queste, in grado di farci tornare giovani per tre minuti e mezzo e ricordarci che siamo stati coraggiosi, vitali, emozionati ed appassionati anche noi.
Quando a volte tutto sembra piatto, grigio e pesante basta girarsi verso i ragazzi ed osservare la potenza della vita che scorre in loro: una parte è ancora dentro di noi e la nostra sfida è riuscire a non farla svanire del tutto. Proviamoci sempre.
Scritto e disegnato da Alessio Romano e Roger Angeles, ho preso in prestito dalla biblioteca questo graphic novel perché il "personaggio Bukowski" mi ha sempre attirata. Qualche anno fa avevo anche comprato il suo libro "Storie di ordinaria follia" ma ammetto di non essere riuscita a finirlo: volgare, sessualmente esplicito, provocatorio, a cui mancava quel quid per appassionarmi.
Ho deciso quindi di dare una possibilità a questo fumetto pubblicato nel 2020 per vedere se riusciva a farmi tornare la curiosità su Charles Bukowski. C'è riuscito? ebbene
Una caratteristica di questo fumetto è che è in bianco e nero con spuzzate di rosa. La storia ha per protagonista Frederica, una diciassettenne che sta con la ragazza più popolare della scuola: Laura Dean. In verità Freddy e Laura non è che stanno proprio insieme visto che quest'ultima si fa tutta una serie di altre ragazze, però Freddy ci mette un
E' passata da poco tempo la giornata della memoria e navigando tra gli scaffali della biblioteca della mia zona ho trovato questo graphic novel che mi ha colpita nel cuore. La storia di "Mai più - per non dimenticare" parte dall'attualità: Sara è la nonna di Julian, un ragazzino che ha dovuto cambiare scuola dopo aver messo in atto comportamenti di bullismo. Julian le fa una videochiamata: deve fare un tema su una persona che conosce e vuole che la sua grandmere* gli racconti di quando durante la guerra conobbe il suo amico tourteau che le salvò la vita nascondendola in un fienile per oltre un anno. Per Sara non è facile riportare alla memoria le vicende di quegli anni ma trova la forza di farlo, per non dimenticare.
R. J. Palacio specifica nel colophon che la storia di "Mai più" è un'opera di fantasia e nella sua nota a fine libro spiega come fu molto colpita dalle letture de "Il diario di Anna Frank" e dal volume "The Best of Life" oltre che dalla conoscenza dell'Olocausto di tutta la famiglia di suo marito (ebreo). La dedica iniziale viene poi spiegata alla fine: è per Malka detta Mollie, la mamma di suo marito, emigrata in America anni prima della guerra. Tutti i suoi parenti rimasero in Polonia e nessuno di loro sopravvisse a quel tragico periodo.
Se dovessi riassumervi "Mai più - per non dimenticare" vi parlerei di amicizia e coraggio. E di un fantastico prato blu di campanule.
Anche se non è una storia vera l'ho trovata verosimile e mi ha fatta emozionare. E' un'opera che consiglio a tutti.
Qui sotto il riassunto dettagliato del graphic novel "Mai più - per non dimenticare":
Sara era una ragazzina ebrea serena che viveva con i suoi genitori nel sud della Francia. Nel 1940 il suo paese venne diviso in due: zona occupata dai tedeschi e zona libera. La vita per gli ebrei iniziò a farsi dura ovunque ma
Il graphic novel di Lily Williams e Karen Schneemann mi è proprio piaciuto e oggi ve lo racconto con piacere. "E' tutto un ciclo" l'ho scoperto grazie alla riapertura delle biblioteche che, non dimentichiamolo, sono un patrimonio culturale e sociale: viviamole!
Qual è il tema principale di "e' tutto un ciclo"? Bè un aiuto viene subito dal titolo e successivamente dai colori scelti da Kaley Bales: bianco, nero e soprattutto… tutte le sfumature del rosso! Insomma "E' tutto un ciclo" parla di mestruazioni e lo fa ambientando la storia nel liceo Hazelton dove arriva Sasha una studentessa nuova che durante i primi giorni di scuola ha un incidente imbarazzante: le arriva il ciclo e le si sporcano i pantaloni di sangue. Mentre una parte di studenti la prende in giro tre ragazze, che diventeranno poi sue amiche, la portano in bagno e le danno sostegno materiale e psicologico. Sasha conosce così Brit, che soffre di crampi dolorosissimi, Christine anima libera ed indipendente ed Abby, la più battagliera della compagnia. E' Abby infatti che si prende a cuore il tema delle mestruazioni ed inizia
Grazie alla cabina per il bookcrossing di Bussero ho scoperto questo libro che mi ha conquistata con la sua quarta di copertina in cui viene velocemente riassunta la trama. Una storia comica di aspiranti suicidi, possibile?
Arto Paasilinna era uno scrittore finlandese conosciuto per il suo humor e per la "capacità di raccontare ridendo anche le storie più sconcertanti e tragiche". Ci sarà riuscito in questo libro dal titolo spiazzante? vediamolo insieme.
Paasilinna mette subito in chiaro cosa ci troveremo nel libro inserendo nell'occhietto un proverbio che fa così: "In questa vita la cosa più seria è la morte; ma neanche quella più di tanto".
Trama sintetica: un uomo, con alle spalle numerosi fallimenti, decide di togliersi la vita in un casolare in campagna. Il suo proposito viene però mandato all'aria da un colonnello che ha scelto lo stesso casolare per farla finita. I due aspiranti suicidi stringono inaspettatamente amicizia e decidono di creare un gruppo di sostegno per persone come loro. Mettono un annuncio sul giornale a cui rispondono oltre seicento persone e per gestire quella mole di lavoro selezionano dal gruppo una segretaria, organizzano un convegno e... partono con un pullman per suicidarsi tutti insieme da una scogliera ma durante il folle viaggio scopriranno che
La seconda stagione di Big Little Lies è stato un parto (vederla). Ci avevo provato due anni fa, ma la Titti si era addormentata a metà della prima puntata e l'avevamo mollata lì. L'abbiamo ripresa in questi giorni, per staccarci dal "monopolio delle serie tv" di Netflix ma anche quest'anno, nonostante la sponsorizzatissima new entry Meryl Streep, ci è costato fatica rimanere sveglie durante la visione di Big Little Lies 2.
Cinque donne, accomunate da figli che vanno nella stessa scuola, assistono alla lite di una di loro col marito; la situazione degenera e quando vedono che lui la picchia brutalmente intervengono dividendoli e spingendolo giù da una scalinata. L'uomo muore sul colpo e tutti dicono che è scivolato e che è stato un incidente.
La storia riprende qualche mese dopo l'incidente: tutte hanno ripreso la loro vita di prima ma ognuna vede in qualche modo la propria esistenza andare a rotoli:
Celeste, la vedova, ha frequenti incubi notturni, i gemelli sembrano violenti come il padre e la suocera sospettosa si è stabilita da lei decisa a
Nell'attesa delle serie tv che più mi piacciono e che non si sa ancora quando usciranno (Stranger Things, The Handmade's tale, The Walking Dead...) mi sono vista Bonding 2 in un'unica sera (8 episodi di circa venti minuti l'uno).
Di cosa parla questa serie tv Netflix? Nella prima stagione di Bonding scoprivamo i suoi protagonisti: la dominatrice Tiff ed il suo amico Pete. L'idea della serie tv era carina: entrare nel mondo poco conosciuto del BDSM che , riporto da Wkipedia: "identifica una vasta gamma di pratiche relazionali e/o erotiche che
permettono di condividere fantasie basate sul dolore, il disequilibrio
di potere e/o l'umiliazione tra due o più partner adulti e consenzienti
che traggono da queste soddisfazioni e piacere".
Secondo me questa seconda stagione è stata peggiore della prima perché punta maggiormente lo sguardo sul rapporto tra Tiff e Pete e non sul mondo delle pratiche BDSM. Tiff e Pete vengono "retrocessi" dalla loro boss in seguito al casino con l'ultimo cliente. I due ragazzi però vivono questa occasione in modo diverso: per Tiffany è un modo per